Il fumetto racconta la storia

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Ho il piacere di conversare con l’illustratrice Laura Martellini, nella sede della “Scuola di Fumetto Marche”, a Civitanova Marche in via Indipendenza 11. È un ampio locale che ha visto il succedersi di diverse attività commerciali, ognuna delle quali ha lasciato un segno: dell’autosalone Jaguar ad esempio restano grossi loghi appesi alle pareti. Laura Martellini è responsabile e docente di questa scuola nelle sedi di Civitanova Marche e Ascoli Piceno.

Dopo aver letto, sin da piccolo, centinaia di fumetti, soprattutto delle case editrici Arnoldo Mondadori, Sergio Bonelli e Walt Disney, per me è un incontro piacevole. Oltre che con personaggi di pura fantasia, ho trascorso ore liete anche con quelli esistiti realmente e descritti con precisi riferimenti storici.

Ispirata dal lavoro contabile del padre pensava fosse quella la sua via, ma in seguito si accorse che in realtà era un altro il lavoro a cui ambiva.

Studentessa ventiduenne di Giurisprudenza, aveva la scrivania piena di bozzetti. Era il 1996, mentre sul tavolo aveva il libro di diritto privato, appesi ai muri vi erano i suoi disegni di volti e personaggi dei fumetti. Se ne accorsero degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata durante una visita alla sua coinquilina. Uno le domandò: “Perché non ti vediamo mai a lezione? La frequenza è obbligatoria”. Lei rispose: “Perché io sono iscritta a Giurisprudenza!”. 

Tornata ad Ascoli Piceno si attivò su come formarsi nel mondo dell’illustrazione e del fumetto. Anche qui si verificò un’importante coincidenza. Una estate si recò a Firenze con una amica per sostenere il colloquio in una scuola privata di fumetto. Fu ammessa, ma non vi andò; proprio in quel periodo il prof. Fabrizio Faina di Roma aprì una scuola di fumetto a Spinetoli, nell’entroterra ascolano.

Frequentò tre anni quei corsi e poi man mano iniziò a lavorare come illustratrice. Ricorda bene il suo primo lavoro: l’illustrazione per la pubblicità di un liquore pubblicata in una rivista di eno-gastronomia abruzzese.

Ha lavorato per le case editrici “I Saperi” e “Tresei Scuola” di Camerata Picena, illustrando albi per la scuola materna e primaria, e libri di narrativa per ragazzi. Si dedicò anche alle guide didattiche per gli insegnanti per la casa editrice “Il  Capitello”.

Con questi primi precari lavori non riusciva a mantenersi: doveva in contemporanea trovare altre occupazioni. Uno di questi fu l’operatore e guida dei musei Civici di Ascoli Piceno, a contatto con l’arte e con i visitatori. Si occupava anche della didattica museale rivolta ai più giovani e alle scolaresche. Ciò ha contribuito alla sua formazione: imparò il corretto approccio per insegnare l’arte ai bambini.

Per far comprendere meglio la precarietà giovanile, soprattutto in quel campo bisogna ricordare che le cooperative che gestivano i musei cambiavano … Lei non fu richiamata. Credo che ciò accada anche oggi in ambito museale.

In seguito, fu chiamata dal suo insegnante il professor Faina, il quale, nel frattempo, aveva aperto una scuola di fumetto ad Ascoli Piceno chiedendole di entrare nello staff per dedicarsi ai corsi junior. Il professor Faina è uno dei maestri del fumetto italiano: ha pubblicato sia in Italia per le riviste Splatter, Intrepido, Lancio Story, che in Francia per la casa editrice Soleil.

Dapprima insegnante, in seguito Laura ebbe anche dei compiti organizzativi, perché quel maestro di fumetto aveva intenzione di aprire altre sedi nelle Marche, in Abruzzo, in Emilia Romagna, in Piemonte, com’è poi avvenuto.

