La scuola “Dante Alighieri” del Cairo

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Immaginavo la sede del Cairo molto più grande di quella di Amman, che ho avuto il piacere di visitare nel 2016, invece per i motivi che vedremo, non lo è.

La presidente della Dante Alighieri del Cairo, durante la mia visita di lunedì 16 aprile 2018, è la professoressa Emira Giuliana Pizzuto. Nata a Siena, ha viaggiato molto per lavoro.

Era a Teheran  quale lettrice dell’Università Melly, nel 1978-79, durante la rivoluzione contro lo Scià. A Tangeri fu dapprima insegnante MAE  e poi presidente della Dante locale. A Istanbul  insegnò al liceo scientifico italiano IMI. Precisa: “Un docente del MAE è un professore di ruolo in Italia che, dopo aver superato una selezione, viene inviato presso le scuole italiane all’estero, per un certo numero di anni, in base alla normativa vigente”.

Ci racconta un po’ della sede del Cairo, fornendo prima delle precisazioni necessarie. I membri del Comitato offrono la loro opera di volontariato, senza percepire alcun compenso, dedicano il loro tempo per amore di quella scuola, lo scopo principale è quello di diffondere e tutelare la cultura e la lingua italiane, frase di Giosuè Carducci, che fondò, insieme ad un gruppo di intellettuali, nel 1889, la società “Dante Alighieri”.  Solo gli insegnanti e il segretario sono remunerati.

Per quanto riguarda, l’Egitto i primi Comitati nascono ai primi del Novecento, al Cairo e ad Alessandria. Dopo l’interruzione della prima guerra mondiale riapre i battenti e istituisce Comitati anche a Porto Said e Ismailia.

“Leonardo da Vinci” è una scuola d’arte, ove si insegnava disegno e le arti in genere, creata dalla Dante negli anni Trenta del Novecento. Dal 2006 al 2015 la professoressa Pizzuto ha diretto quella scuola italiana paritaria.

Negli anni Cinquanta, la Dante Alighieri fondò il conservatorio “Claudio Monteverdi”, vi insegnavano maestri italiani di canto, pianoforte, violino ed altri strumenti musicali, ed era frequentato da tantissimi alunni egiziani. Il Presidente Gamal Abdel Nasser lo visitò e si complimentò con i docenti italiani per l’ottima preparazione fornita agli alunni, che in seguito fecero parte dell’orchestra sinfonica dell’Opera del Cairo.

La sede storica del Cairo è stata sempre nel palazzo demaniale italiano del quartiere  Bulaq al civico 40  della lunga  via 26 Luglio. Durante l’ultimo conflitto mondiale era stato usato come prigione. C’erano anche scuole italiane ed un conservatorio.

Con l’attentato dell’11 luglio 2015 quel palazzo fu chiuso: la Dante Alighieri, la scuola Leonardo da Vinci, il circolo ricreativo e i locali del Consolato d’Italia sono rimasti senza una sede. L’edificio è stato riparato in brevissimo tempo, ma non si conosce la prossima destinazione d’uso.

La Dante Alighieri fu ospitata (per due anni) a Zamalek in via Ahmed Sabri dai frati Comboniani che hanno un’ottima scuola di lingua araba. Dopodiché, da settembre 2017, si trova nell’attuale sede nel palazzo dell’Associazione Nazionale Assistenza Sociale (ANAS), un sodalizio di beneficenza.

Tutti questi cambiamenti di sede hanno danneggiato notevolmente le attività di questa scuola. I giovani si basano molto sul passaparola, si scoraggiano nella ricerca della nuova sede. Sul vecchio sito, in inglese, ancora online è riportato il vecchio indirizzo.

Oggi si tengono corsi di lingua e cultura italiana di vari livelli, nonché corsi particolari ad hoc su richiesta. Purtroppo lo spazio è ridotto e altre attività culturali, per ora, non possono essere organizzate. Nei periodi migliori la Dante organizzava proiezioni di film italiani, mostre di pittura, conferenze e serate sociali.

La Dante Alighieri si autogestisce con le rette dei corsi. Ad Amman, Tangeri e Casablanca (dove era la nostra insegnante negli anni Ottanta) non vi erano altri istituti dove imparare la lingua italiana. Al Cairo, fino agli anni Sessanta, c’era solo la Dante Alighieri, oggi ci sono i Dipartimenti di Italiano in varie Università egiziane (Helwan, Cairo e Ain Shams); corsi vengono organizzati anche da altri istituti.

Fino al 2011 moltissimi giovani volevano imparare l’italiano per poter diventare guide turistiche o lavorare con gli stranieri negli alberghi, soprattutto delle località turistiche a sud del Sinai, sul Mar Rosso. Emira Pizzuto sostiene che con la rivoluzione il turismo è crollato: si sono persi molti posti di lavoro, anche tantissime agenzie di viaggi egiziane hanno chiuso. Tanti giovani optano ad apprendere altre lingue straniere.

Attualmente gli insegnanti madrelingua sono quattro; si avvalgono anche di un professore egiziano, con laurea in italianistica.

I corsi durano mediamente due mesi, sono semintensivi e nell’arco dell’anno si succedono solo una centinaio di alunni. Le aule sono piccole, contengono al massimo sedici allievi. Sono preferiti i corsi rapidi senza certificazione.

Come mai il sito Internet è vecchio e non aggiornato?

“Andrà rifatto perché la persona incaricata ha lasciato la nazione senza ricordare la password”.

C’è da auspicare che la situazione economica del paese continui a migliorare e che il turismo ritorni a fiorire come un tempo: di conseguenza l’insegnamento della lingua italiana sarà più richiesto.

La presidente è molto grata al cav. Piero Donato, grazie a lui la Dante Alighieri ha potuto proseguire le proprie attività nell’appartamento di proprietà dell’ANAS.

Questa sede si trova in via Hoda Sharawi 18,  a qualche decina di metri  da piazza Tahrir, fermata della metropolitana “Sadat”. L’orario di apertura è 15.00- 20.00, i corsi si tengono dalle 16 alle 20, venerdì e domenica vacanza.

Eno Santecchia

Settembre 2018

Negozietto dove si può gustare dell’ottimo succo di canna da zucchero.

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