L’importanza dell’ambientazione

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L’arch. Antonio Eleuteri, funzionario della Regione Marche, è autore di nove libri. Da oltre vent’anni è responsabile della consultazione al pubblico dell’Archivio storico parrocchiale San Paolo Apostolo di Civitanova Marche Alta. Con le sue risposte si può comprendere l’importanza delle ricerche d’archivio e iconografiche per “costruire” una buona ambientazione e dotare un libro di buone immagini.

Come nacque la sua passione per scrivere?

“Dalla lettura onnivora, coltivata da sempre, e da uno scavo d’archivio ormai trentennale nella storia marchigiana. Autonomamente o in miscellanee, dagli anni Novanta pubblico saggi su specifici temi storici civitanovesi; l’ultimo, del 2013, è dedicato alla ultrasecolare Confraternita del Santissimo Sacramento di Civitanova, unica superstite in paese e, ad oggi, tra i più antichi sodalizi laicali eucaristici della Diocesi di Fermo. Dal 2011 ad oggi, la collana personale di narrativa intitolata Bibliobabele – come il mio ex libris – conta 9 romanzi brevi di carattere storico, tutti ambientati nella Civitanova di primo Novecento; attualmente sono impegnato col decimo titolo, da presentarsi al pubblico il prossimo dicembre. Si tratta d’edizioni fuori commercio, stampate ogni anno in proprio col patrocinio dell’Accademia primo dialetto “Angelo e Mariano Guarnieri” e col contributo finanziario dell’ATAC, del Banco Marchigiano Credito Cooperativo di Civitanova Marche e di altri sostenitori”.

Cosa la ispira a creare i suoi personaggi?

“Un fatto di cronaca o un semplice aneddoto tramandato anche solo oralmente a volte sono sufficienti per iniziare ad imbastire una trama più o meno complessa, in cui il sostrato storico della nostra comunità riesce ad emergere dalla finzione romanzata del testo, con personaggi storici o di fantasia, fissi o variabili. E nella “rete da pesca” documentaria, quasi un rezzaglio a maglie molto strette lanciato in pazienti ricerche bibliografiche e d’archivio nel corso degli anni, non mancano gli inediti, le sorprese: ad esempio, il Cinematografo Ideal (in Lacrime de cuccogrillo) e il Villino Isola (ne Il fattaccio)”.

Quant’è importante l’ambientazione?

“Trattandosi di romanzi storici, sembra superfluo affermarne l’importanza, l’essenzialità. Un solo esempio: come rendere credibile un popolano se non ricorrendo rigorosamente nel discorso diretto al vernacolo arcaico locale e al particolare modo d’esprimersi dei suoi tempi? Non solo nelle ambientazioni, curo anche l’inevitabile “intertestualità” tra passato e presente, con abbondanza di citazioni e rimandi, impliciti ed espliciti. L’utilizzo di fonti documentarie minori e secondarie mi consente inoltre d’entrare nel dettaglio, di curare con maggiore definizione non solo certe pagine-chiave. E su questo posso assicurarle d’essere molto esigente con me stesso”.

Ho notato che nei suoi volumetti ci sono interessanti foto d’epoca e bozzetti a tratto assai piacevoli. Quanto conta per lei la ricerca iconografica?

“Moltissimo: testo principale, iconografia e apparati critici costituiscono un tutt’uno, inscindibilmente, come pure l’“abito sartoriale” dell’edizione rigorosamente cartacea. Ogni volta scelgo e curo di persona i vari aspetti grafico-editoriali della stessa (interni, copertina, segnalibri, manifesti, inviti), composta e stampata in offset, con materiali di particolare qualità, da amici (prim’ancora che eccellenti professionisti) con cui ho un felicissimo rapporto ormai venticinquennale. Le varie elaborazioni grafiche a china o a matita sono tutte di mio pugno; le cartoline illustrate d’epoca appartengono quasi esclusivamente alla collezione privata di Federico Bigoni, appassionato di storia civitanovese ed amico carissimo di vecchia data”.

Quali positività vuole trasmettere al lettore?

“In Bibliobabele si cerca di narrare amabilmente delle storie paesane, tra storia e finzione letteraria, senza alcun altro fine o intenzione da parte di chi le scrive. Il lettore attuale e futuro ne può e potrà trarre ogni volta ciò che vuole, con buona pace di tutti, autore in primis, la cui opera – credo – cessa in realtà d’appartenergli dal momento in cui viene pubblicata e letta per la prima volta. A voler «persuadere e convincere», e peggi’ancora nel convincersi di persuadere, nel migliore dei casi si cade vittime di quell’«amara ironia» di cui parla Bernanos …”.

Ha ricevuto gratificazioni? “Molte, di vario genere, e credo anche scevre di piaggerie. Già si colgono negli occhi di chi, poco prima di Natale, riceve puntualmente in mano l’edizione dell’anno come una bottiglia di buon vino, frutto artigianale del nostro piccolo “quadro” di vigna dei secoli passati, da donare agli amici più cari: gratificazioni e simpatie, queste, tre le più schiette e genuine, posso assicurarglielo. E, per rimanere alla metafora, non da «magra vindemia», come per il Machiavelli a Sant’Andrea in Percussina …”.

Eno Santecchia

Novembre 2021

La copertina di un suo romanzo fatto stampare nel dicembre 2019.