Atmosfere orientali

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Condivido con lei l’amore per l’Oriente; oggi questa attrazione è molto compressa a causa delle guerre in corso e dei noti fatti di terrorismo. La pittrice autodidatta Lucia Moratto, in arte “Lucille” vive in Provincia di Treviso.

Già nell’infanzia manifestava un’innata creatività con i fiori di carta crespa, ma non poté frequentare un istituto a indirizzo artistico, solo una scuola di moda.

A diciassette anni il fascino per la pittura venne allo scoperto e la appassionò: quando dipingeva, si sentiva meglio. Adorava dipingere i fiori scaturiti dalla sua fervente immaginazione, colorandoli secondo l’ispirazione.

L’amore per l’Oriente la colse con un viaggio in Turchia nel 2000, così iniziò a dipingere quegli scorci e panorami dei quali ancora sapeva ben poco e che le apparivano misteriosi e affascinanti.

Ha viaggiato in Egitto, Tunisia e Marocco, si è prodigata quale volontaria per un mese presso un istituto con bambini diversamente abili a Ein  Karem (Israele).

È quello un pittoresco quartiere di Gerusalemme risalente all’età del bronzo posto a sud ovest, a circa 8 km dalla città vecchia.  Durante quel periodo ha visitato in lungo e largo quella nuova nazione. Ha apprezzato, conservandola nel cuore l’aria mistica di Gerusalemme, con la sua storia e la convivenza delle tre grandi religioni monoteiste.

Lucia non sa spiegarci da dove provenga il suo amore per l’Oriente, probabilmente, come accaduto a me, si tratta di qualcosa d’innato, per tanti anni sopito, che a un certo punto è saltato fuori prepotentemente.

Prima di lei, pittori francesi, inglesi e italiani, dalla fine del Settecento al Novecento, attratti dal medesimo fascino, hanno dipinto con successo figure, scene di vita, temi tipici e ambientazioni orientali, in alcuni casi senza aver mai viaggiato in quei luoghi. Ne ricordo alcuni tra i più famosi: Eugène Delacroix, Jean-Auguste-Dominique Ingres, Jean-Léon Gérome, Alexandre-Gabriel Decamps e gli italiani Domenico Morelli, Ippolito Caffi, Alberto Pasini e Roberto Guastalla.

Lucia ha ammirato e goduto delle incantevoli spiagge mediterranee di Marsa Matrouh in Egitto e di Tabarka al nord della Tunisia, al confine con l’Algeria. Altro tema condiviso è il mar Mediterraneo, secondo lei ha: “… un sapore ed un colore diverso dagli altri”.

Sulla capitale egiziana dice: “Il Cairo o ti piace o non ti piace! Eppure quando ci sei, vorresti andartene, troppa polvere, confusione, smog, traffico, ma poi ti manca quando non ci sei”.

Quali sono gli aspetti che ammira di più del Vicino Oriente?

“La tranquillità della gente, la disponibilità, il pudore della donna, la capacità di accontentarsi, il concentrare la propria attenzione su cose meno materiali, il non preoccuparsi per cose futili”.

Frequentando, nella sua zona, un workshop di calligrafia araba ha incontrato altre persone attratte dall’Oriente.

I mass-media italiani operano terrorismo mediatico, come partecipando a una sanguinaria gara tra chi diffonde le stragi e le tragedie più gravi, dissuadendo l’ascoltatore a viaggiare in luoghi così belli, affascinanti e … vicini. Poi il passaparola amplifica quei timori. Ciò contribuisce ad alimentare le intolleranze, le xenofobie e i nazionalismi più beceri.

Un’emozione da regalare al lettore.

“Viaggiate, recatevi nel Vicino e Medio Oriente, se potete andate da soli, per assaporare in solitudine, in silenzio, per acquisire sensazioni che porterete dentro di voi, per sempre”.

I suoi dipinti che ho potuto ammirare ci introducono in magiche atmosfere: pavoni dalle piume sgargianti, occhi umani e … di pavone, le inconfondibili cupole schiacciate delle moschee di Istanbul … e tanto altro.

Dal 2012, Lucille ha superato la riservatezza iniziando a esporre in diverse mostre e partecipare a concorsi.

Alla seguente pagina web si possono ammirare altre sue opere

www.ioarte.org/artisti/Lucille

Eno Santecchia

Luglio 2016

Sognando l'amore

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