Attraverso la lente del cuore

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Don Candido scopre la passione per la fotografia già da ragazzo. I suoi primi scatti, effettuati con una vecchia fotocamera, riprendono in bianco e nero la gente e la vita di campagna. Questa prima esperienza è la scintilla che lo avvicina alla scoperta e alla ricerca del semplice e del bello. Per raggiungere questo risultato cerca di affinare la sua sensibilità artistica e raggiunge una visione fotografica molto personale ed originale. Per trasmettere ed esaltare le emozioni ricorre ad una perfetta gestione dell’esposizione. Fotografare significa “scrivere con la luce”, Don Candido, però, non si limita a registrare sulla pellicola grazie alla luce, lui “fotografa la luce” dandogli spessore e spazio. Le foglie, ad esempio, si illuminano e i luccichii sulle superfici inventano e svelano trame e merletti straordinari. La luce diventa soggetto, il saper guardare nel profondo di ogni cosa dà un senso nuovo al controluce e alla luce radente. Il paesaggio è un tema che gli consente di giocare con la luce soffice e calda della sera, le zone illuminate e d’ombra si trasformano in funzionali cornici che mettono in risalto la bellezza del creato. La composizione dell’immagine è sempre molto curata. Ogni possibile elemento di disturbo (cartelli, fili elettrici, ecc..) è eliminato, nell’inquadratura deve rimanere solo ciò che valorizza il messaggio dell’immagine. Con questo attento lavoro di pulizia compositiva arriva a “rendere essenziale” una foto, Don Candido vuole trasmettere le emozioni con pochi elementi. L’autore, in questa ricerca di non essere troppo descrittivo, realizza immagini quasi monocromatiche: paesaggi morbidi, in penombra, con sapienti sfocature selettive. L’autore riesce ad andare al di là della semplice rappresentazione del reale, scatta immagini nelle quali s’intravedono e si svelano particolari che attirano l’attenzione del lettore e lo fanno riflettere. La fotografia si trasforma, pertanto, in uno straordinario strumento per catturare e registrare le emozioni. Don Candido guarda la realtà attraverso le lenti del cuore, fotografare è un modo per esprimere il suo mondo interiore. Emozioni e sensazioni così forti che l’autore ha il bisogno di comunicarle all’esterno. La fotografia diventa un simpatico modo per incontrare e per confrontarsi con gli altri. Don Candido ha insegnato fotografia in una scuola media e in corsi extra scolastici. Con gli allievi realizza uscite fotografiche, lavori di reportage, organizza mostre e, nel frattempo, aiuta un processo di socializzazione tra i ragazzi ed instaura con loro un rapporto di amicizia. Attraverso l’arte e il mondo dell’immagine entra in sintonia con le persone, un modo originale ed interessante per proporsi anche come sacerdote. L’artista possiede valide conoscenze tecniche e predilige lavorare con le diapositive. Per ottenere foto ben definite e nitide lavora con obiettivi di qualità, per raggiungere una maggiore purezza dell’immagine usa, prevalentemente, ottiche fisse. Don Candido con la fotografia si diverte e segue una sua personale ricerca estetica: la bellezza come sostanza, come insieme di elementi che creano l’armonia. Ha realizzato, nel tempo, tantissimi album fotografici che testimoniano il suo cammino artistico e spirituale. In questi “foto-diari” si possono leggere la pace e la bellezza del paese in cui vive ed opera, la serenità che ha raggiunto come uomo e sacerdote, i colori dei boschi, il “mare-creatura” che respira… Don Candido è un fotografo molto critico ed esigente, questa severità lo ha portato a conseguire molti riconoscimenti ufficiali, ad esporre in tantissime mostre e a pubblicare diversi libri.

Riccardo Guglielmin

Ri-pubblicato nel luglio 2021