Da Maniago a Buenos Aires

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Una semplice storia di emigrazione

Dopo aver letto in un sito di storia militare la recensione del mio libro “Così sono trascorsi gli anni migliori” (2007) il sig. Rolando Andres Peralta  di Buenos Aires mi ha contattato via email. Aveva notato che le vicende narrate erano simili a quelle che gli aveva raccontato il suocero Giuseppe Vasco Lunazzi (classe 1910).

Rispondendo ad alcune domande ci racconta anche un po’ della sua famiglia, emigrata in Argentina nel secondo dopoguerra del Novecento.

Da dove provenivano i suoi suoceri?

“Maniago, Provincia di Pordenone, nord Italia”.

Perché emigrarono?

“La situazione in Italia dopo la guerra non era buona per lo sviluppo, non avevano lavoro. Il suocero si sentiva stanco dopo tanto tempo in prigionia. Avevano sempre paura che scoppiasse un’altra guerra”.

Quando e come giunsero in Argentina?

“La raggiunsero il 27 giugno 1948 a bordo della nave “Buenos Aires”, il viaggio richiese  più di 25 giorni”.

Quali attività svolsero?

“La suocera Gina Ferruzzi lavorò come sarta, in una filiale di Buenos Aires della casa Harrods di Londra, ed il suocero come tornitore in uno stabilimento che costruiva pistole di piccolo calibro”.

Cosa ricorda con piacere di loro?

“Tutto! Ho imparato a vivere ed  mangiare bene con loro, ed a essere una buona persona, a ascoltare l’opera … e tanto altro”.

Cosa raccontavano della loro vita in Italia?

“Con il suocero ci parlava solo delle guerre mondiali (della prima e della seconda). Raccontava della sua prima esperienza da militare in Eritrea. Con la suocera si parlava della famiglia, di come si viveva nel piccolo paese di Maniago”.

Della seconda guerra mondiale cosa ricordavano?

“La suocera parlava dei tedeschi, dell’occupazione, di quando si recò a Udine per una visita medica e vide dei partigiani impiccati sugli alberi. Si ricordava del colonnello Stevens che parlava alla radio della BBC. Il suocero raccontava che i fucili in dotazione erano rovinati e parlava della sua prigionia in India. Raccontava che da prigioniero,  un ufficiale inglese gli offrì delle sigarette, e come imparava alcune parole in inglese per farsi capire … Si ricordava che guidava un camion … e della sua malaria che ebbe due volte”.

Il periodo peronista come è trascorso per la vostra famiglia?

“Il primo periodo dal 1946 al 1950 è andato più o meno bene, dopo propriamente un disastro. Il Peronismo è un populismo di destra che non aveva in quel periodo, persone capaci di governare, e gestire lo stato. Nel secondo periodo dal 1952 in avanti ha cominciato la corruzione e la mala gestione. Ed in più se tu eri peronista tutto bene, ma se tu non la pensavi come loro eri un gorilla”.

Avete sofferto durante la dittatura di Videla?

“No, niente. Non tutto ciò che viene detto è vero … In quell’epoca eravamo appena sposati e stavamo bene. Si doveva avere un po’ di  attenzione … non parlare di politica con gente che non si conosceva, ecc. E portare sempre appresso i documenti”.

Come vi trovate nell’Argentina di oggi?

“L’Argentina di oggi è distrutta dopo dodici anni di pessimo governo. La gente è divisa in due, abbiamo il 38% di povertà e quasi il 25% di disoccupazione. Il nuovo governo desidera fare le cose per bene, ma l’opposizione non lo lascia fare niente. Non ha la maggioranza in parlamento ed allora sarà difficile governare”.

Seguite ciò che accade in Italia?

“Si, almeno due, tre volte alla settimana leggo il Corriere della Sera e La Repubblica, e vedo un po’ la RAI”.

Qual è la vostra impressione dell’Italia di oggi?

“Un paese che, oltre tutto va avanti, ma vedo che manca ancora un po’ di ordine (difficile da attuare con noi latini). È preoccupante tutto quello che succede con l’immigrazione dall’Africa e dal Medio Oriente. Penso che l’Unione Europea dovrebbe fare più sforzi per aiutare questi migranti nelle regioni di origine”.

Eno Santecchia

Dicembre 2016

I coniugi Lunazzi

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