Coroncina e bambù

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Sono piante non diffuse alle stesse longitudini, ma a Belforte del Chienti, fra pochi anni, si potrà ammirare una piantagione di bambù (Phyllostachys edulis o pubescens). Questa graminacea gigante supera i venti metri di altezza e produce un legno resistente e pregiato dalle svariate applicazioni industriali e commerciali come mobili, oggettistica e filati. I suoi germogli sono un alimento apprezzato in cucina, anche se da noi ancora poco conosciuto. Queste piantagioni non richiedono l’uso di pesticidi e apportano anche altri benefici all’ambiente, come il contrasto al dissesto idro-geologico e la riduzione di anidride carbonica.

Nel 2004 dopo un pomeriggio trascorso nel luogo, la signora Melania Moschini udendo solo i rumori della natura e non quelli di città s’innamorò del posto. Così decise di acquistare quel rudere agricolo con terreno di otto ettari. La vecchia casa colonica fu sostituita da un moderno agriturismo oggi composto da un ristorante, una cucina, delle camere e un centro benessere. Nell’orto si raccolgono i prodotti da usare nella cucina vegetariana.

Dopo l’incontro di Melania con Carlo Scagnetti, che condivideva i suoi stessi stili e filosofia di vita, nel 2009 furono introdotte delle camere, il centro benessere e una bio-piscina, igienizzata con il sale dell’Himalaya (non con il cloro).

La passione per la natura, i viaggi e gli animali, che li accomunano, ha portato a ricreare in quest’ambiente un’oasi di quiete e di tranquillità, arricchita con vari spunti acquisita nei viaggi. Da Cina, Tailandia e in vari continenti, ma soprattutto dal Giappone con l’aiuto di una cuoca giapponese hanno applicato dei miglioramenti in cucina, il buon gusto per il giardinaggio, l’estetica e lo zen (filosofia di vita) di quel popolo e il bambù. Quest’ultimo, detto anche oro verde, è presente nella maggior parte delle case, nell’arredamento, negli utensili, nell’abbigliamento e anche nell’alimentazione. Il germoglio, simile a un grande asparago, è molto nutriente.

Dall’Oriente Carlo, masso fisioterapista che si occupa del centro benessere, e Melania, chef vegano, si riportano non solo ricordi e souvenir, ma soprattutto insegnamenti per la loro professione, frequentando specifici corsi.

Per lo sviluppo della piantagione occorrono sei-sette anni, dopodiché s’inizierà la prima raccolta. Aver messo a dimora le circa 400 piante di questo bambuseto di un ettaro è una scommessa. Questa varietà cresce in particolare nello Yunan cinese e in Giappone, tuttavia, resistendo anche a temperature di – 20 °C, nel nostro clima vegeta bene. Una volta le ricchezze di quelle antiche civiltà orientali, tra cui l’etnia matriarcale cinese Mosou, erano il the, le spezie, i tessuti e il bambù.

Nel terreno crescono 800 piante di olivo (predomina la varietà Coroncina) e 100 alberi da frutto di melo cotogno, fico, giuggiolo, melograno, prugno, mela rosa, aloe vera e saponaria.

Nel boschetto di essenze mediterranee è possibile passeggiare ammirando tre piccoli stagni e i loro abitanti animali e vegetali. Tra gli anfibi abbiamo il tritone italiano, poi le ninfee e piante ossigenanti che depurano l’acqua, come la Tipha angustifolia. Domina regina con i suoi alti voli la poiana che nidifica nella zona; lo frequentano anche cerbiatti, istrici e tassi. La proprietà, sita al confine con il Comune di Caldarola, è segnalata zona divieto di caccia e i bracconieri non sono assolutamente graditi.

Melania aggiunge: “L’Italia è meravigliosa, mi spiace quando si abbandonano le campagne con gli usi, costumi e tradizioni del sano vivere del passato”. Restare a contatto e in simbiosi con la natura fa parte del loro essere, tuffati in quell’attività consente loro un’integrazione completa e appagante con la natura.

La struttura agrituristica vegetariana “Coroncina”, cresciuta lentamente ora è tra le prime dell’Italia centrale; è stata segnalata dal mensile “Dove” e altre riviste di gastronomia e viaggi.

www.agriturismocoroncina.it

Eno Santecchia

Gennaio 2016

Coroncina veduta