La Croce Rossa di Sarnano

Print Friendly, PDF & Email

L’avventura di un Comitato

Aver visitato, nel maggio 2019, il museo della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in avenue de la Paix, all’interno del quartier generale (CICR), posto su di una collina di Ginevra, mi ha fatto conoscere meglio alcuni aspetti dell’opera umanitaria e di soccorso svolta da questa importante organizzazione internazionale. Senza di essa il mondo sarebbe sicuramente peggiore; gli argomenti non sono lieti, ma si devono conoscere.

In questa sede Adriano Conti, presidente del Comitato di Sarnano, ci racconta del suo sodalizio abbastanza recente (rispetto ai 161 anni del CICR), ma che già si è distinto.

Quando e da chi fu fondato?

“Dal sito nazionale della Croce Rossa Italiana si legge: “Il 24 giugno 1859, II guerra di indipendenza italiana, una delle battaglie più sanguinose del 1800 si consumò sulle colline a sud del Lago di Garda, a San Martino e Solferino. Trecentomila soldati di tre eserciti (Francese, Sardo-Piemontese e Austriaco) si scontrano lasciando sul terreno circa centomila fra morti, feriti e dispersi. Castiglione delle Stiviere è il paese più vicino, 6 chilometri da Solferino, dove esisteva già un ospedale e la possibilità di accedere all’acqua, elemento fondamentale nel soccorso improvvisato ai novemila feriti che, nei primi 3 giorni, vennero appunto trasportati a Castiglione.

Lì si trovava un giovane svizzero, Jean Henry Dunant, venuto ad incontrare per i suoi affari Napoleone III. Egli si trovò coinvolto nel terribile macello, aggravato dall’ “inesistenza” della sanità militare, e descrisse il tutto mirabilmente nel suo testo fondamentale: “Un Souvenir de Solferino”, tradotto in più di 20 lingue.

Dall’orribile spettacolo nacque in H. Dunant l’idea di creare una squadra di infermieri volontari preparati la cui opera potesse dare un apporto fondamentale alla sanità militare: la Croce Rossa. Dal Convegno di Ginevra del 1863 (26-29 ottobre) nacquero le società nazionali di Croce Rossa; la quinta a formarsi fu quella italiana.  Nella I Conferenza diplomatica di Ginevra, che terminò con la firma della Prima Convenzione di Ginevra (8-22 agosto 1864), fu sancita la neutralità delle strutture e del personale sanitario.  Il fondatore della Croce Rossa Italiana è il medico milanese Cesare Castiglioni, ed il primo Comitato italiano è quello di Milano, nato il 15 giugno 1864”.

Garanzia e guida delle azioni sono i sette Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa, che ne costituiscono lo spirito e l’etica: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontariato, Unità e Universalità.

Dopo oltre 150 anni i Comitati della CRI in Italia sono oltre 670, con 156 mila volontari ed oltre un milione di ore di volontariato in un anno.

Negli anni ’90 alcuni volontari di Sarnano, che prestavano servizio presso il Comitato di Tolentino, decisero di richiedere, anche sulla spinta dell’allora Amministrazione Comunale, l’autonomia, costituendo una sede a Sarnano.  L’unico mezzo a disposizione era costituito da una ambulanza   allestita su una macchina Volkswagen; molti di quei “pionieri”, oggi, purtroppo, sono venuti meno; il loro ricordo lo rievochiamo il giorno 11 novembre di ogni anno, in occasione della festività di San Martino, con la celebrazione di un rito religioso e una commemorazione civile, durante la quale sono consegnati diplomi e insegne secondo i servizi prestati e la frequenza di corsi di aggiornamento. Tra i soci fondatori possiamo ricordare i volontari ancora in servizio: Renzo Calvani, Amalia Scipioni e Antonio Luciani.”

A quali esigenze voleva sopperire?

“Anche in questo caso per una risposta esaustiva occorre fare una piccola premessa. Il 1978 è anche l’anno in cui è stata approvata la legge n. 883/1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale. L’estensione della tutela della salute a tutti i cittadini, e non più solo ai lavoratori, assume carattere precettivo, e i principi di universalità, unicità, uguaglianza e globalità delle prestazioni ispirano la riforma sanitaria. Prima della sua approvazione 4.000.000 milioni di cittadini italiani non avevano nessuna copertura sanitaria.

Con la suddetta riforma alla politica sanitaria sovrintende lo Stato attraverso il Piano Sanitario Nazionale, mentre la Regione ha funzioni di programmazione e coordinamento, ed ai Comuni spetta la gestione operativa, attraverso le strutture Unità Sanitarie Locali (UUSSLL).

Ben presto si arriva alla costituzione delle Unità Sanitarie Locali in aziende con personalità giuridica, la cui gestione complessiva è affidata alla responsabilità del Direttore Generale che, nel principio “della migliore efficienza” del Servizio sanitario, persegue, fra gli altri, il fine di contenere il disavanzo prodotto negli anni precedenti, in particolare nelle regioni del Sud.

