Esperienze degne di nota

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Il musicista e compositore Guido Nebbia, vissuto a Torino, ci racconta le sue esperienze nel mondo della musica. Nato a Civitanova Alta, conserva il legame con la sua città.

Frequentò l’istituito Artistico Culturale Piemonte con sede nei pressi della nota piazza San Carlo, chiamata il “salotto di Torino”, diplomandosi disegnatore grafico pubblicitario.

Ma fin dalla tenera età si era accorto che la musica era la sua vera passione. Alla scuola materna, gestita dalle suore, sita nei pressi della chiesa di Sant’Agostino di Civitanova Alta, dove era accompagnato dalla nonna materna, una sorella notò la sua irrequietudine. Ebbe la brillante idea di mettergli in mano un piccolo organetto a mantice: come ammaliato Guido si tranquillizzò.

A tredici anni debuttò al prestigioso teatro Alfieri (1855) di Torino con il suo gruppo “The Fire Birds”, seguito dal maestro Farinatti, lo stesso della cantante Rita Pavone. Vediamo come ciò avvenne.

Il suo preside della scuola media, prof. Giorgio Lupica, suonava il piano; da amatore si occupava anche di musica e collaborava con l’etichetta “Pentagramma”, della quale fece parte anche il famoso chansonnier piemontese Gipo Farassino. Durante la terza media il professor Lupica lo stimolò a creare un suo personale gruppo, avendo notato che gli piaceva cantare.  Alla fine dell’anno scolastico, come di consueto, l’Istituto Maffei realizzava un saggio di recitazione, musica, poesia, fotografia, pittura nel famoso teatro Alfieri. Alla fine scelse il complesso di Guido.

Prima dell’esibizione si presentò nel camerino del suo complesso il leader e chitarrista dell’altro gruppo non scelto, il quale disse: “Visto che noi non siamo stati scelti, almeno vi esibite con la mia chitarra” consegnando la sua chitarra personale. Il suo gesto fu molto apprezzato da loro. Ma erano altri tempi … 

Pur cambiando svariate attività, la musica lo accompagnò sempre. Tanto è vero che in anni recenti, con la benedizione di Mogol (Luigi Rapetti) diede vita alla prolifica associazione musicale culturale “Mille e una nota”, con lo scopo di raccogliere racconti tratti da vari personaggi, dai quali si estrapolavano testi per le canzoni, poi affidati a giovani promettenti. Il motivo del titolo è così spiegato: per il successo di una canzone se ne devono cestinare 999.

Si creavano dei cofanetti CD con il patrocinio delle varie amministrazioni locali. Ciò lo confermò nell’ambiente musicale, facendogli conoscere molti artisti.

Guido, compositore e cantante solista, in ultimo è stato anche talent-scout a favore dei giovani, scoprendo nuovi talenti.

Per i Nomadi consegnò a Beppe Carletti, leader storico della band, il suo brano scritto e musicato “Siamo fatti così”.

Tra le sue scoperte: Maurizio Base, ottima voce solista, da sempre intrattenitore musicale in locali vari dell’hinterland torinese. Guido gli scrisse un paio di canzoni che lo hanno portato ad avviare un noto studio di registrazione. Tra le più conosciute “In caso di nebbia”.

Alessandra Moscato, alla quale Guido ha affidato il suo brano “Sogni”, fu poi ingaggiata come cantante leader di un noto gruppo di musica da ballo.

Incontrò Manuel, di origine peruviana, mentre era presidente di giuria nella emittente locale “Seven Live”. Gli scrisse le musiche per alcuni suoi brani che l’hanno portato al successo in un importante festival cubano.

Nel 2008 è stato chiamato da una Pro Loco a promuovere il tributo personale a Lucio Battisti “Pensieri parole e libere intrusioni”, con la collaborazione di alcuni allievi del teatro studio di Susa.

Guido ha partecipato a diversi festival: nel 2001, a Viareggio, (prima sede dell’attuale festival di Sanremo), poi a “Rampa di lancio” e a Massa Carrara, “Senza Etichetta 1999”, con Mogol presidente della giuria. Nel 2001 lo troviamo a Ivrea, a “Cantarello 2000”, con Beppe Zaia, noto collaboratore artistico di Tullio De Piscopo.

Ha avuto collaborazioni in vari canali televisivi, tra cui un programma di svago presentato da Barbara Chiappini, in “Prima Antenna TV”, ove fu invitato a eseguire un brano come ospite.

Il suo primo album è stato “Un gesto pulito”, con l’arrangiamento di Erno Grubessich, poi il CD “In caso di Nebbia”, un brano affidato a Maurizio Base, il quale ne fece il suo cavallo di battaglia.

Si è esibito nei locali di varie città: Viareggio, Ivrea, Massa Carrara, Arezzo, Ciriè, Villanova d’Asti, Borgaro.

È stato anche ideatore e coordinatore del centro formativo A.R.R.I per la cultura musicale di Rivalta. Indetta da ARRI, a Coazze, un 25 aprile ha collaborato alla rassegna “Arte senza frontiere”, sponsorizzata dalla Regione Piemonte, dalla Provincia e altri Comuni limitrofi. Era una sorta di happening culturale, mix di svariate attività artistiche. A questo evento partecipò una delegazione del movimento di liberazione dei nanetti da giardino,  inventato da alcuni buontemponi benestanti, i quali ritenevano che per i nani l’ambiente naturale fosse il bosco!

Ha lavorato quattordici anni in radio, e provveduto anche a una mini distribuzione in conto vendita di CD nei vari punti musicali. Ha scritto il volumetto “Io sono normale” sugli atteggiamenti maniacali della nostra società: è in fase di pubblicazione.

Eno Santecchia

Aprile 2018

Con Mogol

The Fire Birds (1971)

 

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