Monte San Martino e Antonio Millozzi

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Cittadino di Monte San Martino, Antonio Millozzi può vantarsi del titolo MBE concessogli dalla Regina Elisabetta II.

Monte San Martino (MC) è uno dei cinque comuni del Maceratese, al confine con il Fermano, oggi facente parte del percorso turistico (lungo circa 70 chilometri) denominato “l’Anello dei Crinali” www.anellodeicrinali.it

Antonio sostiene che il suo, come altri comuni della zona pedemontana, negli anni 1960-70 ha subito un forte spopolamento. Molti agricoltori locali, non essendo legati al fondo poiché mezzadri, emigrarono verso la costa del Fermano e dell’Ascolano per lavorare nell’industria calzaturiera. Mentre i genitori continuarono a lavorare la terra, i figli, dapprima assunti come dipendenti, in seguito hanno creato delle piccole aziende calzaturiere.

Il filo delle sue vicende biografiche ci riconduce ai terribili anni 1940-44.

Orfano di guerra, il padre Giuseppe, fante del Regio Esercito, era caduto il 14 febbraio 1941a Berat (Albania), Antonio trascorse la sua gioventù fino a venti anni, prima in un collegio civile a Collestrada (Perugia) e poi presso il convitto dell’Istituto Tecnico Agrario di Fabriano.

Ha lavorato per trentotto anni al Comune come impiegato, è stato tanti anni presidente della Pro Loco, della Società Operaia di Mutuo Soccorso e referente locale dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in guerra. Ciò gli ha consentito di calarsi nella realtà storico-culturale locale e permesso di conoscere altri appassionati di storia dei paesi vicini. Nel tempo la passione per le ricerche e gli approfondimenti è aumentata.

È stato cofondatore della “Casa della Memoria” di Servigliano, un’associazione nata nel 2001 che cura le ricerche intorno all’ex campo di concentramento e sulla storia del Novecento www.casadellamemoria.org

Quel campo fu creato perché era un luogo servito dalla linea ferroviaria Porto San Giorgio – Fermo – Amandola e lontano dai centri industriali. Fu usato dal 1915 al 1955 per prigionieri austro ungarici, alleati, del Commonwealth, ebrei e, in ultimo, profughi dalmati.

Antonio ha curato memoriali scritti da ex prigionieri inglesi e collaborato anche alla stesura alcuni volumi di storia, fornendo notizie e fotografie. Nel suo studio conserva una raccolta di libri sulla seconda guerra mondiale e video registrazioni delle testimonianze rese da ex prigionieri di guerra.

La sua abitazione (risalente al 1400) fino al 1973 era di proprietà della famiglia Papi, proprietari terrieri di circa sessanta ettari; nella loro cantina la vinificazione durava un mese. Una botte di quercia, ceduta piena, conteneva vino cotto di ben 105 anni.

In quella stessa cantina, conservata com’era all’epoca, ha realizzato il piccolo museo sul vino cotto e altro denominato “La cantina dei Papi”.

Il vino cotto è una bevanda usata nelle Marche meridionali e in Abruzzo del nord. In quelle zone la produzione di uva era spesso eccessiva, ma la qualità mediocre, quindi si preferiva cuocere il vino nelle caldare di rame per stabilizzarlo, evitare alterazioni e conservarlo più a lungo. Non è sofisticabile e con l’invecchiamento in botti di quercia migliora.

Dal 1960 per rivedere i luoghi della sua guerra visitò l’Italia e Monte San Martino mr. James Keith Killby, ex soldato inglese della sanità, prigioniero di guerra fuggito, dopo l’8 settembre insieme ad altri, dal campo di concentramento di Servigliano. Dopo la fuga era stato accolto dalla gente del posto, vestito di abiti civili, sfamato e nascosto.

Antonio sostiene che i contadini definiti: “Eroi senza armi”, sebbene poco istruiti e non conoscessero le lingue, accolsero generosamente quei militari in fuga dai nazifascisti, sfamandoli e nascondendoli in grotte, pagliai e stalle; i bambini avevano l’incombenza di rifocillarli.

Mr. J. Keith Killby oggi ha 98 anni e vive a nord di Londra, nel 1989 volle fondare, con l’aiuto di Antonio, la “Monte San Martino Trust”, fondazione benefica che concede borse di studio in Inghilterra ai giovani italiani i cui avi diedero aiuto a ex prigionieri in fuga. Fino ad oggi sono state assegnate circa 460 borse di studio. Antonio, referente in Italia, cura i rapporti della fondazione con le scuole e raccoglie le adesioni.

L’attività di quella fondazione ha fatto comprendere ad Antonio, vittima civile indiretta, che doveva contribuire a quella giusta causa testimoniando gli orrori e i disastri della guerra.

Va ricordata la calorosa accoglienza riservata l’8 settembre 2013 all’ambasciatore britannico in Italia e San Marino, invitato dall’Amministrazione comunale in occasione del 70° anniversario della firma dell’armistizio. La sala delle conferenze della pinacoteca mons. Armindo Ricci è stata intitolata alla fondazione “Monte San Martino Trust” di Londra. Per i 25 anni di attività come referente in Italia del Trust, la Regina Elisabetta II ha concesso ad Antonio Millozzi l’onorificenza di Membro Onorario dell’Ordine dell’Impero Britannico (MBE).

Voglio spezzare una lancia in favore di questi appassionati di storia locale (e di altre discipline) che hanno impiegato anni a raccogliere, ordinare e divulgare tasselli di vita del passato. Ogni oggetto ha una storia, è stato faticosamente ricercato, raccolto e in qualche modo catalogato, oggi è fruibile da studiosi, ricercatori, studenti e turisti.

Va assolutamente valorizzato il lavoro intellettuale di questi studiosi e ricercatori che, con tanta pazienza e umiltà, hanno dedicato la loro vita alla memoria.

Questi studiosi non possono essere abbandonati a se stessi, qualche autorità o ente dovrebbe supportarli, mediante servizio civile, stage, o forme di volontariato, anche di pensionati. Le preziose collezioni di chi non ha eredi, neanche spirituali, potrebbero essere acquistate da chi vuota cantine e soffitte, per finire indegnamente nei negozi di rigattieri in Italia o all’estero. Con ciò andrebbe perso una parte del nostro patrimonio marchigiano. Al riguardo Antonio ricorda: “Chi non conosce la storia è destinato a riviverla”.

Quando andate a Monte San Martino visitate:

– Chiesa di San Martino vescovo, con i polittici dei pittori veneziani Carlo e Vittore Crivelli (XV secolo).

– Pinacoteca civica con i dipinti della collezione mons. Armindo Ricci (1668).

– Chiesa e convento di S. Agostino con decorazioni di Vincenzo Pagani, pittore originario di Monterubbiano.

– Arco del Tornello, antica porta castellana risalente al XIII secolo.

– Palazzo Urbani (1459), nobile famiglia del luogo.

– Chiesa Madonna delle Grazie, un antico lazzaretto, su prenotazione.

– Monastero delle Benedettine (visitabile esternamente) con l’adiacente antica porta Coccione.

– E … ovviamente la Cantina dei Papi (con punto informativo del Monte San Martino Trust), accesso in vicolo del Pestrino (frantoio). Raccoglie oggetti e utensili per la casa e della vita in campagna nell’Ottocento e Novecento.

Indirizzi Internet Fondazione:

www.msmtrust.org.uk

http://web.tiscali.it/montesanmartinotrust

Eno Santecchia

Settembre 2014

Il museo "La cantina dei Papi"

Il museo “La cantina dei Papi”