Per raggiungere questo nobile fine si pone mano alla chiusura dei piccoli ospedaletti di paese, quelli in cui era possibile rivolgersi per qualsiasi richiesta e intervento, quei piccoli centri che fungevano anche di pronto soccorso e rappresentava l’orgoglio di ciascuna comunità. L’importanza di questi ospedali era sentita in particolar modo nei paesi dell’entroterra delle Marche.

Tuttavia l’Azienda sanitaria predilige la realizzazione di grandi infrastrutture ove è disponibile a strumentazioni sempre più all’avanguardia e coerente con la tecnologia, professionalità per ciascuna delle tipologie: ortopedia, chirurgia, cardiologia, ecc.

Per garantire l’emergenza-urgenza nel territorio vengono creati dei centri POTES (Postazione Territoriale di Emergenza Sanitaria) che provvedono al trasporto verso pronto soccorsi   delle strutture ospedaliere.

In questi centri, personale volontario e infermieri professionisti, turnano per le 24 ore, assolvendo alle esigenze dei cittadini e collegati con la Centrale Operativa del 118 che opera presso l’Ospedale di Macerata. Il personale volontario ed i mezzi di trasporto vengono forniti dalle varie associazioni (Croce Rossa Italiana, Croce Verde, Croce Gialla o Associazioni locali).

Tutto il personale, prima di essere utilizzato per tali servizi, viene addestrato dal punto di vista teorico e pratico e in particolare all’uso del defibrillatore.

Il Comitato della CRI di Sarnano gestisce, unitamente ad altra associazione, il POTES di Sant’Angelo in Pontano e assolve alle richieste dei cittadini che vivono nell’entroterra e in particolar modo nei comuni di Penna San Giovanni, Gualdo, Monte San Martino, San Ginesio, per esigenze di trasporto presso ospedali di Macerata, Tolentino, Ancona”.

Come ha superato crisi e tragedie varie nei decenni?

“Essere Volontari della Croce Rossa non significa solo provvedere al trasporto dei pazienti da e verso ospedali, significa anche aver cura dei più deboli, delle persone fragili, delle persone anziane, significa andare nelle scuole per fare educazione ambientale, spiegare alle mamme quali sono le manovre da mettere in atto in caso di ostruzione delle vie respiratorie dei bambini. Essere Volontario della CRI significa rivolgere una parola di un conforto; significa utilizzare spesso la parola “Grazie”.

Il Comitato di Sarnano ha provveduto, sia prima che durante la fase critica del sisma 2016, alla distribuzione di pacchi viveri per i soggetti bisognosi, e tutt’ora è componente del “tavolo delle povertà” unitamente alla Comunità Montana Monti Azzurri e all’Ambito Sociale n. 16, gestendo lo “spaccio solidale” ove è possibile rifornirsi di prima necessità da parte di soggetti bisognosi.

Essere Volontari della CRI significa anche avere un nucleo di persone debitamente addestrato che, in caso di necessità, si rende disponibile per intervenire in tutte le parti dell’Italia come soccorso e come ausiliari della Protezione Civile”.

Il vostro personale è stato inviato in missione in Italia o all’estero?

“Terremoto de L’Aquila, terremoto di Serravalle del Chienti, alluvioni di inondazione di Senigallia 2014, terremoto di Amatrice, terremoto ottobre 2016 eventi che hanno visto la partecipazione attiva dei nostri volontari in collaborazione con la Sala Operativa della Croce Rossa regionale e con la Protezione Civile.

Una rappresentanza della Croce Rossa regionale ha portato il proprio contributo alla popolazione locale dopo la conclusione della guerra in Bosnia ed Erzegovina”.

Come si è sviluppato il Comitato?

“Come abbiamo accennato in precedenza, solo la volontà e la tenacia di alcuni concittadini hanno contribuito per l’autonomia e la nascita del Comitato.

La capillare diffusione dei principi e della coesione di altri cittadini hanno determinato la crescita del Comitato.

Ora contiamo su una sede confortevole, su 142 iscritti, su un parco automezzi costituito da 13 automezzi tra cui 5 ambulanze, pulmini e altri mezzi per la protezione civile.

L’intero territorio di competenza (Sarnano, più i comuni vicini) è stato dotato di defibrillatori con apposizione degli stessi in luoghi pubblici e, soprattutto, sono state dotate le scuole dei vari comuni con apposita donazione.

In questi giorni stiamo svolgendo delle lezioni per l’utilizzo laico dei defibrillatori, istruendo i cittadini e gli insegnanti delle scuole.

Possiamo dire con orgoglio che il nostro territorio di competenza   è effettivamente un territorio “cardio protetto”. È inutile ricordare l’importanza della immediatezza dell’intervento in caso di arresto cardiaco, ed avere la possibilità di utilizzare nei giusti modi il defibrillatore. Significa il ritorno alla vita. Sono stati almeno tre i casi di arresto cardiaco che negli ultimi anni, trattati con il massaggio cardiaco e defibrillati da personale specializzato, sono ritornati alla vita normale”.

L’opera da voi svolta durante le ultime crisi sismiche.

