Importanza della pace e della musica

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Ecco due interessanti volumi usciti di recente nella nostra Regione.

“Racconti di guerra attorno al focolare” di Vincenzo Martines.

Un volumetto dalle copertine e dalla grafica piacevoli. I caratteri grandi consentono un’agevole lettura; notevole la ricerca iconografica.

Nella prima parte l’autore racconta le vicende di quattro reduci gualdesi della seconda guerra mondiale. La seconda parte contiene una breve storia di Gualdo (MC).

Con innata umanità l’autore ci fa conoscere le vicende umane e belliche di quei soldati sul fronte balcanico, a Rodi (isola del Dodecaneso italiano), in Africa settentrionale e nei lager tedeschi.

I racconti tengono in primo piano la persona. Non trascurano le aspirazioni e le illusioni di quei ragazzi nati negli anni Dieci e Venti del Novecento, chiamati alle armi in una guerra che li “tenne in ostaggio”, rubò loro gli anni migliori e il cui esito fu disastroso. Lo storico e scrittore inglese Keith Lowe ha definito la seconda guerra mondiale uno dei maggiori eventi della Storia umana. Nel mondo, tra il 1937 ed il 1945, furono mobilitati nelle forze armate più di cento milioni di uomini e donne, e centinaia di milioni di civili furono coinvolti a vario titolo nel conflitto.

Martines fornisce importanti spunti di riflessione sull’importanza della pace e sulla necessità di condannare la violenza.

“Complessi senza complessi 1966-1970. Noi pionieri del Beat” di Enzo Calcaterra.

Un volume accattivante di 287 pagine; il formato 20 x 20 cm dà maggior respiro alle foto.

Corredato di varie immagini a colori e in B/N racconta le esperienze musicali dell’autore e di altri giovani nella Tolentino degli anni Sessanta – Settanta.

La prima parte è un viaggio rievocativo lungo le vicende musicali del genere popolare tolentinate, con un excursus dagli anni Trenta agli anni Cinquanta nel panorama musicale nazionale.

Nella seconda parte si racconta con enfasi di quattro gruppi musicali (all’epoca chiamati complessi) tolentinati.  Del quintetto “Kooph” fece parte l’autore come chitarra solista e voce. Osservare le immagini e vederli suonare sui palchi ci riporta indietro nel tempo, quando la musica leggera aveva già preso una nuova svolta e ai giovani bastava una chitarra per sognare, divertirsi e intrattenere.

Arpanet (antenata di Internet), nata nel 1969, era conosciuta solo in ambito accademico e militare, e la musica si ascoltava dai dischi a 33, 45 giri, Long Playing e con i Juke-box. Mentre i dischi al vinile stanno ritornando in auge, gli ultimi si possono ammirare solo nei musei. Se volete vedere il Juke-box originale del film “Compagni di scuola” di Carlo Verdone si trova nel museo del “Cinema a Pennello” di Montecosaro.

Nelle foto di questo libro sembra di scorgere Elvis Presley, Lucio Dalla, Fabio Testi e altri cantanti e divi, ma è solo il medesimo stile nei capelli, basette lunghe, barba e abbigliamento, spesso con la deprecabile abitudine della sigaretta in bocca. Un giovane Little Tony con i “Six Men” è vero.

Calcaterra ci conduce attraverso un periodo indimenticabile, alla ricerca di nuovi ritmi, spazi, idee e innovazioni.  Quelle esperienze ci hanno portato a superare la crisi degli “Anni di Piombo” e al successivo sviluppo degli anni Ottanta.

Eno Santecchia

Novembre 2017

Il libro di Enzo Calcaterra

 

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