Una constatazione curiosa

Print Friendly, PDF & Email

Con l’arch. Medardo Arduino parliamo di alcune sue constatazioni, che altri potrebbero definire ipotesi, o tesi controcorrente. Ma tante sono le ipotesi della vita, alcune si avverano, altre restano mere utopie.

Ci dica sulla legge salica.

“Si conosce la legge salica degli antichi Franchi, emendata da Pipino il breve e successivamente da Carlo Magno. Filippo V di Francia commise un abuso usando un articolo per impedire a Giovanna di Navarra di diventare regina di Francia”.

Ci parli della terra salica.

“Gli storici fino ad oggi non sono riusciti a stabilire che tipo di proprietà fosse quella della terra salica, perché non esiste un toponimo che si chiami Terra Salica. Siccome i Franchi, per gli storiografi, sono di origine olandese, gli storici hanno cercato di attribuire a questa “Terra” un titolo particolare di godimento di un bene, una proprietà non definita ma trasmissibile solo ai maschi.

Sono state fatte alcune ipotesi che differenziavano la Terra Salica dall’allodio (proprietà personale trasmissibile per eredità), il feudo era assegnato dal re ed era vitalizio, alla morte del titolare ritornava al sovrano”.

Secondo Medardo i Franchi erano originari del Piceno, non olandesi né tedeschi, lo dimostrano tutte le tracce archeologiche altomedioevali e antiche, i simboli e le iconografie che hanno trovato delle conferme scritte nella pietra e non nei documenti e perciò non mistificabili.

I Salii (Salui) era un’antica gente picena che si era specializzata ad eseguire le scorte armate dei mercanti che commerciavano i prodotti etrusco-piceni (armi, utensili da cucina di metallo, pentole, secchielli, gioielli, monili e ornamenti). Queste carovane arrivavano in nord Europa es. in Inghilterra meridionale per acquistare lo stagno, scambiandolo con i loro oggetti. Al nordest del continente europeo li scambiavano con la preziosa ambra del Baltico.

Restavano lontano da casa girando anche tre – quattro anni. Per questa ragione diventarono esperti nel viaggiare in modo organizzato e per lunghi spostamenti.

Ne deduce due considerazioni.

La prima che c’era una forte convenienza a scambiare i prodotti della metallotecnica con le pietre semi-preziose, l’ambra in particolare e i metalli nativi (metalli quasi puri sulle rive dei fiumi o eruttati dai vulcani). Questi militari di carriera, professione che si trasmetteva di padre in figlio, durante l’impero romano furono lo zoccolo duro delle legioni. Ricordiamo che Tito Labieno, primo luogotenente di Giulio Cesare, era nato a Cingoli.

La seconda è che queste persone arricchite dalla carriera militare erano diventate grossi proprietari terrieri. Infatti, le loro terre, ovvero le terre dei Salii, erano trasmissibili di padre in figlio come la legge salica prescriveva.

Un prima prova è data da una frase del “Libro delle Colonie” che è l’elenco redatto circa nel III secolo d. C. ove sono specificate tutte le assegnazioni delle terre che il demanio affidava a vario titolo ai militari in congedo e altri proprietari terrieri.

Per il Piceno c’è una specificità, perché le terre furono tutte assegnate dal demanio, tranne una indicata come la terra della città dei Salii (Agerurbisaluiensis), vasta area che corrisponde pressappoco alla Provincia di Macerata di oggi, sono indicate come terre ereditarie dei Salii.

Una conferma indubitabile si trova nella raccolta archeologica dell’Abbadia di Fiastra, un cippo votivo (II- III secolo d. C.) dove è incisa una dedica che recita “agli dèi e alle dee della città dei Salii: Tito Flavio Massimo procuratore imperiale portò in dono dall’oriente”. È chiarissima l’espressione latina urbisaluiensibus che si traduce “Il capoluogo dei Salii”, questo cippo votivo è stato trovato nel territorio di Urbisaglia. Il cippo quadrato di marmo bianco-grigiastro è alto un metro e largo 25-30 cm, poteva essere era la base piedistallo di un busto o di un vaso.

Dice Arduino: “Il nome Urbs significa chiaramente capoluogo perché soltanto Roma, Orvieto e Urbisaglia possono vantare questo titolo”.

L’arch. Medardo Arduino ha scritto un saggio specifico dal titolo: “Terra salica vs Neverland. Alla ricerca di una terra mai trovata” in cui spiega dettagliatamente tutte le ipotesi avanzate dagli storici transalpini dal XVIII secolo ad oggi senza arrivare ad alcuna conclusione. Insiste sul fatto che il cippo di marmo dell’Abbadia di Fiastra è una verità assoluta, non un documento trascritto e interpretato, il latino non si presta ad interpretazioni ambigue.

Altro dettaglio è Numa Pompilio, re legislatore, che portò con sé a Roma i guerrieri Salii che avevano il potere di decidere quando iniziare e terminare le guerre, secondo la mitologia (Varrone) i Salii erano depositari dello scudo sacro (Ancile) che Pico Marte aveva donato ai Salii quali sacri custodi.

Sempre secondo l’intervistato i nomi Pompuleio (guerriero di Capestrano), Pompilio (secondo re di Roma) e Pompeo, (triunviro con Cesare che abitava sotto Fermo), sono nomi piceni.

Al riguardo della mitologia osserva che gli autori classici romani come Virgilio e Livio narrarono dell’arrivo leggendario di Enea e Antenore giunti da Troia, mentre Ademaro, lo storico dei Franchi, nel II secolo scrisse che prima di chiamarsi Franchi si chiamavano troiani e venivano dalla Troade. Antenore sbarcò sulla costa veneta e fondò Antenoreia (Padova).

Quei troiani arrivarono verosimilmente seguendo le correnti dell’Adriatico che risalgono lungo la costa orientale, deviano verso occidente all’altezza di Ravenna e ridiscendono lungo la costa italiana fino ad Otranto. Tracciando la rotta commerciale più antica tra il Levante e l’Italia. Per restare in ambito correnti marine bisogna precisare che da Creta la corrente del sud del mar Ionio conduce a Siracusa, prima città greca della Sicilia. Lo stretto di Messina (Scilla e Cariddi) non poteva esser navigato da sud a nord per la forte corrente contraria di 6-12 nodi, perciò la rotta adriatica era la più veloce e sicura.

Eno Santecchia

Ottobre 2021

Commento

Medardo Arduino è un coraggioso visionario. Batte sentieri nuovi, non importa se difficili, comunque propone un discorso coerente. Tutte le storie hanno bisogno del contributo di pensieri nuovi o alternativi. Trovo la sua tesi suggestiva e affascinante!
A. M.

Copertina del libro
Questo cippo è opera del pittore David Giovannini di Visso (MC).

Quarta di copertina del volume di Medardo Arduino