La falsa fretta e l’indifferenza cercata

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Diversi anni fa, all’interno di uno dei due negozi di generi alimentari, presenti all’epoca nel centro storico di Caldarola, incontravo spesso una vicina di casa.

Immaginavo che la donna non avesse nulla di interessante da raccontare, tuttavia non nascondo che mi sarebbe piaciuto conversare con lei almeno per qualche minuto, non di più. Ma le volte in cui sono riuscito ad aprire un dialogo, lei ha tagliato corto dicendo di aver sempre una gran fretta.

All’uscita del negozio, in piazza, diverse volte notavo che la signora M. si soffermava a conversare affabilmente con qualche persona del paese, prima di imboccare a piedi, con la spesa, la discesa verso la sua abitazione.

Dovendo passare vicino a lei per recarmi a casa, sentivo che gli argomenti delle sue conversazioni erano sempre futili, per usare un eufemismo. Così, risentito per la sua pseudo fretta, decisi di toglierle il saluto e ignorarla.

Dopo vari mesi che non la consideravo più, cosa ha fatto?

È andata a lamentarsi con la mia donna che non le rivolgevo più la parola, non comprendendo i motivi della mia indifferenza!

Eno Santecchia

Aprile 2017

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