Il piacere di nuotare in Adriatico

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Ama l’acqua da sempre, a dieci anni è giunta a Civitanova Marche con la famiglia dal sud-ovest della Polonia; per Magdalena il mare Adriatico è stato un amore a prima vista.

Mi dice: “Come il protagonista del film “Forrest Gump” correva, sono entrata in acqua e ho iniziato a nuotare. Restando più a lungo, d’istinto, ho scoperto piacevolmente le mie capacità. È una sensazione che ti circonda, non la definisci, la vivi, ne vieni permeato”.

Magdalena è una nuotatrice riservata e particolare: non insegue record e medaglie, non vorrebbe neanche farsi notare. Pochi anni fa partecipò alla “nuotatona” da Porto Potenza Picena allo stabilimento balneare “La Contessa” di Civitanova Marche (6 km) arrivando terza, superata solo da due professioniste.

Giunta di mattina sulla spiaggia del lungomare Sud nello chalet “Gianfranco”, al costume intero aggiunge una muta a retina in difesa dalle meduse, che qualcuno ha scambiato per un burka. In realtà il costume da bagno delle donne musulmane si chiama burkini, altri nomi in inglese sono muslim bathing suit o legitimate bikini.

Poi Magdalena mette una cuffia per raccogliere i capelli, occhialini e si lega alla caviglia una tavola galleggiante (body board) ed entra in mare con naturalezza. Calza le pinne solo quando il mare è mosso.

La tavola è necessaria per farsi notare dai battelli a motore, come la boa (buoy) per un subacqueo. Lei informa il personale addetto al salvamento: in caso di necessità l’ampia tavola può tenerla a galla agevolmente.

Magdalena nuota sempre sullo stesso percorso a L (elle), di 2,8 km che la impegna un’ora e mezza.

Non si tuffa, scivola in acqua con grazia, nuota perpendicolarmente alla linea di costa fino alle boe poste a 300 metri, dalla battigia che delimitano la “zona di mare riservata alla balneazione”, poi gira a destra e si dirige, parallelamente alla spiaggia, verso la zona stadio, il tiro a piattello, raggiungendo la foce del fiume Chienti.

Avverte l’acqua dolce, a volte più fresca, che può creare uno strato galleggiante di densità diversa, si accerta della posizione e ritorna indietro, seguendo la stessa traiettoria. In modo riservato rimette piede sulla battigia, ove Magdalena appare sorridente e composta: si sente soddisfatta, leggera e non affaticata. Nulla a che vedere con l’ostentazione pure affascinante di Ursula Andress, nell’indimenticabile scena del film “Agente 007 – Licenza di uccidere”, la prima pellicola della saga di James Bond.

È successo che i bagnanti, vedendola entrare in acqua con il mare mosso, si siano preoccupati, ma il personale addetto al salvamento la conosce bene e sa che tiene alla sua sicurezza, non vuole metterli in difficoltà: in caso di crampi o difficoltà ha l’ausilio della tavola.

Cosa rappresenta per lei questa lunga nuotata giornaliera?

“Per me è la sensazione più vicina al volare. Sostenuta dall’acqua, con il movimento fluido scivolo tra i due mondi: mare e cielo! È molto salutare”.

Una volta, per farsi notare meglio da una piccola barca da pesca che si stava avvicinando troppo, dovette sedersi sulla tavola per evitare di essere travolta.

Qualche anno fa, sullo stesso tratto di mare, mentre pagaiava a bordo di una canoa monoposto, si è trovata vicino alcuni delfini. Lei ha avvertito una sensazione primitiva, è stato emozionante!

A volte incontra anche le meduse bianche (Rhizostoma pulmo) cosiddette “polmone di mare” (la più grande medusa del mar Mediterraneo). Lei mi riferisce che spesso i granchi le usano per spostarsi comodamente da un posto all’altro.

Eno Santecchia

Settembre 2020

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