Tra un cedro e un tasso

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Salendo il colle di 310 metri per arrivare ad Urbisaglia (MC), poco prima di porta Vittoria, a sinistra, si nota un bel palazzo di colore rossiccio che risale ai primi del Novecento.

Nel suo piccolo giardino, dove da oltre un secolo giocano generazioni di bambini, ho misurato due maestosi alberi. Verso porta Vittoria vive un cedro davvero elegante della circonferenza tronco di 3,60 metri; anni fa un fulmine ne colpì la cima. Verso est svetta alto un tasso (Taxus baccata) di 3,05 metri. È un albero dallo sviluppo molto lento. Non avevo mai visto un esemplare di quella specie cresciuto in così “breve” tempo. In uno scatto del 1906, del fotografo Alfonso Balelli di Macerata, mostratomi dalla signora Lorenza Ionni, si vede l’edificio quasi completo (mancavano solo le finestre) e attorno nessun albero di una certa altezza. Si desume che i due alberi abbiano un’età di 114 anni.

Questa cittadina è conosciuta per il suo parco archeologico di epoca romana, mi piace ricordarla anche come luogo natale del generale romano Lucio Flavio Silva che, nel 73 d. C., conquistò l’imprendibile fortezza di Masada (attuale Israele) dove si erano rifugiati i ribelli zeloti.

In questo palazzo vi ha sede la biblioteca di Urbisaglia,  istituita da pochi anni. Ha già all’attivo diverse interessanti iniziative, il responsabile sig. Mirko Cardinali ci racconta alcuni sviluppi. Mirko sentiva da anni l’esigenza civile di una biblioteca a Urbisaglia.

A partire dagli anni Sessanta, in Italia furono aperti gli  C.S.E.P. (Centri Sociali di Educazione Permanente): simili a doposcuola erano volti all’educazione popolare e alla formazione sociale degli adulti. Quello di Urbisaglia fu affidato alla maestra Giansandra Luconi. Disponeva di due stanze (sotto la scuola elementare) ove si organizzavano doposcuola e lezioni di chitarra. Fra le altre cose, furono montate due scaffalature con circa duecento volumi. Grazie e quei pochi volumi Mirko iniziò ad appassionarsi alla lettura. Vi trovò conoscenza e ispirazione: furono la “segnaletica” della sua vita.

Perdonatemi la debolezza, ma i ricordi delle persone richiamano alla memoria anche i miei: da adolescente anch’io avevo preso in prestito alcuni libri da uno CSEP, stilando un piccolo elenco di quei volumi letti.

Dopo aver girato l’Europa con la famiglia e i figli piccoli Mirko aveva notato che in Francia anche i minuscoli paesi possedevano una biblioteca o una mediateca. Nel 2012 riunì una ventina di abitanti, deciso a fondare l’associazione culturale “SocialMente” per far nascere la biblioteca.

A maggio di quell’anno l’associazione incontrò con il sindaco proponendo una convenzione, grazie alla quale tre stanze al piano terra dell’edificio Giannelli furono affidate alla “SocialMente” per aprire una biblioteca. A giugno 2012 fu firmata la convenzione, ad agosto fu inviata una lettera ai cittadini con la quale erano invitati a donare libri per formare la biblioteca. Durante le successive feste locali fu tenuto un gazebo per incontrare la gente e ricevere i volumi.

Per apprendere come ben organizzarla e ricevere eventuali doppioni furono contattate le biblioteche: Filelfica di Tolentino, Mozzi Borgetti e la biblioteca Nazionale di Macerata.

Un passaggio importante fu la donazione degli eredi di Tiziano Caraceni, circa 1.300 volumi a lui appartenuti. Con tanta passione Tiziano aveva collezionato le serie complete di volumi usciti insieme a quotidiani e periodici (La Repubblica, ecc.). Con quel fenomeno, di cui poco si parla, i libri entrarono in moltissime case, dove prima non c’era una biblioteca.

Con i fondi delle tessere sono state comprate le scaffalature, il mobilio usato fu ricevuto in donazione. Il Comune stanziò dei fondi per mettere a norma l’impianto elettrico e quello di riscaldamento.

Sabato 13 luglio 2013, con una festa, si aprirono i battenti. Attualmente sono disponibili circa 6.000 libri catalogati nell’OPAC. In magazzino ci sono altri 15.000 volumi che aspettano lo spazio disponibile, dopo il terremoto del 2016 alcuni locali sono stati dati alla scuola materna.

Oltre al servizio di apertura al pubblico, con volontari, per cinque pomeriggi la settimana, si organizzano varie iniziative culturali. “Nati per leggere” sono letture rivolta alle famiglie con bambini fino a sei anni. Le presentazioni di libri sono riservate quasi tutte ad autori locali, poi incontri sulla musica, come una storia del rock. Si tengono corsi base di informatica per adulti (in cinque edizioni) dai 40 agli 85 anni, ai quali hanno partecipato una settantina di persone.

Una collaborazione con gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti ha portato quattro-cinque mostre, ove sono stati esposti i loro lavori (dipinti, fumetti, ecc.).

