Alla scoperta di Daniela Gori

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S’innamora della fotografia da ragazza, negli anni segue un percorso di formazione e di ricerca più spontaneo che strutturato. Approfondisce la conoscenza delle diverse tecniche e si avvicina a più filosofie espressive per conquistare una forte conoscenza del linguaggio fotografico. Dopo circa trenta anni la passione per questa straordinaria arte continua ad essere viva e con una sempre più cosciente consapevolezza della sua natura e finalità: “… è il mio modo di esprimermi, di parlare. Non scatto mai una foto che non sento nella mente e nel cuore. Ogni giorno scatto molte foto… anche solo nella mia mente. È questo è tutto per me”. Daniela scatta in modo istintivo, segue delle sensazioni segrete. Le sue foto hanno il potere di raccontare tante storie con mille sfumature, ma l’autrice (il più delle volte) riesce a nascondere, a non svelare il mistero che alimenta le sue riflessioni ed emozioni. Il rapporto con l’immagine è intimistico e umile, molto distante dal narcisismo che caratterizza tanti artisti. Non attribuisce grande importanza all’attrezzatura, per ottenere i risultati si affida alla capacità di comporre con armonia le scene riprese. Ama le regole, le conosce ma per comunicare in modo efficace sa anche superarle: ” … le regole? Mi piace evaderle!”. Scatta anche in bianco e nero e ha fatto esperienze in camera oscura, ma il colore occupa un posto importante nella sua produzione artistica: “La mia vita è colore. I colori li amo tutti. Non mettetemi davanti a una scatola di pastelli perché altrimenti li userei tutti! Il mondo ha tutti i colori… e mi piace catturarli”. La letteratura, il cinema, la pittura influenzano il suo modo di vedere e di raccontare la vita. I soggetti preferiti sono la città, le periferie, i ritratti colti al volo, la ricerca dell’animo umano in tutti i suoi aspetti, le linee dell’architettura, luoghi deserti o abbandonati, archeologia industriale. Un’artista dalle grandi capacità e talento, che sa comunicare molto anche nei suoi silenzi. Una persona che, con molta maturità e serenità, non ama la ribalta, la visibilità. Ma è normale per chi concepisce e vive la fotografia “… come una necessità per esprimermi, per riuscire a tirar fuori ciò che a volte è difficile dire. Non cerco certo la foto perfetta e che può diventare famosa. Scatto foto per me, prima di tutto. E mi affeziono alle mie immagini. In qualche modo mi rappresentano. Sono parte di me”.

Riccardo Guglielmin 

(da Viavai – aprile 2017)

Marzo 2023

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