Origini del “Terra Santa College”

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Durante il mio soggiorno ad Amman, nel maggio  del 2016, riuscii a visitare il “Terra Santa College”, un grande, frequentato e ben tenuto plesso scolastico francescano. Avevo progettato di vederlo alcuni mesi prima di partire.

Si trova in uno dei migliori quartieri della capitale, in Ahmad Shawki Street. Dopo la prenotazione, incontrai il direttore, padre Rashid Mistrih, per un breve colloquio. Non poteva essere più lungo, la sala d’attesa era piena. P. Rashid è il nipote di p. Vincent Mistrih, mio amico, bibliotecario e traduttore presso l’archivio del Muski, al Cairo.

Sul funzionamento di quell’ampio complesso scolastico la dott. ssa Maria Elena Tavani, medico della scuola, proveniente da Parma, mi rilasciò un’intervista che ho pubblicato (a pag. 269) nel mio libro “Le orchidee del Chienti”.

Mi regalarono il pesante libro illustrato in arabo e inglese “Year Book 2014 – 2015” sulle feste di diploma (in pompa magna) tenutesi nell’Istituto. Lo misi in valigia e lo donai a p. Vincent per la sua biblioteca cairota, non prima di averci scritto una dedica.

Qui sotto Abuna Rashid accenna a come nacque quella struttura scolastica, molto apprezzata sin da subito.

Da chi e quando fu fondato il “Terra Santa College”?

“Nel 1948, allo scoppio del conflitto arabo-israeliano, noi avevamo una scuola, ossia il collegio di Terrasanta, nella parte ovest di Gerusalemme. Durante quel conflitto i frati con gli studenti dovettero abbandonare l’edificio di Gerusalemme e con tante famiglie si trasferirono qui, oltre il Giordano, ad Amman, nella capitale che stava crescendo. Giunsero con gli studenti delle classi del Liceo soltanto, e affittarono un edificio dal sig. Tufy Mahrar (oggi sede dell’ambasciata dell’India). Lì si svolsero le lezioni, per non fare perdere quell’anno scolastico ai loro allievi. Nello stesso anno 1948 hanno comprato questo terreno a Jabal Al-Weibdeh”.

Cosa c’era prima?

“Niente, era un terreno vuoto, un campo, l’hanno comprato così spazioso, di 25 dunum,  e poi hanno iniziato a costruire la scuola. Prima c’erano i nostri frati americani che hanno iniziato la costruzione e la direzione del nascente collegio. Gli insegnanti erano gli stessi frati della comunità religiosa. Come padre Antony Bruglia, un frate americano, che era direttore e insegnava inglese e matematica.

Poi ciascun frate, passato di qua negli anni, (oggi abbiamo 68 anni di presenza) ha dato del suo meglio. Ognuno ha cercato di ampliare un po’, costruire o fornire il collegio di locali o di strumenti che necessitavano per scopi didattici e formativi.

Ricordo per esempio: negli anni 1990-92 fu ingrandito l’esistente asilo, poi nel 1998 la “Custodia di Terrasanta” costruì il centro culturale, ossia il teatro che oggi usiamo per tutte le attività scolastiche; nel 1998, perché ricorreva il cinquantesimo anniversario del Collegio, poi dal 2001-2002 sono stato nominato direttore del collegio, abbiamo iniziato l’opera di manutenzione, di ristrutturazione, per rinnovare tutto il Collegio. Per ciò che riguarda la struttura, ma anche fornirlo di tutti i locali e i laboratori di tecnologia, computer, smartphone, tutto ciò che può servire per migliorare l’apprendimento e il livello accademico. Nel 2011 abbiamo inaugurato l’area sportiva composta di una palestra, un campo di basket, di volley, di calcio, di atletica, ecc.

Dopodiché abbiamo iniziato l’anno scorso a costruire la nuova ala che si vede dalla finestra, che ha un’estensione di 4.500 metri quadri, al fine di introdurre per il Liceo i programmi internazionali “Cambridge Program”. Ciò porterà questi ragazzi a ottenere un diploma internazionale britannico, che li aiuterà un po’ a iscriversi in qualsiasi Università nel mondo. Speriamo che sia pronto entro due mesi, così dall’anno prossimo 2016-17 incominciamo ad accogliere allievi. Questa è la storia in breve, ma essenziale”.

Visitando il monastero sito sul monte Nebo, notai nello shop alcuni libri (anche in italiano) scritti da padre Piccirillo. Purtroppo prevalse la volontà di non appesantire troppo le valigie e non ne comprai.

Cosa ci dice di padre Michele Piccirillo (1944 – 2008), frate minore e archeologo molto apprezzato?

“Padre Piccirillo è una pietra miliare nella storia religiosa della Giordania. Lui ha contribuito, dagli anni Settanta, a tutto lo sviluppo del monte Nebo, cioè dove c’è la chiesa che ricorda San Mosè. Lì ha lavorato molto, anche continuando l’opera dei frati suoi predecessori come p. Bellarmino Bagatti. P. Piccirillo  era un biblista e un archeologo molto appassionato che ha cercato di far luce su questi posti cristiani della Giordania. Li ha portati fuori dalla sua nazione adottiva sul panorama internazionale con le sue conoscenze nelle Università, scrivendo anche tantissimi articoli e libri. Ha fatto conoscere la Giordania cristiana antica a tutto il mondo”.

Eno Santecchia

Aprile 2019

Ingresso del collegio

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