Contro i barbari armati di motosega

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Contro l’alberofobia … e i barbari armati di motosega

Chi risponde alle nostre domande, stavolta, è un difensore degli alberi e del verde.

Il dr Alberto Colazilli, storico dell’arte, paesaggista, artista e studioso dell’arte dei giardini e del paesaggio, dal 2011 è presidente e cofondatore del Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus. È curatore e progettista di parchi e giardini, specializzato in restauro dei giardini storici e marketing culturale per i beni culturali e ambientali. È anche curatore del Parco dei Ligustri, un pittoresco giardino nella sua Loreto Aprutino (PE), nato da un ambizioso restauro paesaggistico.

 

Ci illustri il suo parere circa i benefici di alberi, grandi e piccoli, cespugli e siepi in città.

“Gli alberi e il verde urbano e ornamentale in generale sono estremamente importanti per la salute psicofisica delle persone e per il costante miglioramento della qualità di vita. Un’amministrazione comunale che sceglie di investire nel verde urbano sta facendo del bene alla salute dei propri cittadini: abbattimento dell’inquinamento, eliminazione delle polveri sottili e lotta costante all’”isola di calore” che è la principale causa di malattie cardiache e respiratorie nelle città nei mesi estivi. Gli alberi hanno la capacità di mitigare il clima urbano e renderlo vivibile attraverso l’evapotraspirazione; una buona copertura arborea in città va a combattere anche quel pericoloso “effetto canyon” che si sviluppa nelle metropoli densamente popolate e dove ci sono grossi agglomerati di palazzi, in cui la temperatura aumenta vertiginosamente in estate, con gravi problemi di inquinamento e stress psicofisico per i cittadini. Una città verde aumenta la felicità e la vitalità delle persone, grazie alle forme degli alberi, ai fiori e ai colori della natura che sono potenti antidepressivi naturali. Gli effetti positivi di una città verde si notano principalmente sui bambini che sviluppano una capacità cognitiva e una voglia di vivere maggiore rispetto ai coetanei che sono costretti a vivere in aree fortemente cementificate e degradate”.

 

Secondo lei quali sono le motivazioni che spingono gli amministratori comunali ad accanirsi con gli alberi urbani di viali, parchi e giardini?

“La gestione del verde urbano è una cosa seria e come tale dovrebbe essere affrontata con personale altamente specializzato. Purtroppo, tantissimi amministratori comunali sono completamente ignoranti sul tema delicato del verde cittadino, addirittura non lo considerano di primaria importanza o lo vedono come un problema, un costo difficile da affrontare per le casse comunali e questo spinge a trovare soluzioni estreme di cattiva gestione. Per tanti amministratori è più facile realizzare un parcheggio o una spianata in cemento che progettare un bel giardino con aiuole, fiori, alberi e cespugli. C’è una nuova malattia che affligge molti amministratori pubblici e cittadini in tutta Italia e si chiama “alberofobia”. Gli alberofobici vedono l’albero come un oggetto da dominare o da abbattere in quanto minaccia pericolosa.  Sono ossessionati dalle radici degli alberi, dal fogliame che sporca, dai rami che si protendono dentro le case minacciando finestre e interni. Sono impauriti dagli insetti, dagli uccelli che nidificano tra i rami, dai frutti che possono cadere sulle macchine o in testa. Questa malattia scaturisce da un grave appiattimento culturale di cui sono assolutamente responsabili i giornali, la televisione, lo stesso mondo del web che tendono sempre a demonizzare gli alberi a seguito dei disastri climatici.   L’albero è trasformato in un bene di consumo che non ha più un valore di ecosistema. Diventa un killer non appena cade su una macchina o uccide una persona. In realtà la pessima gestione del verde è la primaria causa di incidenti mortali e crolli di alberi”.

 

Dietro le capitozzature e le scrociature di alberi in città c’è solo l’incompetenza o anche la corruzione?

“La mala gestione degli alberi città è sempre il tragico risultato di incompetenza che molte volte si combina alla corruzione e alle tangenti. La moda del ribasso nelle gare d’appalto e i giochetti di palazzo per facilitare le ditte compiacenti penalizzano le professionalità di alto livello. Tutto a favore di orde di barbari armati di motosega che non sanno neanche cosa sia un albero. Poi è chiaro che i disastri non avvengono per caso. I danni d’immagine sono alla portata di tutti, la città diventa da subito una realtà degradata e i risvolti dannosi di questo decadimento si vedono anche sulla qualità della vita dei cittadini.  La gestione del verde dovrebbe essere qualcosa di assolutamente trasparente che deve fare del bene alla città. La potatura dovrebbe essere fatta solo da arboricoltori certificati o validi esperti di alberi che abbiano alle spalle una gestione del verde di qualità. Bisognerebbe mettere al bando una volta per tutte i “giardinieri della domenica” che provocano i peggiori danni nei giardini e nei condomini.  Un albero che viene capitozzato o irrimediabilmente rovinato diventerà un pericolo pubblico in caso di fortunali, vento forte o nevicate. La potatura e la gestione degli alberi è un lavoro a mio avviso estremamente serio su cui non si può certo improvvisare”.

 

Come si potrà ovviare a questi trattamenti selvaggi e gratuiti?

