Il Catch & Release

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Che cos’è il Catch & Release?

Il Catch & Release (C&R) è un termine usato per descrivere il modo in cui un pesce viene catturato e successivamente rilasciato in acqua, con l’intenzione di aumentare le sue chance di sopravvivenza nel suo ambiente naturale.

Il pesce può essere liberato dall’amo senza rimuoverlo dall’acqua, ma anche tirato fuori temporaneamente per facilitare l’operazione di slamatura.

Circostanze del C&R

Ci sono molte ragioni per cui è praticato il Catch & Release:

1. Il pesce è di dimensioni inferiori a quelle minime legali, quindi il rilascio è obbligatorio.

2. Alcune organizzazioni di pesca raccomandano ai loro membri di rispettare la dimensione massima per ragioni di conservazione. Quindi, i membri scelgono di rispettare tali raccomandazioni e rilasciano una parte dei pesci catturati volutamente.

3. Un pescatore per ragioni etiche può scegliere delle dimensioni minime personali, quindi rilasciare un pesce quando eccede nelle dimensioni.

4. In alcuni laghi o zone di pesca c’è un limite massimo di pesci da pescare.

5. Una specie che non può essere mangiata

6. Alcune circostanze generali, dove il pesce non può essere conversato per il consumo immediato.

I tassi di sopravvivenza

Nel corso degli anni sono stati avviati diversi progetti per verificare il danno dovuto al rilascio del pesce. I tassi di sopravvivenza variano molto in base alla specie, ai metodi di pesca, alla temperatura dell’acqua e dell’aria e soprattutto al modo in cui vengono rilasciati in acqua.

Per quel che riguarda le carpe, ad esempio, il rilascio di un pesce suggerisce una mortalità del 4%.

Anche se i dati non sono sufficienti per determinare l’effettivo tasso di sopravvivenza per ogni specie, di per se il rilascio nella pesca sportiva facilita l’attività della pesca, sia a livello sociale che economico.

Molti pescatori hanno adottato pratiche e metodi aggiuntivi per aumentare il tasso di sopravvivenza dopo una cattura. Eccole di seguito:

Analizzare il territorio: Osservare sempre la postazione di pesca per individuare una sporgenza in cui liberare facilmente il pesce.

Sviluppare delle abilità extra: Pescare solamente i pesci che ci interessano, magari cambiare la dimensione e il tipo di esca per catturare una sola specie, magari dalle dimensioni più grandi.

Utilizzare l’attrezzatura adeguata: Combattere con un pesce troppo a lungo ne aumenta lo stress. Più velocemente si rilascia un pesce, meglio è.

Usare un amo senza ardiglione: Questo è un tema molto discusso. Molti laghi di carpfishing vietano l’utilizzo di questi ami. Possono essere acquistati senza ardiglione oppure basta effettuare una piccola pressione verso il basso per ridurre al minimo il danno. A seconda delle dimensioni del gancio è possibile utilizzare le pinze per renderlo più liscio possibile.

Toccare il meno possibile il pesce: Meno si tocca un pesce fuori dall’acqua e più aumentano le chance di sopravvivenza. Idealmente, è meglio lasciare il pesce in acqua per non stressarlo ulteriormente. Comunque, utilizzando una culla, un retino a maglie larghe ed un materassino, si riescono a limitare i danni.

Bagnare le mani e l’attrezzatura: Se bisogna obbligatoriamente toccare un pesce, ci si deve ricordare di bagnare le mani, per non danneggiare la loro protezione. Inoltre, è possibile utilizzare dei guanti gommati, sempre bagnati, se necessario. A volte, se il pesce è molto agitato, si consiglia di bendare gli occhi per calmarlo.

Tenere la carpa in orizzontale: Anche per scattare una foto, è meglio far assumere al pesce una posizione orizzontale piuttosto che verticale. Con una mano va sostenuto il tronco, con l’altra bisogna tenere saldamente fermo il labbro inferiore.

Ossigenare il pesce: La parte più importante del C&R è il momento in cui il pesce va rilasciato in acqua. Generalmente saranno esausti dopo una lunga lotta, anche se non sempre. Se il pesce rimane immobile poiché incontra delle difficoltà a nuotare, dovrà essere rianimato. Mediante l’utilizzo della culla, rigorosamente bagnata, si dovrà far dondolare il pesce per alcuni secondi, per facilitare l’ossigenazione. I pesci più grandi potrebbero richiedere più tempo, durante il quale bisogna spostare la culla avanti e indietro per forzare l’acqua attraverso le branchie. Rilasciare infine il pesce quando è in grado di nuotare autonomamente.

Per concludere

Il Catch & Release è una tecnica che fortunatamente viene pratica sempre di più, in Italia e non. Condividendola, soprattutto tra i più giovani, c’è la possibilità di prendere più pesci e divertirsi ancora una volta con loro, rispettando la specie e tutta la natura in generale. Se anche tu ami la pesca e gli animali, impara queste tecniche e utilizzale la prossima volta che ti troverai a praticare l’hobby più bello del mondo.

Sito web: www.icarpfishing.it

Lorenzo Ricciutelli

Dicembre 2015

cattura e rilascio