Aquino. Arco di Marcantonio

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L’arco di Marcantonio guarda Interamna

Da molto tempo si ritiene che la strada, che nell’antichità collegava Aquinum con Interamna, diramasse dalla Via Latina a poche decine di metri dalla Porta Capuana, sul lato destro di questa per chi guarda da oriente.

Indubbiamente nel lontano passato una via in questo luogo è probabile che ci fosse, come d’altronde anche oggi c’è una stradina molto stretta, tortuosa e disagevole, probabilmente di epoca tardo-medioevale.

Ma è opportuno evidenziare che il fondo di questa stradina resta più in alto rispetto al piano della Via Latina, da cui si diparte, ed è costituito da materiale di riporto di antica edilizia. Inoltre in essa non si ravvisano elementi riferibili ad un fondo di strada normale, simili a quelli del tratto della via Latina tuttora evidente e agibile fino agli anni Cinquanta – Sessanta; infatti fu allora che venne costruita la sua parallela asfaltata da cui fu sostituita.

Alcuni studiosi hanno ritenuto questa stradina l’inizio della via che conduceva ad Interamna, ma alla luce di nuove cognizioni scaturite da studi approfonditi, dall’osservazione attenta e critica, nonché da sondaggi praticati in loco, si può ritenete probabile che, al contrario, la vera via per Interamna iniziasse nelle prossimità dell’arco, detto di Marcantonio. È il monumento stesso che, in tutta la sua imponenza, maestosità e freschezza artistica, con il suo orientamento verso sud-est e il particolare posizionamento sulla Via Latina, sta lì a suggerirci in maniera molto attendibile che la via in questione partisse dalle sue immediate prossimità e, piegando verso il sito dell’attuale Chiesa della Madonna della Libera, proseguisse verso sud-est, alla volta della colonia romana.

Infatti l’arco, che è a cavallo della Via Latina nel versante nord-est, rimane di sbieco rispetto a questa nel tratto con cui prosegue verso Cassino, guardando a sud-est invece che ad est. Questa sua particolare posizione induce a pensare che esso fosse il punto di focalizzazione di due “direttrici”, cioè quella relativa alla indiscussa Via Latina, il cui tratto or ora menzionato costituisce ormai da secoli la gora della sottostante industria cartacea, una volta mulino, e quella relativa ad Interamna.

Il punto di convergenza delle due strade, che potrebbe configurarsi a forma di ipsilon, molto verosimilmente veniva a formare un ampio largario con adiacente, come sembra ormai certo, un tempio dedicato a Ercole Liberatore, sulle cui rovine, in epoca medievale, fu edificata l’attuale Chiesa della Madonna della Libera.

La scelta di questo luogo per la realizzazione del monumento non fu certamente casuale, trattandosi (niente di meno!) della costruzione di un arco onorario per il triunviro Marcantonio, come vuole la tradizione, in occasione del suo passaggio in Aquino. Difatti il suo sorgere su un poggio, l’ampio spazio ad esso davanti, il tempio, che di per sé infondeva festosa solennità, rendevano a pieno l’effetto della magnificenza necessaria e dovuta nel gesto di onorata accoglienza al grande Triunviro.

Non si sottovaluti, per altro, lo stesso ampio spazio che veniva a determinarsi nel confluente delle due strade, molto utile al concorso numeroso, in questa particolare circostanza, del pubblico di Aquino e di altra provenienza.

Forse la mia ipotesi testimonia soltanto un ottimo gioco di fantasia, ma è innegabile che, chiunque osservi il monumento possa constatare che esso per il punto e la posizione in cui si trova, guardi in due direzioni, realtà che andrebbe studiata con grande impegno da persona specificatamente competente.

Per questa ragione la mia osservazione, che risale a decenni orsono, l’ho fatta conoscere a tanti miei amici ugualmente appassionati alla storia e all’archeologia aquinate, per offrire loro l’occasione di dare un contributo, diretto o indiretto, allo studio e all’approfondimento della questione, sì da potersi comprendere se una connessione tra l’Arco di Marcantonio e la via per Interamna sia soltanto fantasia o realtà accertata.

Tante sono le persone che ho messo a conoscenza di questa e di altre mie osservazioni di ordine storico, archeologico, idrico-ambientale ed etnologico; ma quelli in cui ho riposto considerevoli speranze sono Angelo Nicosia, Costantino Ladecola, Antonella Di Gennaro, Filippo Materiale, Grimoaldo Di Sotto, Giovanni D’Orefice e Giovanni Murro a cui nell’agosto 2009, durante una visita ai primi scavi nell’area archeologica di Aquinum, in territorio di Castrocielo, raccomandai di riportare in qualche sua opera le mie intuizioni, tra cui questa sulla via per Interamna e “Il Sole e le Porte di Aquinum”.

Da allora è trascorso del tempo e non … ma sono ancora fiducioso che prima o poi il mio desiderio sarà soddisfatto.

Antonio Di Sotto

Agosto 2015

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