Le ore della luce

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Le immagini che registra l’obiettivo di Candido Pelosi sono di una rara perfezione, di un sapiente equilibro tra luce e materia. La bellezza e la delicatezza dei colori ci fanno dimenticare che le immagini che vediamo sono stampate su carta. Osservando i paesaggi e gli arditi controluce ci immergiamo in una nuova dimensione nella quale è difficile riconoscere il vero dal sogno, la realtà e la sua manipolazione. Chi osserva le foto di Candido si domanda: “È possibile che esistano simili bellezze, situazioni così particolari?”. La natura è una tavolozza, un libro tutto da scoprire: la sensibilità dell’artista consiste nel riconoscere e nel ri-scrivere la sua scoperta. Tutti noi possiamo essere testimoni della bellezza della natura, Pelosi riesce, invece, a cogliere un “qualcosa” di più. Il suo occhio sa individuare, con discrezione e stupore, il  regista divino che governa e crea i colori, le nuvole, il vento, la neve… Le emozioni che sa regalarci Candido sono frutto di una viva e costante educazione al bello e al buono. Le lenti della sua semplice fotocamera sanno evidenziare la spontaneità della natura, degli sguardi, del lavoro delle persone. Le geometrie dei campi arati non sono linee fredde o funzionali alla composizione: sono la viva e forte testimonianza dei contadini che amano e lavorano la terra. Le linee reali o immaginarie (fili con lampadine, mura di ruderi, le vie di un borgo, l’erba dei campi che si collega – con strade invisibili – verso il cielo) sono energie che circoscrivono ed evidenziano al lettore la poesia che si manifesta, in ogni istante, nel creato. Immagini che fanno pensare alla nostra superficialità con la quale vediamo il mondo che ci circonda. Le frasi che accompagnano le foto non sono delle “stampelle” per far funzionare il messaggio dell’immagine, sono, invece, un ulteriore modo per interrogarci, per costringerci a non fuggire dalle nostre responsabilità. Sono foto schiette, efficaci, spontanee. Chi crede che la fotografia sia soltanto lo specchio della realtà si sbaglia. Le fotografie di Candido sono lo specchio dell’animo e del suo modo di essere sacerdote. Poesie in lettere che accompagnano poesie scritte con la luce. Ed è proprio la luce l’elemento che risalta di più nel volume “Le ore della luce – Pieve Torina e Sibillini” edito dalla Banca di Credito Cooperativo di Casavecchia. Un fotolibro che ricorda, a noi uomini con la memoria labile e riscrivibile, uomini ormai senza ricordi, che la natura è poesia e storia dell’uomo. Ci ricorda che i cieli respirano, i campi con il grano sono vivi, i mattoni sono testimoni silenziosi di racconti. Fotografie che non sono solo un valido virtuosismo tecnico bensì lo sforzo di un artista per cogliere il senso e le idee attraverso la bellezza della natura. La pellicola utilizzata da Pelosi riesce a registrare l’anima delle cose, a creare nuovi spazi, nuovi mondi. Dimensioni, forse, più reali ed essenziali della vita stessa. Candido con le sue immagini ci fa partecipi delle sue scoperte, dei suoi segreti. Fotografie nate dal bisogno interiore di manifestare un cammino spirituale rivolto agli altri e per gli altri. Come se le foto e il loro messaggio al bello fossero un modo di avvicinare e avvicinarsi al prossimo. Ogni scatto di don Candido Pelosi è frutto del desiderio di conoscersi, del continuo tentativo di arrivare al cuore delle cose e degli uomini.

Riccardo Guglielmin

Da “L’Appennino Camerte”

Ri-pubblicato il 1° dicembre 2021

Laghetto del mulino di Fiume
Valsantangelo frazione di Pieve Torina.