Dall’Unione Montana dei Monti Azzurri

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Intervista al presidente Giampiero Feliciotti

Amministratore di lungo corso l’ins. Giampiero Feliciotti, già sindaco di Serrapetrona dal 1980 al 2004, al vertice dell’Unione Montana dei Monti Azzurri di San Ginesio dal 2005, risponde ad alcune domande. Il suo mandato da presidente scadrà a giugno 2024.

Come preferisce presentarsi?

“Io sono ormai un vecchio amministratore nato sindaco vecchio stile, quando cioè non c’erano tutti questi vortici di denaro. Ho speso 25 anni per il mio paese (Serrapetrona) non c’erano stipendi o indennità e bisognava sempre stare in mezzo alla gente. Questo contatto ha segnato la mia vita e pertanto mi presento semplicemente come vecchio amministratore di buon senso senza alchimie ma solo per risolvere problemi alla popolazione”.

Cosa ha compreso in tanti anni nell’amministrazione pubblica?

“Purtroppo, ho imparato anche cose brutte ma non mi riguardano. Ormai ognuno agisce pro domo sua e pensa al bene comune solo se c’è una risorsa economica che paghi questo impegno. È una cosa giusta ma esula totalmente dal ruolo pubblico come da me inteso, perché una cosa è il lavoro con cui si vive, altro è l’impegno civico per l’altrui bene che non deve essere misurato con moneta sonante ma con alto spirito di volontariato e semplice carità”.

Indichi qualche problematica che ha risolto o cercato di risolvere nel territorio dell’Unione Montana dei Monti Azzurri.

“In un territorio che, purtroppo, tende ad invecchiare e alla denatalità, è nodale l’assistenza agli anziani e su tale aspetto molto abbiamo lavorato …  Sanità, turismo, fruizione del territorio come la rete ciclabile e pedonale, la rete museale, ecc.”.

Secondo lei, di cosa avrebbe bisogno l’entroterra maceratese?

“Nella mia esperienza in Unione Montana, comprendo ogni giorno la necessità di una pianificazione generale e coordinata tra i Comuni. È essenziale perché siamo piccole realtà, naturalmente sane e orgogliose, ma non possiamo progettare efficacemente se non insieme, con una massa critica che permette la migliore organizzazione, il risparmio delle risorse, la loro migliore spesa e soprattutto guardare al futuro, perché è noto che chi resta fermo indietreggia pericolosamente”.

Di cosa pensa di occuparsi nel futuro? “Per me il futuro è la continuazione del presente, cioè, se il Padreterno mi dà la salute, rendermi utile. Oggi sono presidente dell’Unione ed è un incarico di responsabilità e ne sono orgoglioso, come pure presiedere il consorzio di Polizia Locale associata che opera su tre Province, ma anche sostenere gli altoparlanti alla Macerata- Loreto in notturna o altre azioni volontarie che spesso capitano, sono occasione di utilità sociale e soddisfazione personale. Importante è non fermarsi e progettare sempre!”.

Eno Santecchia

Maggio 2024

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