La quercia di Ca’ Braghino

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Questa foto, di non eccezionale qualità tratta da una diapositiva del 1985 (ma è l’unica che ho) non rende sufficiente merito a una delle più grandi querce della provincia di Bologna, quella di Ca’ Braghino, minuscola località lungo la strada provinciale 610 della Val Santerno, fra i comuni di Castel del Rio e Fontanelice. Metri 4,90 la circonferenza del fusto, 22 metri l’altezza, 22 la larghezza. Proprietaria della quercia è la famiglia Bedetti. La storia surreale che sto per raccontarvi, non è mai avvenuta, ma immaginatela vera, perché è assolutamente realistica. Inquadriamola, nel tempo, a 80 anni fa, quando l’unico mezzo di locomozione erano le proprie scarpe. Il primo Bedetti, divenuto da poco proprietario del podere e della quercia, va a registrarsi in comune. Poco pratico di queste cose, si reca a piedi presso il comune più vicino; perciò risale la valle per un paio di chilometri e si reca a Castel del Rio. Alla richiesta, l’impiegato comunale:

“No, mi spiace – gli fa – Ca’ Braghino non è nostra. Forse è di Fontanelice, il comune dall’altra parte”.

Il Bedetti rifà i due chilometri, ripassa davanti casa, e ne fa altri 4 nella direzione opposta per arrivare a Fontanelice.

“Sono spiacente – spiega l’impiegato – Ca’ Braghino non è nostra. Provi più avanti”.

Il signor Bedetti, armatosi di pazienza contadina, prosegue e, dopo altri 3 chilometri, entra negli uffici del comune di Borgo Tossignano, ma anche qui.

“Non so che dirle – gli fa sconsolato l’impiegato – Ca’ Braghino non è di questo comune. Provi più avanti”.

Altri 4 chilometri, sempre a piedi, e il Bedetti varca la soglia del comune di Casalfiumanese. Finalmente:

“Sì, Ca’ Braghino è nostra – risponde l’impiegato – E’ qui che lei deve richiedere la sua residenza”.

“Mi tolga una curiosità – domanda il Bedetti – ma chi ha disegnato i confini di questi comuni? – poi, guardandosi i piedi impolverati e doloranti – se li avessi disegnati io con questi, non avrei fatto un lavoro così malfatto! Ho dovuto fare 15 km per arrivare qui”.

“Ne vuol sapere un’altra? – replica l’impiegato – Vede quelle quattro case laggiù, a circa 800 metri da qui? Quella è Fabbrica, e lì ci abito io. Ma quando mi serve un certificato di residenza, io mi devo fare, tra andata e ritorno, una passeggiata di 16 km, perché Fabbrica è sotto il comune di Imola, che dista 8 km da qui”.

Valido Capodarca

Aprile 2017