Si sono tenuti anche i corsi “Lì dove batte il cuore”, organizzati dalla “Cooperativa Sfera” in collaborazione con il Comune sulla formazione al lavoro e le competenze giovanili, dai sedici ai trenta anni.

Sono state ospitate altre associazioni bisognose di spazi venuti a mancare per il recente terremoto ad esempio con l’AVULSS per l’iniziativa “Compiti amici”, per aiuto scolastico.

Mirko sentì anche l’esigenza e l’importanza di recuperare e rendere fruibili ai cittadini gli archivi fotografici privati. S’iniziò con quello del compianto scrittore, giornalista e fotoamatore Benedetto Salvucci, il quale mi raccontò di persona di avere circa trentamila foto custodite negli album. Grazie a una borsa lavoro della Regione Marche è stato digitalizzato una parte del suo archivio fotografico, circa duemila immagini.

È stato scansionato l’archivio di Siro Buccolini, appassionato di fotografia e storia locale, che, da oltre trenta anni, documenta gli eventi con i suoi scatti datati e completi di esaurienti didascalie. Attualmente l’archivio digitale fotografico cittadino contiene oltre 12.000 immagini, per il momento solo duemila sono online, come accennato.

L’iniziativa “Stoviglioteca” vuole ridurre l’uso della plastica, mettendo a disposizione due kit di 60 piatti, posate e bicchieri di plastica lavabili in lavastoviglie, che è possibile prendere in prestito come i libri. Si evita così di sommergere l’ambiente con plastiche monouso; il motto è: “Basta con le feste usa e getta! Li usi, Li lavi e ce li Riporti in Biblioteca”. È un’ottima idea per i compleanni dei bambini.

In orari diversi dall’apertura, d’estate e durante le vacanze natalizie si concedono spazi per far studiare gli studenti universitari.

L’ultima iniziativa, in collaborazione con l’associazione “CoderDojo” di Tolentino, comprende incontri in forma di gioco per insegnare la programmazione informatica ai bambini.

Vediamo di più del palazzo che ospita la biblioteca.

A fine Ottocento il conte Alessandro Giannelli Viscardi (1842 -1884), di origini romane, trasferitosi a Urbisaglia nel 1881, destinò il suo patrimonio alla costruzione di un Asilo Infantile per le famiglie povere. Terminato nei primi anni del Novecento, giunte le suore Maestre Pie Venerini, l’asilo aprì i battenti. Ancora oggi l’edificio ospita la scuola dell’infanzia.

L’Asilo Infantile edificio a due piani in mattoni risalente a fine Ottocento fu ispirato al primo Rinascimento, i portali sono in travertino e le ampie finestre in finta terracotta. Le finestre ad arco del piano superiore sono colorate di rosso, come tutte le modanature decorative che marcano la struttura nelle sue linee.

La costruzione imponente, a mattoni, a quattro piani ha retto bene ai diversi terremoti del XX secolo e del 2016. Dalle sue ampie finestre si può ammirare uno splendido panorama: da sinistra (est) il serbatoio dell’acquedotto romano, scoperto casualmente negli anni Venti e restaurato nel 1947; la città di Macerata, distante 14 km; la vallata del Fiastra; la collina di Villamagna e il sottostante parco Archeologico; a sud ovest Loro Piceno, e poi il centro storico che inizia con porta Vittoria (XX sec.).

Quali sono i rapporti con il vicino paese di Colmurano?

“Non è più come una volta, quando c’era una certa rivalità. La biblioteca partecipa a “Magicabula” con degli spazi di lettura per bambini, il gruppo “Nati per leggere” comprende Urbisaglia e Colmurano. Tutte le iniziative vengono comunicate anche sui social di Colmurano. La biblioteca trova l’appoggio alle sue iniziative sia nei cittadini, sia nell’Amministrazione Comunale”.

Mi piace concludere questo excursus ricordando alcune persone che hanno scritto o contribuito culturalmente per Urbisaglia. Il commendator Beniamino Belloni (1856-1949), segretario comunale, ha scritto nel 1947 “Urbisaglia. Raccolta di memorie storiche e statistiche” e altri libri, poi il parroco e storico don Filippo Caraceni (1886-1958), autore del volume “Memorie di Urbs Salvia” (1952) e altri.

Di Betto Salvucci e Siro Buccolini abbiamo già parlato. Poi Pino Ferranti, coautore del volume sulle chiese e sulla religiosità cittadina: “Centenario della festa del Sacro Cuore di Gesù: Urbisaglia, 1893-1993”, Roberto Cruciani, esperto di annulli postali e di missioni militari all’estero. Va menzionato il maceratese Umberto Migliorelli che si è speso molto per la valorizzazione del Parco Archeologico di Urbs Salvia e ha donato alla biblioteca 505 libri di letteratura e di vario genere.

http://www.bibliotecadiurbisaglia.it

Eno Santecchia

9 marzo 2020

Questo è il 500° scritto presente in questo sito!

Grazie di cuore a tutti coloro che hanno fornito contributi scritti e foto!

 

Fondo “Tiziano Caraceni”.

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