Lockdown in Giordania

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La Giordania ha pochi casi di contagi da coronavirus (circa 153), ma giorni fa ha deciso di adottare le misure di isolamento (lockdown) tra le più rigide: chiuse tutte le attività compresi i negozi di alimentari e i supermercati. Nella capitale Amman il pane, gli alimenti necessari e le bombole del gas vengono recapitati a domicilio dal personale del municipio sotto la vigilanza dei militari del Reale Esercito. Alcuni alberghi di Amman e del mar Morto sono stati requisiti dal governo dove sono alloggiate circa 4.800 persone in quarantena.

All’aeroporto internazionale Queen Alia i voli prenotati sono stati cancellati e poi è stato chiuso.

È in vigore un coprifuoco completo di 24 ore e nel caso si cerca di allontanarsi dall’alloggio sono previsti 14 giorni di osservazione e poi il processo penale in tribunale.

Dopo cinque giorni di divieti assoluti, ieri 25 marzo dalle 10.00 in poi si può uscire, solo a piedi, per recarsi a fare la spesa nei piccoli negozi di alimentari e di frutta e verdura di quartiere.

Il dottor Nabil Alashkar e la consorte Lella Chiola si erano recati nella loro seconda patria adottiva per cure mediche e sono bloccati senza poter ritornare, ora che i medici italiani sono in prima linea per contrastare la pandemia di Covid-19.

Il dottor Nabil, specializzato in medicina d’urgenza, ben conosciuto a Caldarola, Tolentino (lavora anche alle Terme di Santa Lucia), Pollenza, Macerata e negli altri comuni vicini, vorrebbe essere insieme ai suoi colleghi che stanno facendo dei turni massacranti per far fronte a questa emergenza sanitaria. Invece si trova chiuso in una casa non sua, senza poter essere d’aiuto a nessuno.

Dati contagio aggiornati al 25 marzo 2020.

Eno Santecchia

26 marzo 2020

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