Tutti vogliono studiare da noi

Print Friendly, PDF & Email

Nel centro di Luxor (Egitto), a lato dell’antico viale di sfingi  (2,5 km) che collegava l’antica Tebe con Karnak, il cui ripristino è iniziato sotto Mubarak, si trova un monastero francescano femminile dall’interessante storia. La sua origine è merito dell’archeologo italiano e filantropo che scoprì la tomba di Nefertari nella valle delle Regine. L’annessa scuola “A. Stoppani” gestita dalle suore Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria è molto apprezzata dalle famiglie locali.

Il racconto di sr. Josephine, di sr. Carmelita, del segretario della scuola sig. Antonio Samy e alcune mie ricerche ci riportano alla Luxor dell’Ottocento.

Mohammed Alì pascià, che governò l’Egitto per conto della Sublime Porta, dal 1804 al 1848 serbava gratitudine ai francescani perché lo avevano salvato in una situazione difficile quando era fuggito in Siria: si racconta che, per soccorrerlo, un frate avesse recapitato ai suoi amici un messaggio nascondendolo nei sandali. Era sua intenzione staccare l’Egitto dall’impero ottomano, che riteneva corrotto.

Nel 1884 il ventisettenne egittologo Ernesto Schiaparelli, che poi diventerà senatore del Regno d’Italia, si trovava a Luxor. Intuito che la presenza cristiana in terra musulmana poteva essere riconosciuta e stimata con le opere di pubblica utilità, due anni più tardi fondò l’Associazione Nazionale per Soccorrere i Missionari Italiani (ANSMI). Gli ospedali e le scuole di questo ente sono al servizio della fascia più povera e discriminata della popolazione.

Girando l’Egitto, Schiaparelli aveva visto tanti bambini orfani, anche a causa della peste nera, così decise di raccoglierli in questo stabile da lui fatto costruire. Ma non aveva nessuno che poteva curarsi di loro, cosi chiamò le suore del convento di Clot Bey, di fronte alla stazione centrale (Ramsis Station) al Cairo.

Sei consorelle partirono a bordo di una feluca dirette a Luxor; per risalire la corrente del Nilo di circa 900 chilometri impiegarono tre giorni e tre notti! A quei tempi le ferrovie erano riservate agli inglesi e per l’esercizio militare: gli egiziani e gli stranieri non potevano salirvi.

Fu così che nel 1889 Beata madre Caterina Troiani di Giuliano di Roma poté fondare questa missione con orfanatrofio. L’edificio era pronto e iniziò a ricevere bambini orfani e malati, provenienti dalla città e dai villaggi vicini.  Questa scuola italiana mista ebbe anche degli aiuti dal governo italiano. Annesso alla scuola, si realizzò un dispensario per i malati.  A quei tempi le suore insegnavano alle ragazze egiziane anche a cucire e ricamare.  La scuola era aperta ai bambini di Luxor.

Nel 1930 le infiltrazioni di acqua del Nilo avevano danneggiato le fondamenta, l’edificio fu ricostruito più basso, nel 1950 fu completata la scuola, con una maggiore capienza.

All’epoca in città c’era solo la scuola dei padri Francescani, l’abitato era molto più piccolo e attorno a questo monastero c’erano i terreni coltivati. Ad agosto la piena del Nilo arrivava fino all’argine della strada. Dagli anni Sessanta, con l’entrata in funzione della nuova diga di Assuan, il Nilo non ha più gli straripamenti che lasciavano sul terreno il fertile limo.

Con l’inizio della seconda guerra mondiale la direzione della casa passò completamente alle suore, per evitare complicazioni con l’Italia, paese belligerante. Durante quel conflitto gli italiani residenti in Egitto furono internati nei campi, p. Ambrogio Ridolfi, provinciale dei padri francescani, chiese al governo egiziano di usare il seminario francescano di Giza come luogo d’internamento per i connazionali, la proposta fu accettata e rimase fino alla fine della guerra. Il seminario fu trasferito ad Asyût.

La scuola mantenne la bandiera italiana fino al 1952, anno della rivoluzione di Nasser, quando fu assegnata completamente alle suore, fu cambiato il nome e tolta la dicitura italiana: restò solo francescana.