“L’evento sismico del 30 ottobre ha duramente colpito le nostre famiglie, causando danni ingenti alle abitazioni ed alle attività produttive, ha colto il nostro Comitato non sufficientemente pronto ed in grado ad affrontare l’inimmaginabile disastro.

La venuta e la permanenza a Sarnano di personale e di attrezzature del II C.I.E. nord-ovest N.O.I.E. di Settimo Torinese (il settore specializzato della Croce Rossa Italiana) hanno contribuito a che, sui nostri volti spenti e smarriti, tornasse la serenità e la forza per la ripresa delle attività economiche e la volontà della ricostruzione.

La venuta dei Volontari di tutta Italia, con la messa in funzione di una cucina campale, la messa a disposizione di psicologi, la preparazione di posti letto all’interno del palazzetto dello sport, l’allestimento di una infermeria CRI, ha rappresentato un periodo particolare di solidarietà, di vicinanza.

Ricordo che al termine del periodo di permanenza del Campo Base e delle attività svolte in Sarnano, a nome personale e del Consiglio Direttivo di questo Comitato, nonché di tutti i Volontari e della Comunità Locale, allorquando la colonna mobile si mise in moto per il rientro a Torino, un grande striscione con la scritta “Grazie angeli rossi” era stata dispiegata nella piazza principale del paese.

Tante storie, tanti abbracci e solidarietà, che in quel periodo sono nati sotto le tende, continuano ancora.

Un ricordo particolare e un grazie  per i comuni delle Cinque Terre, in Liguria, (Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore) che hanno ospitato gli alunni delle nostre scuole per un evento importante, e ricordo come il paese di Manarola fosse addobbato in ogni ingresso da un saluto di “benvenuto”.

Infine, la CRI e i Volontari hanno realizzato e donato alla comunità locale una struttura, ove di recente si è trasferita la guardia medica”.

Di cosa avete bisogno oggi?

“La situazione post sisma è ancora storia da raccontare, specie per la ricostruzione delle strutture private, e ciò causa delle problematiche politico-burocratiche (non si vuole assolutamente entrare nel merito). La principale preoccupazione di questa Presidenza è rappresentata dal mancato rinnovamento della forza volontariato. Mancano, purtroppo, i giovani, molti dei quali, tra l’altro, partiti dal paese per raggiungere la riviera marchigiana, non nutrono sentimenti aggregativi tali da impegnarsi in prima persona.

La mancanza di attività produttive, fatto salvo quelle turistiche fortemente legate alla presenza della neve durante il periodo invernale, e le attività termali, non sono, da sole, sufficienti per soddisfare le esigenze dei giovani.

La permanenza di questo Comitato quindi è fortemente legata alla “materia prima” umana, cioè alla condivisione dei principi umanitari e alla presenza di nuovi aspiranti”.

Un cenno a vostri convivi.

“Come precedentemente accennato, le occasioni per stare insieme non ce le facciamo scappare, anzi ce le procuriamo. Comunque ai convivi colleghiamo sempre un evento che potrebbe essere la consegna di “croci di anzianità” per coloro che hanno 15 o 25 anni di servizio attivo, consegna di diplomi o attestati di frequentazione a corsi.

Purtroppo dopo il terremoto non abbiamo più potuto ripetere la “cena sotto le stelle”, all’aperto, nelle immediate vicinanze dell’Abbazia di Piobbico, un angolo di paradiso a contatto con la natura e sotto una cupola stellata. Non è stato più possibile perché gli eventi sismici del 2016 hanno gravemente danneggiato la struttura.

Tradizionale comunque è la cena di San Martino, con la partecipazione di oltre 120 persone. È la giornata del ricordo di quanti ci hanno preceduto, con la celebrazione di un rito religioso (quest’anno abbiamo avuto l’onore di S.E. Mons. Francesco Massara, arcivescovo di Camerino)”.

Come vi vede la popolazione?

“Una sola considerazione: a volte presso la nostra sede vi sono più persone impegnate in servizi, corsi, discussioni, che non nel bar del centro del paese.

Non ho mai fatto una indagine nel merito, ma credo che nei momenti di bisogno la popolazione abbia apprezzato ed apprezza l’operato della CRI … Poi, magari, ci si dimentica, come sempre succede!”.

Dalla fine di giugno 2019, nell’ambito della campagna “CRI per le persone. Vicini, ogni volta che vuoi”, è attivo il numero verde nazionale 800 065510 della Croce Rossa Italiana per richiedere servizi, come il trasporto in ambulanza, compagnia a domicilio, assistenza per chi vive solo, e supporto psicologico. Con una media di oltre 270 chiamate al giorno si evince che l’isolamento sociale e psicologico è un problema di portata nazionale.

Sappiamo benissimo che le crisi si susseguono … e il personale della “Croce Rossa Internazionale” e della consorella “Mezza Luna Rossa” (Red Crescent) sono sempre in prima linea per portare soccorso e aiuto ai malati e ai bisognosi in tutto il mondo.

Eno Santecchia

Novembre 2020

Ingresso del Comitato

 

Dopo il sisma del 2016

Tags: