Accade in zona sismica

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Durante la corsa all’oro in California e nella regione canadese del Klondike nacquero in fretta villaggi minerari e di cercatori. Quando le vene aurifere si esaurirono e non si trovarono più pagliuzze d’oro nei fiumi, quei centri abitati diventarono fantasmi.

Andare in un paese della zona sismica dell’Italia Centrale sembra di essere in uno di quei villaggi fantasma, abbandonati al termine della febbre dell’oro.

Le città sono diventate paesi, i paesi frazioni e le frazioni case sparse … una vera desolazione!

Oggi lo sgomento si legge persino negli occhi dei gatti e dei cani, rimasti i soli abitanti di borghi tanto ammirati. Anch’essi, muti testimoni, si sono resi conto che qualcosa di gravissimo ha sconvolto e compromesso la loro esistenza.

Più che sorridere, rattrista, ma osserviamo con occhi distaccati e ci renderemo conto che le pastoie della burocrazia, quando in casi di emergenza come questo, non riescono ad avere l’indispensabile flessibilità, possono strangolarci e compromettere la ricostruzione.

Quando la ricostruzione sarà andata a buon fine, ma gli abitanti-sfollati non saranno tornati perché delusi e disaffezionati, le scuole, i municipi, le chiese, e tutto il resto, saranno “cattedrali nel deserto” e i sindaci avranno pochi cittadini e … tante pietre!

Restiamo in argomento facendo qualche esempio. Il sindaco di un paese della zona sismica, a una riunione pubblica, arringa gli intervenuti: “Non lamentatevi della situazione sui social network (che io non uso), e neanche sui giornali. Venite da me, io sono sempre qui, da mattina a sera”.

Poi, incontrato, fuggevolmente, dice più sommesso: “Appuntamenti non li prendo, ma sono sempre qui!”. Purtroppo, quando ci si capita, è sempre impegnato! Ha da accompagnare una delegazione, giunta da lontano! E … tanto altro! Tutto improcrastinabile!

Se vi siete rivolti a un legale, per tutelare la vostra casa danneggiata o minacciata dal crollo di un edificio adiacente, vi avrà risposto: “Finché è Zona Rossa, non si può fare nulla”.

Spesso capita che i vicini, contattati per telefono, ripetano che hanno scritto o allertato formalmente il Comune addirittura prima dell’inizio degli eventi sismici o appena dopo la prima scossa del 24 agosto 2016. Quindi non possono fare nulla, ora tutto dipende dalle decisioni e disposizioni municipali.

Da parte loro, i dipendenti dell’Ufficio Tecnico comunale, incontrati di sfuggita mentre corrono da un’incombenza urgente a un’altra, ripetono che devono essere i proprietari a mettere in sicurezza i loro edifici pericolanti. Ognuno scarica il barile!

Ciò che non ha distrutto completamente la serie di eventi sismici e il nevone potrà farlo l’acqua, che filtra dai tetti squassati, dai quali sono scivolati via coppi e tegole, le crepe nei muri, il vento e gli altri eventi atmosferici … o successive scosse!

Concludiamo con una domanda rivolta agli esperti delle emergenze e della ricostruzione, sperando che qualcuno ci risponda.

“A chi ci si deve rivolgere, quando si possiede una casa inagibile per cause esterne, in Zona Rossa, per far mettere in sicurezza gli edifici pericolanti, adiacenti o vicini?”.

Eno Santecchia

Aprile 2017

Commenti

Credo che hai fatto una fotografia cruda e reale della situazione. Hai colto in pieno lo stato d’animo di chi non sa cosa fare, e non c’è nessuno che te lo dice. Dopo l’essere terremotati, penso che non ci sia cosa più brutta del sentirsi abbandonati. Ma perché non funziona più niente come, almeno in minima parte, funzionava con i terremoti precedenti? Io credo che la colpa sia della giustizia. In passato, c’era qualcuno che prendeva decisioni e se ne assumeva la responsabilità. Oggi, se io fossi un sindaco, un prefetto, o chiunque abbia potere di decidere, farei come loro, cioè niente perché, appena ordini di spostare una pietra, ti trovi addosso un avviso di garanzia. Chi fa, può sbagliare, ma chi non fa, non sbaglia mai e non pagherà mai per non aver agito, perché potrà sempre accampare l’alibi di un cavillo burocratico che glie l’ha impedito.

Valido Capodarca

 

Bravo Eno! Hai pienamente ragione purtroppo la realtà è questa! Anche se … in altri comuni le cose sono un po’ diverse.

Mauro Capenti

 

Caro Eno tutto quello che hai scritto è la pura verità, speriamo che le situazioni cambino presto e ci saranno delle regole più chiare. Ho parlato con altri persone tutte hanno lo stesso problema, l’unica colpa che i nostri amministratori non prendono delle posizione nette e dure nei confronti degli amministratori sopra di loro.

Nabil Alaskhar

Purtroppo non potrei aggiungere una virgola al suo scritto relativo al disagio diffuso che pervade chiunque abbia a che fare con una tragedia che davvero ha sconquassato le nostre vite. Purtroppo il senso di impotenza e di frustrazione si infrange contro un muro di gomma fatto di chiacchiere, incompetenza, irresponsabilità. E mi pare che i commenti non facciano che ribadire i nostri sentimenti violentati.

A. T.

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