Energie e magie visive

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Stefano Nuvola

Così si presenta l’autore: “Non nascondo che il giudizio, le impressioni dei fotografi sulle mie foto, all’inizio della mia carriera fotografica, hanno molto influenzato il mio modo di vedere e realizzare le immagini. Dopo un lungo percorso di formazione artistica e culturale sono più sereno e libero di esprimermi. Oggi fotografo per me stesso!”. Nuvola è, però, ancora animato dal desiderio di confrontarsi con altri autori, ma le conoscenze acquisite della materia visiva gli consentono di realizzare le fotografie con padronanza e spirito critico. Gestisce con abilità le linee, i pesi, le masse all’interno di una fotografia e con il suo gusto estetico scatta foto che non si esauriscono in uno stile sterile e manieristico. I suoi lavori, pur avendo molti elementi grafici, riescono a raccontare storie e a comunicare messaggi e significati. Stefano possiede una forte dose di umiltà e per questo non è mai soddisfatto delle sue conoscenze tecniche e culturali. Come artista, infatti, è consapevole che fotografare non è una fredda applicazione di regole, ma è sempre necessario sperimentare e soprattutto studiare. Sono molti i maestri cui si ispira: Doisneau, R. Capa, Salgado, Lange e, per l’innovazione dei linguaggi e dei contenuti, Koudelka e Klein. Nuvola sviluppa le sue conoscenze fotografiche approfondendo l’architettura e la pittura ed è un piacere dialogare con lui su Degas, De Nittis, Kandinsky. I pittori gli suggeriscono soluzioni fotografiche su come gestire le linee, le forme e i colori, gli artisti gli stimolano intuizioni per “relazionare insieme le energie e le magie visive”. “Nella fotografia l’istante decisivo dura una frazione di secondo, nella pittura possono esserci più istanti, ma entrambe queste arti hanno la capacità di fermare, d’interpretare e raccontare la realtà”. Nuvola ama e trova ispirazione anche nello studio del cinema: “Con una sola foto, a volte, si racconta una storia. Nel cinema occorrono migliaia di ottime foto per raccontare qualcosa! Foto e cinema, due modi di raccontare la vita, due linguaggi… ma per fare veramente arte occorre saper gestire la luce, le inquadrature, la composizione…”. Nuvola mi racconta, con l’entusiasmo che lo contraddistingue, delle “scoperte fotografiche” grazie alla visione dei film di Fellini, Risi, Truffaut. Mi spiega, con forte capacità di analisi, Manhattan (il film di W. Allen) nel quale si fondono nella magia del bianco e nero, la musica jazz, i dialoghi, l’uso perfetto della luce e delle inquadrature. “Provo una grande emozione davanti a una statua del Canova, a un quadro di Mondrian … alle bellezze di Camerino, la città che ormai mi ha adottato da tantissimi anni”. L’immagine che accompagna questo articolo permette al lettore di scoprire come Nuvola riesce a “rappresentare la forza e il dinamismo delle linee che si sviluppano all’interno di un’immagine e la rendono nel contempo gradevole e funzionale alla vista”. Stefano è un fotografo maturo che, a mio avviso, potrà trovare nuove dimensioni artistiche sviluppando ulteriori progetti fotografici. Un fotografo che, con i suoi scatti, aspira a “superare il visibile e vedere l’invisibile. Cercare di scoprire e capire il mondo che ci circonda e le infinite informazioni visive che, quotidianamente, ci sono presentate”.

Riccardo Guglielmin

(tratto dall’Appennino Camerte del 10-10-2008)

Marzo 2022