Vetrate artistiche e più

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Stupiscono i turisti in visita alle chiese medioevali e nuove e ai palazzi liberty, sono le vetrate artistiche.

Nell’antico si trovano le vetrate legate a piombo, nel moderno si possono anche notare tecniche nuove come la saldatura, i disegni litografici, la sabbiatura e la vetrofusione.

La vetrata artistica ha il suo maggior splendore in Europa nel periodo gotico tra il XIII e il XV secolo. Col gotico si crea un passaggio verticale nell’architettura religiosa dalla chiesa semplice e modesta del romanico alla cattedrale slanciata verso il cielo. È qui che la vetrata occupa le immense luci architettoniche di questo periodo.

Si è voluto rappresentare la vita di Gesù e la storia iconografica attraverso disegni a grisaglia sui vetri colorati. La grisaglia è un ossido nero con il quale erano raffigurate le scene per poi cuocerla nei forni ad alta temperatura, per fissarla al vetro.

Nella famosa cattedrale di Chartres in Francia troviamo in particolare l’uso del rosso e del blu di Chartres (appunto), la cui luce crea riverberi viola, colore della spiritualità. Gli artigiani che avevano ricevuto commissioni dalla Chiesa svolgevano il lavoro in due fasi: la prima prettamente pittorica e la seconda più artigianale di assemblaggio. Il pittore bielorusso naturalizzato francese Marc Chagall ha progettato a metà Novecento splendide vetrate policrome, sicuramente sostenuto da grandi maestri vetrai.

Federica Vasconcelli, artista (o meglio una creativa europea), lavora diversi materiali il vetro, la lana, la stoffa e la pelle. Si avvicina alle vetrate affascinata da un maestro artigiano di Milano. Incomincia a tagliare e assemblare il vetro da autodidatta finché partecipa a una selezione che le dà la possibilità di frequentare una scuola di “Vetrata Artistica Instoriata”. Poi lavora diversi anni nel settore proponendo la sua creatività a privati e non.

Avendo vissuto cinque anni in un borgo medioevale sulle Alpi a fianco della natura ha sviluppato anche la conoscenza di erbe e piante officinali, imparando a fare tisane, infusi, oli e unguenti per la pelle. Nonché la lavorazione del feltro, il cucito, il ricamo, l’uncinetto, la maglia, arti manuali che molte donne oggi non praticano più.

Dopo qualche anno dedicato all’esplorazione di altri materiali e tecniche ripropone anche le vetrate artistiche creandole e insegnandole.

Oggi collabora con il Laboratorio Ramia di Maria Maiolati a Caldarola in cui offre le sue capacità e dove si possono ammirare alcune sue opere.

Eno Santecchia

Giugno 2016

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