“Uno strumento importante per la gestione del verde è il “regolamento del verde pubblico e privato” che tutti i comuni dovrebbero redigere e far rispettare con decisione e durezza. Anche in questo caso si arriva spesso a situazioni paradossali in cui un regolamento del verde diventa un documento insignificante perché gli organi competenti sono assenti o indifferenti.  Se non si crea una nuova cultura dell’albero, la distruzione del verde in città continuerà senza sosta. Bisogna investire sull’educazione ambientale sin dalla scuola, formare da subito bambini che imparano ad amare e vivere il verde e il giardino, che vogliono sporcarsi le mani con la terra, tornare a giocare nella natura. Se si comincia sin dalla tenera età, con passione, ad approntare una seria educazione alla bellezza degli alberi si potrà a mio avviso spezzare la maledizione e ritornare a un sano rapporto tra uomo e creato”.

 

Come si potrà creare da zero la categoria dei buoni giardinieri e arboricoltori di città?

“I bravi giardinieri e arboricoltori sono quelli che hanno una sensibilità estremamente sviluppata verso gli alberi e la gestione del verde. Si tratta di figure professionali molto speciali che sono mosse primariamente dalla passione di fare del bene all’albero e all’ambiente. Devono essere raffinati conoscitori delle esigenze degli alberi oltre che bravi progettisti e manutentori di giardini. A mio avviso per creare questa tipologia d’élite di giardinieri e arboricoltori bisogna puntare su un’alta formazione che faccia un’attenta selezione: organizzare dei master di alto livello dedicati alla gestione del verde a cui possono partecipare solo allievi selezionati e poi corsi di aggiornamento obbligatori per gli addetti ai lavori”.

 

Nella difesa del verde come si piazza in Italia la sua Regione: l’Abruzzo?

“In Abruzzo la gestione del verde ha sofferto e continua a soffrire di molte situazioni difficili e di degrado. I professionisti validi sono ancora pochi e questa mancanza di figure competenti ha portato gravi danni al patrimonio arboreo. La pratica della capitozzatura, seppur dannosa, è ancora utilizzata in molte situazioni. La mia associazione ha dichiarato guerra alla capitozzatura degli alberi e si è trovata più volte a segnalare lavori fatti malissimo. Abbiamo denunciato sui giornali capitozzature lungo le strade e abbattimenti di alberi sani e bellissimi. Abbiamo anche acceso i riflettori sulla pessima gestione di molti giardini e parchi pubblici lasciati nel degrado”.

 

Ci dica qualcosa circa la sua Associazione: il Co.n.al.pa. Come è nato, si sta organizzando e quali sono le iniziative passate e in progetto?

“Il Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio è nato nel 2009 prima come movimento culturale-ecologista e poi come associazione Onlus impegnata nella tutela e valorizzazione di alberi, foreste e giardini. L’associazione si è subito fatta promotrice di un network per gli alberi e il paesaggio con cui cerchiamo di fare tanta cultura e informazione sulle problematiche relative al verde urbano e al paesaggio storico e naturalistico. Il Conalpa è formato da uno staff di validi esperti nel campo dell’ambiente, dell’arte, della cultura e della legislazione dei beni ambientali e proprio questo insieme di competenze ci permette di spaziare su argomenti svariati sempre in riferimento alla cura degli alberi. Il nostro sito www.conalpa.it   è stato arricchito di sezioni relative agli alberi nell’arte, i giardini nell’arte, la conoscenza scientifica degli alberi, l’importanza degli alberi in città, la cura degli alberi monumentali, le potature, il giardinaggio, legislazione e tutela oltre a sezioni dedicate alle foreste e ai boschi culturali. Il nostro network è diventato un punto di riferimento per gli amanti degli alberi e sono migliaia i visitatori che ogni mese visitano il nostro portale web in continuo aggiornamento, chiedendoci informazioni, collaborazione, aiuto e consulenze sui svariati problemi della gestione del verde. Inoltre, la nostra giovanissima rivista “Fratello Albero”, trimestrale dedicato agli alberi, giardini e paesaggio, sta avendo un importante successo, un valido strumento per fare cultura ed educare anche chi non conosce le problematiche del verde. Abbiamo organizzato numerosi eventi in cui sono stati piantati tanti alberi e progettato e realizzato giardini insieme alle scuole. Siamo a disposizione come consulenti per il verde per le amministrazioni comunali e gli enti che vogliono contattarci. Abbiamo anche contribuito a salvare diversi alberi monumentali grazie a una minuziosa campagna mediatica e conferenze tematiche”.

 

Come vede fra qualche anno la frontiera della difesa degli alberi? Chi la spunterà?

“Io penso che la battaglia per la salvaguardia degli alberi è appena cominciata. Tanto è stato fatto per formare una nuova coscienza civile che possa guardare al verde pubblico e privato con un certo interesse.  Le problematiche del verde vengono finalmente dibattute in tv, sui giornali e sul web è si tratta già di una grande conquista.  Ma solo questo non basta. Bisogna combattere con forza l’alberofobia, una piaga dilagante che si sconfigge solo con l’educazione agli alberi. Io penso che la battaglia più difficile la si dovrà combattere e vincere nelle scuole e nelle istituzioni: educazione ambientale e lotta senza quartiere agli amministratori pubblici incompetenti e alle ditte di macellai del verde. Anche la distanza che c’è tra le varie associazioni ecologiste, le associazioni di categoria, gli addetti ai lavori e la mancanza di un fronte unico sul problema del verde urbano rischiano di provocare gravi perdite in questa lotta per gli alberi. Un fronte unico e compatto potrebbe essere una soluzione a tanti problemi e potrebbe salvare molte “vite” arboree. Co.n.al.pa. è nato sotto lo spirito di unire e non di dividere e di fatto cerchiamo di collaborare con tutti gli addetti ai lavori. Ogni volta che si riesce a salvare un albero è sempre una grande vittoria che ci fa stare bene e ci rende felici”.

Eno Santecchia

Novembre 2015

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