Slow Photography sui monti Sibillini

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Roberto Nichinonni

“A 18 anni il mio primo incontro con la fotografia è stato fortuito. Scattai i primi fotogrammi utilizzando la Rolleiflex a pozzetto di mio padre…”. Dopo circa quarant’anni la passione per la magia della fotografia è ancora intatta e viva. Una passione corroborata e sostenuta da una competenza tecnica e compositiva maturata con attenti studi sugli autori più espressivi, con la visita delle mostre di pittura e fotografia, con una paziente attività di sperimentazione in camera scura e chiara. Nichinonni è un fotografo che svolge le sue attività con seria e severa metodologia: con disciplina approfondisce ogni argomento e sviluppa, con costanza, ogni tema fotografico al quale si avvicina. Il suo portfolio si presenta variegato in argomenti e stili. Spazia senza sforzo dal ritratto al paesaggio urbano, dagli attenti lavori in camera oscura alla ricerca delle sfumature dei colori nella natura. Le sue foto sono essenziali, pulite, spiegano subito qual è il soggetto principale e riescono a entrare immediatamente in sintonia con il lettore. Foto senza elementi di disturbo, che non appesantiscono lo sguardo e l’analisi: questa abilità nasce da uno stato d’animo fondamentalmente sereno ma sempre in tensione nella ricerca del vero, dell’armonia, di un mondo da scoprire. “Quando cammino su per la montagna sento un senso di libertà, di vicinanza alla natura e mi trovo a riflettere sui problemi dell’esistenza terrena e della mia vita, ma con un certo distacco. Proprio come se li vedessi dall’alto…”. Lo spirito con il quale si avvicina alla natura è sincero e molto motivato. Le nuvole diventano un gioco grafico nella cornice della foto e avvolgono, i dubbi, le insicurezze che popolano (il più delle volte) i giorni della nostra vita. Rocce in primo piano per creare effetti di tridimensionalità, per raccontare la forza e la durezza della montagna. Atmosfere create da particolari effetti di luce per nascondere (o svelare) i misteri dei luoghi. Nichinonni, nelle immagini che ha realizzato a Ussita e ai luoghi che la circondano, manifesta il suo rispetto per la natura incontaminata e la capacità di ricorrere a un linguaggio pacato. Racconta, direi quasi sussurra, la bellezza delle Marche: “Le mie fotografie non urlano, si lasciano guardare. Le mie fotografie cercano di narrare la bellezza del paesaggio nel suo insieme. La bellezza della natura, che dovremmo difendere per la nostra salvezza, non va urlata ma contemplata”. Roberto è affascinato dagli elementi della natura, le sue escursioni sul Monte Bove si trasformano in momenti unici, irripetibili, di profondo stupore: “Su questi monti ho visto le nuvole correre e spostare la luce facendola scivolare sui fianchi delle montagne. Quando sono in vetta… dall’alto posso vedere tutto intorno a me e ogni punto cardinale mostra un paesaggio diverso. Tutto questo è bello e mi stupisce”. Un autore molto attento ai problemi dell’inquinamento, della cementificazione, dell’estinzione di molte specie della flora e della fauna. Una sensibilità a certi argomenti che lo porta a valorizzare le bellezze della natura, a coglierne il valore e a saperne leggere i diversi aspetti. Un fotografo che vive in città ed è normale che affermi: “Spero che la gente si stanchi di correre e rallenti. Se rallentasse potrebbe iniziare a guardarsi attorno e vedere cosa c’è. Io ho rallentato e ho iniziato a guardare con occhi nuovi… e ho scoperto lo scenario meraviglioso delle montagne marchigiane. E presentare queste mie foto è come se volessi aiutare le persone distratte a scoprire e riconoscere tutte queste bellezze”.

Riccardo Guglielmin

(da Orizzonti della Marca del 13 febbraio 2016)

Maggio 2022