Giallo bibliografico

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Pochi anni fa acquistai un saggio sulla storia contemporanea di una nazione del Medio Oriente.

Lessi il volume e lo apprezzai. L’autore aveva preso in esame gli ultimi due secoli di storia. Non mi convinse che durante quel lungo arco di tempo non veniva segnalato nessun periodo di benessere socio-economico e di sana crescita.

Era evidente che l’autore non solo non apprezzava quella nazione, ma l’aveva osservata e descritta da un punto di vista sfacciatamente eurocentrico, quasi imperialista. L’ha paragonata al presunto benessere dei Paesi europei, dimenticando le due guerre mondiali, autentiche mattanze fratricide, le rivoluzioni, l’olocausto e i pogrom contro gli ebrei, le stragi e i numerosi conflitti che tra l’Otto e Novecento hanno insanguinato il vecchio continente, distruggendo città e devastando i raccolti agricoli.

Ecco perché dal suo curriculum non risultava nessun convegno o conferenza tenuto in quella nazione: probabilmente essendo ritenuto il saggio troppo di parte, non era mai stato invitato.

Altro fatto che m’incuriosì fu che nessuna didascalia interna o esterna indicava cosa fosse l’oggetto o reperto riprodotto in prima di copertina. Dopo aver fatto i (parziali) complimenti per il saggio, chiesi all’autore, un docente universitario e “orientalista”, cosa fosse l’oggetto fotografato e inserito in copertina.  Mi rispose che non lo sapeva, la copertina era opera dell’editore.

Deciso ad andare in fondo a questo giallo bibliografico, prima telefonai all’ufficio dell’editore e poi gli scrissi.  Neanche loro sapevano di cosa si trattasse.

La verità fu cosa da non credere. L’immagine era stata scelta e inserita da un addetto, forse un grafico impaginatore. Non mi vollero mettere in contatto con quella persona, né fornirmi il nome e il telefono, perché non era più loro dipendente.

Quindi non sono riuscito a scoprire di cosa trattasse l’oggetto misterioso, forse era un reperto archeologico. Ma di quale epoca? Quasi sicuramente era di oltre un paio di millenni antecedenti al periodo storico trattato nel saggio!

Mi domando: “Se alla presentazione ufficiale del volume un astante, un pinco pallino qualunque, si fosse alzato in piedi e con microfono avesse chiesto all’autore, illustre professore, cosa raffigurasse la copertina principale, che razza di figuraccia avrebbe fatto, verso il pubblico, quello specialista della materia?”.

Sembra incredibile, ma è accaduto veramente!

Eno Santecchia

Agosto 2017