Il primo fumetto scritto e disegnato da Laura Martellini fu quello commissionato nel 2003 dalla Diocesi di Ascoli Piceno: la storia a fumetti della vita di Sant’Emidio, patrono di quella città, che fu distribuito ai bambini delle scuole primarie. Qualche anno dopo il sindaco lo volle ripubblicare per regalarlo ai bambini, in un kit insieme alla costituzione e alla bandiera italiana.

Il secondo, commissionato dal Centro Missionario Piceno, è dedicato alla beata Maria Assunta Pallotta (1878-1905), originaria di Force. Una bella figura femminile: giovanissima fu missionaria in Cina nelle Suore Francescane di Maria, ove morì di tifo nello Shansi assistendo i bambini di un orfanatrofio. Anche questo fu apprezzato da bambini e famiglie.

La vita a fumetti di San Nicola da Tolentino è arrivata alle stampe nel 2006, dall’idea della prof.ssa Assunta Massaro, insegnante di Lettere e Filosofia di Tolentino. Il progetto fu finanziato dalla Diocesi di Macerata, e anche questo fu distribuito nelle scuole primarie della Diocesi e messo in vendita nel book shop della Basilica.

Come lo ha scritto?

“Mentre tenevo il corso di fumetti ai ragazzi del Liceo Scientifico di Tolentino ero ospite della foresteria dei frati Agostiniani della Basilica di San Nicola, quindi le prime pagine del fumetto le ho scritte all’interno del convento, a contatto con i frati, i quali mi hanno raccontato alcuni aneddoti sulla vita del santo. Ho fatto una full immersion nella vita di questo personaggio leggendo saggi, osservando la documentazione artistica dedicata a lui nella piccola pinacoteca di opere e nella mostra degli ex voto della basilica”.

Altra coincidenza: già prima di quest’opera Laura aveva sentito raccontare la vita del santo da un amico di Sant’Angelo in Pontano, dove San Nicola, “detto da Tolentino”, nacque. In seguito, in occasione della stampa della guida turistica del paese del 2010, Laura fu coinvolta nel progetto come illustratrice, disegnando i principali monumenti ed edifici inseriti nella la mappa cittadina.

Di questi tre albi a fumetti Laura ha curato la sceneggiatura, i disegni e la colorazione.

Cosa rappresenta per lei il fumetto?

“Per me è un mezzo di comunicazione vicino al mio modo di essere: è ciò che mi riesce meglio. Un mezzo che arriva a tutti, grandi e piccini, nella sua semplicità; è facile da capire, avvalendosi di immagini e parole. Il fumetto è definito arte sequenziale: attraverso le immagini racconta delle azioni come le scene di un film, manca solo il movimento. Una sintesi di scene, ma sempre sequenziale e completa”.

Infine, una curiosità che Laura ci svela: “Quando conosco delle persone o entro in un ambiente nuovo, che mi lasciano una sensazione positiva ho il desiderio di riportarla su carta, disegnarla. Spesso incontrando persone che mi colpiscono le abbozzo con la matita su un taccuino per poi avere delle basi di ispirazione per creare personaggi.”

Il disegno per lei è un’esigenza; l’esperienza le ha dato più consapevolezza di rappresentare attraverso il disegno.

Il tratto di Laura è deciso, ricco di dettagli anche negli sfondi, che sono molto colorati e le “nuvolette” sono sempre chiare ed esplicative. I testi dei suoi fumetti sono corretti, come lo sono quelli della Walt Disney.

L’amico prof. Alberto Cingolani ritiene che il fumetto sia un ottimo mezzo di comunicazione per presentare anche informazioni storiche (più problematiche), affinché la maggior parte della gente possa assimilarle più agevolmente. Alberto ricorda la “Storia d’Italia a fumetti” del giornalista Enzo Biagi. Per quanto mi riguarda, appassionato di fumetti da sempre, ho letto anche la “Storia del mondo a fumetti” (2005) dell’indimenticabile Biagi.

Eno Santecchia

Febbraio 2021