Inglese inventato

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Il nostro gruppo musicale “I Diamanti” fece un certo balzo in avanti nella qualità delle prestazioni allorché i due di Pedaso, la chitarra accompagnamento Giancarlo e il batterista Enrico vennero sostituiti, rispettivamente, da Wilmo e da Franco. Non che i partenti mancassero di qualità musicali, tutt’altro, ma i subentranti avevano quella marcia in più che trascinava l’intero gruppo. Wilmo, in particolare, era anche dotato di una calda e gradevolissima voce da basso/baritono. Da adulti e ultrasessantenni, saremmo stati colleghi presso le stesse corali, io nella sezione dei tenori ed egli in quella dei bassi, prima che una inesorabile malattia lo sottraesse ai familiari e a noi amici.

Wilmo, perciò, aveva un assai vasto repertorio di canzoni e spesso subentrava a cantare come voce solista nell’esecuzione di alcuni brani. Il suo forte, erano le canzoni in inglese, che egli esibiva con una pronuncia perfetta, da far invidia agli stessi Beatles, i nostri rivali d’oltremanica. Ricordo alcuni titoli: “Hello Josephine”, un coinvolgente pezzo di rythm and blues, e “When a man loves a woman”, uno struggente pezzo romantico. Nessuno di noi altri quattro conoscevamo l’inglese, ma non ci stupivamo che Wilmo lo parlasse (e cantasse) così bene, dati i suoi trascorsi di lavoro e musicali all’estero.

Era più di un anno che Wilmo era con noi. Un giorno stavamo a suonare presso la sala da ballo “Lanterna Verde”. Mentre Wilmo cantava e tutto il pubblico ballava, davanti al palco si era fermato a guardare, ma soprattutto ad ascoltare, un ragazzo. Aveva un’espressione fra il perplesso e il divertito, fino a che, ancora mentre Wilmo cantava, si avvicinò al nostro bassista e gli domandò:

“Ma si può sapere che c… dice?”

Solo così scoprimmo che Wilmo, di inglese, aveva imparato solo la pronuncia, mentre le parole erano tutte di sua sana invenzione.

Da allora, ogni volta che, cantando una canzone in italiano, temeva di non ricordarsi le parole, gli rispondevamo:

“Non preoccuparti, Wilmo, quando non te la ricordi in italiano, cantala in inglese!”

Valido Capodarca

Settembre 2017