Dopo la seconda guerra mondiale, il monastero era asilo, scuola elementare e media; con il rimpatrio degli italiani da parte di Nasser gli alunni rimasero in pochi, circa una ventina per classe.

Fino agli anni Sessanta dello scorso secolo, nella zona di Hurgada ed El Quseir erano in funzione miniere di fosfati, dove lavoravano molte compagnie italiane, per un periodo in quelle zone frati e suore francescani portarono assistenza spirituale. L’industria italiana per l’estrazione dei fosfati di El Quseir fu impiantata nel 1911 ed è rimasta attiva fino al 1964.

Dal 1968, anno della contestazione giovanile in Europa, iniziarono ad aumentare le iscrizioni. Anche se dagli anni Settanta si aprirono numerose scuole statali, le famiglie di Luxor si presentavano numerose a iscrivere i loro figli nella scuola francescana. Oggi le iscrizioni sono aperte ufficialmente solo il mese di giugno, ma, di fatto, il periodo è prolungato. In Egitto il governo controlla il numero d’iscrizioni di ogni classe, anche nelle scuole private.

Coloro che hanno studiato in questa scuola preferiscono far educare i figli qui, apprezzano ciò che s’insegna: lo stile di vita, il rispetto e l’amore per il prossimo, la solidarietà e imparare a lavorare in gruppo.

I bambini di tutte le classi, cristiani e mussulmani, siedono a fianco senza differenze; durante la ricreazione formano dei gruppetti nel cortile seduti sopra a delle tovaglie, consumando insieme la merenda e socializzando. Imparano l’arabo, la storia, la geografia, il disegno, la matematica, le scienze, l’inglese, la musica, l’informatica, le religioni e svolgono ginnastica.

Sham el Nessim è una festa musulmana, di origine faraonica, quando si chiedeva la benedizione per far aumentare il livello dell’acqua del fiume; curiosamente ricorre sempre il nostro Lunedi dell’Angelo. Si mangiano uova, pesce salato, cipolle, quest’ultime vengono anche appese alle porte di casa per scacciare gli spiriti maligni.  Una suora mi fa notare che le cipolle egiziane hanno un sapore e un odore molto più forte di quelle italiane.

In Egitto le francescane di quest’ordine possiedono quattordici case, scuole, dispensario, attività pastorale ecc.; la casa generalizia si trova a Roma in via di Decima 90.

Le sorelle mi dicono: “Noi facciamo del bene a tutti, a chiunque bussa alla porta che ha veramente bisogno”. La gente di Luxor nella veste di “Divina Provvidenza” porta in convento carne, uova, formaggio, frutta, verdura e sabato pane, sì, perché secondo il costume locale il pane si fa il venerdì e il sabato.

Anche oggi la manutenzione del complesso scolastico e degli arredi richiede molti fondi e tempo.

Nel 2014 è stato festeggiato il 125° anniversario della nascita della Casa con Messa di ringraziamento e grande festa con alunni e familiari, alla presenza del vescovo locale, un rappresentante del Governatore e del Ministero dell’Istruzione … vi hanno partecipato tantissime famiglie di Luxor.

Questa scuola femminile ha circa 700 allieve, dall’asilo fino alla VI elementare, v’insegnano 35 insegnanti laiche, 12 collaboratrici e quattro suore. Gli alunni per ogni classe arrivano a 50 – 60 …. occorrerebbe un nuovo plesso più grande!

L’istituto ha anche diciotto bambine orfane, o con genitori in serie difficoltà, che sono gestite e finanziate grazie agli aiuti dei donatori. Le ospiti vanno dai sei ai venti anni, alcune frequentano la scuola media e secondaria fuori dal collegio. Non manca un piccolo, apprezzato dispensario aperto cinque giorni la settimana.

I numeri ci fanno comprendere l’ingente mole di lavoro di queste quattro attive sorelle francescane che dimostrano la fede, non con vuoti discorsi, bensì con i fatti e le attività volte all’istruzione, all’educazione e al benessere dei bambini. Per questo sono apprezzate e benvolute. Se non fossi capitato a far loro visita alla fine dell’anno scolastico, sicuramente non avrebbero avuto il tempo di conversare con me!

Eno Santecchia

Agosto 2015

DSCN8730_007