Il parco delle Caterinette a Caldarola

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Il mistero è fitto

Abitando per anni a pochi metri dal muro di cinta del castello Pallotta, durante le passeggiate nel centro storico di Caldarola mi sono soffermato spesso ad ammirare – da tutte le prospettive – il sovrastante maniero, le sue pertinenze e i dintorni compreso il cosiddetto parco delle suore Caterinette, posto a nord, lungo il declivio per via Rimessa.

Il parco delle “Caterinette” fu creato agli inizi degli anni Novanta in osservanza alla legge n. 113 del 29 gennaio 1992 che obbliga i Comuni a mettere a dimora un albero per ogni bambino registrato all’anagrafe. Oggi gli alberi e i cespugli sono cresciuti rigogliosi, e finora sono scampati dalle pessime potature.

Di quel parco ho ammirato le varie essenze e mi sono chiesto più volte perché quegli alberi siano stati messi a dimora a casaccio, senza un criterio razionale, geometrico o di architettura del verde.

Chiesi ad alcuni caldarolesi che per età potevano sapere e ricordare chi avesse provveduto alla piantumazione. Scoprì così che si trattava di un vivaio del medio Maceratese.

Quando transitai in auto da quelle parti contattai una giovane di quella famiglia, la quale mi disse che il titolare addetto alla “comunicazione” era assente. Mi diedero una brochure che ancora conservo, ove è scritto che loro famiglia svolge attività vivaistica da cinque generazioni (dal 1885)! Quel giorno a voce, successivamente per telefono chiesi il rilascio di qualche informazione e chiarimento. Al parco caldarolese avevano piantumato loro … ma non vollero raccontare nulla! Ogni lettore può trarre le conclusioni che preferisce.

Oggi quegli alberi sono il polmone verde del centro storico di Caldarola (purtroppo in gran parte disabitato per l’ultimo sisma) e lo smeraldo incastonato nel gioiello dei Pallotta: essi regalano verde di varie sfumature in tutte le stagioni, ombra e ossigeno a tutta la zona.

Abbatterli per far ritornare quella piccola area un prato, com’era negli anni Ottanta, è semplicemente un’idea oscena e scandalosa, contro tutte le buone regole dell’ecosostenibilità. Come se ciò non bastasse, quegli alberi “rappresentano” i bambini nati a Caldarola, almeno in un certo periodo.  

Poi … ognuno ha gli alberi che si merita!

Eno Santecchia

Aprile 2021

Il parco delle Caterinette a Caldarola a lato del castello Pallotta