Video che passione

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Francesco Quacquarini è un caldarolese vissuto tanti anni a Milano; il suo lavoro tecnico lasciava ben poco spazio alla fantasia e alla creatività, alle quali diede sfogo realizzando video.

Amava il cinema sin da piccolo, la passione per i documentari nacque vedendo “Europa di notte” un film documentario di Alessandro Blasetti, sui locali caratteristici d’Europa. Quella per i film invece alle proiezioni nel teatrino dell’oratorio Cristo Re di Caldarola.

Nel 1971 iniziò la sua attività di documentarista paesaggista e sociale, free lance, durante i viaggi. Girò tutta l’Europa da Capo Nord a Istanbul e Gibilterra con escursioni in Tunisia e Marocco. Tra le città europee Francesco preferisce San Pietroburgo, Budapest e Stoccolma, ritiene che in quest’ultima il tardo gotico sia ben coniugato con il moderno, mentre in altre città la rottura sia netta.

Oltre ai suggerimenti dei soci del cine club, per le tecniche ha studiato da autodidatta e con maestri come Renato Angelini, già cameraman della RAI, per la fotografia Giorgio Piras operatore dell’americana CNN e della BBC, con all’attivo reportage anche in Vietnam. Il montaggio lo apprese da Donato Sironi, aiuto regista e montatore provetto.

La passione aumentò quando conobbe Pellegrino Testa (già capitano di lungo corso nato a Genova) all’epoca collega di lavoro che riparava le cineprese a pellicola, membro del cineclub “La corona ferrea di Monza”, che Francesco frequentava.

Francesco apprezza molto il lavoro svolto dal direttore della fotografia, che si occupa dell’impostazione scenica delle luci, senza, le foto e le riprese sarebbero pessime. Le prime riprese ha utilizzato pellicola Super 8, poi è passato alla 16 mm e, in ultimo, al digitale.

Ricordiamo alcune sue opere. Il primo film fu “La più bella foglia d’autunno” (1982), girato a Monza e in Brianza in quasi tre anni di lavorazione, del quale Quacquarini scrisse la sceneggiatura, in collaborazione con Pellegrino Testa. È la storia di una bambina e della gattina Miù, con critica alla società dei consumi e alla scalata sociale. Poi passò ai servizi e documentari tecnico-commerciali di vari argomenti, con diverse aziende, per la maggior parte straniere.

“Enigma” è un cortometraggio di 29 minuti tratto dall’album dell’omonima band inglese; seppure scelto, non fu possibile presentarlo al Rimini Festival nel 1996, per gli elevati costi dei diritti d’autore richiesti dalla Virgin, casa discografica inglese.

Una delle sue opere più importanti è stata “Il Dubbio” (1999), un cortometraggio, dove la razionalità di un ragazzo viene meno per l’inserimento nella sua vita di una donna di opposta mentalità.

Per quanto riguarda l’attualità moderna in chiave comico-brillante. “Il debito”, presentato nel 1998 al Fano Film Festival, narra di un accanito giocatore ed è basato sull’ingratitudine tra un avo e il nipote. Della “Corda tesa”, dove due donne insoddisfatte della convivenza complottano per liberarsi dei rispettivi mariti, Quacquarini ha curato il soggetto e la sceneggiatura. “La Promozione”, con quattro giovani interpreti femminili, narra di un giovane giornalista arrivista che, pur di far carriera, asseconda le avances della matura proprietaria della casa editrice.

“La più bella della vetrina”(2002), per la regia della lituana Swietlana Balsan, narra della figura e del ruolo della modella, Francesco eseguì il montaggio.

Tra i suoi documentari: Gli Etruschi (realizzato in Toscana, Lazio e Umbria), I Colori della Puglia, I Templari nelle Marche, quest’ultimo ha avuto due passaggi su Video Tolentino. E nel 2010 il cortometraggio sul compianto scultore caldarolese Franco Falcioni.

Eno Santecchia

Agosto 2014

Articolo di stampa

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