Altra Penna San Giovanni

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Il sig. Alberto Vitali, fotoamatore evoluto, già assessore e vicesindaco di Penna San Giovanni (MC), fondatore e gestore del sito web www.altrapenna.info “una voce fuori dal coro”, risponde ad alcune domande.

Come sono nate le passioni per la fotografia e la politica locale?

“Agli inizi degli anni ’60, non ricordo se per la cresima o per la prima comunione, una zia (che fu per me quasi una seconda madre) mi regalò un Bencini Koroll II, macchina fotografica tutta italiana, con obiettivo fisso 55 mm, formato 120. Successivamente, quando frequentavo le superiori, con i pochissimi risparmi che riuscivo a metter da parte, acquistai una Agfa Iso Rapid I (che ancora conservo), tedesca, formato 35 mm, con obiettivo 42,5 mm, sempre fisso. Questa macchina diventò una compagna inseparabile negli anni del Magistrale a San Ginesio. Il mio “archivio” conserva ancora svariate stampe di quel periodo: l’ora di ginnastica, scorci del “Colle” di San Ginesio con compagni di scuola, foto di gruppo di gite scolastiche. Col passare del tempo (e con qualche liretta di più a disposizione) passai alla mitica fotocamera russa Zenit E e poi alla più “moderna Zenit TTL. Fu poi la volta di una Olympus OM 1n e di una Pentax ME Super, vinta in un concorso fotografico. Nel frattempo mi ero attrezzato con una serie di ottiche e mi facevo da solo sviluppo e stampa dei negativi, utilizzando come camera oscura un sottoscala in cui riuscivo a malapena a muovermi. Nel frattempo casa mia si riempiva, oltre che di scatole colme di stampe, di diapositive a colori, fino a riempire un intero scaffale che ne accoglieva più di seimila. Attualmente uso una Nikon digitale e 3-4 ottiche di varie focali, ma la predilezione per l’analogico ed il “manuale”, nonostante il dominio totale dell’elettronica, mi è sempre rimasta dentro.

Il discorso sulla passione politica, in generale, nato nelle aule dell’“Alberico Gentili” e proseguito all’Università di Urbino durante gli anni di Sociologia, sarebbe troppo lungo ed esulerebbe dalle ragioni di questa intervista. Posso solo dire che la mia collocazione politica è stata sempre a sinistra, da quella allora definita “estrema”(militanza nel “Manifesto”), al PCI di Berlinguer, partito in cui ho ricoperto cariche a livello locale (segretario di sezione per circa 25 anni), provinciale e regionale. Per quanto riguarda invece la politica locale, bisogna risalire al 1978, (anno in cui fui eletto nella lista “Tre Monti – Concentrazione Democratica Pennese”, guidata dal defunto sindaco Giacomo Scipioni) con il ruolo di assessore effettivo. Nel 1979, a seguito della morte di Scipioni, l’amministrazione subì una specie di “rimpasto” (la legge allora non prevedeva il ritorno alle elezioni) e il consiglio comunale votò come sindaco Fernando Quinti ed il sottoscritto assunse la carica di vicesindaco”.

Cosa è stato fatto – in generale – dalle amministrazioni comunali dal dopoguerra?

“Non sono in grado di rispondere compiutamente alla domanda in quanto, come già detto, il mio “interesse” alla politica locale ha inizio soltanto nel 1978. Per quanto riguarda il periodo1978 – 1993, ossia i 15 anni di “governo” a Penna San Giovanni (la coalizione di cui facevo parte fu riconfermata per 3 elezioni consecutive) posso senz’altro affermare, senza alcun intento autocelebrativo e come possono confermare numerosi cittadini pennesi e non, che sono stati anni di grande fermento sociale, culturale e politico (nel senso etimologico del termine). Fu istituita (1982) la scuola materna statale, il Centro Sociale di Educazione Permanente e il Corso di Educazione Musicale (entrambi previsti da legge Regionale) con l’allestimento di appositi locali, attigui alla sede delle Elementari. Il Centro Sociale fu dotato di (allora) moderni sussidi audiovisivi (tv, videoregistratore, ecc.) e creata all’interno una aggiornata mediateca (videocassette VHS). Si iniziò anche a costituire una qualificata biblioteca, acquistando diversi volumi (enciclopedie, classici, letteratura straniera, storia dell’arte, ecc.), furono attivati abbonamenti a riviste specifiche sull’ambiente (L’Airone, Natura Oggi, ecc.). Grande attenzione venne dedicata alla politica scolastica, coinvolgendo docenti (ricordo la grande disponibilità del preside Adelino Montanari) ed alunni in qualificate iniziative promosse dal Comune (dibattiti, conferenze, visite guidate). Tanto per citarne solo alcune: “La giornata della Pace “, “La giornata dell’Ambiente” la “Festa degli Alberi” “Le Marche per la Palestina” (promossa dalla Regione Marche e sviluppata localmente con una raccolta di giocattoli per i bambini palestinesi, una conferenza ed uno spettacolo finale a cui presero parte gli alunni delle elementari che si esibirono in Teatro con una canzone dei “Nomadi”, accompagnati dagli stessi elementi del famoso gruppo https://www.youtube.com/watch?v=DOY2z0FPTK0 ”.

Per quanto riguarda la politica turistica, si diede vita all’“Estate Pennese”, una serie di eventi a carattere musicale e folcloristico (con la presenza di valenti formazioni musicali classiche e di musica leggera, gruppi tradizionali del Giappone, Malesia, Finlandia, Spagna, Cile, Russia, ecc.) che raccolse la partecipazione ed il plauso di una vastissima platea di turisti e di cittadini dei centri limitrofi. Sempre agli inizi degli anni ’80 si organizzarono i primi “Soggiorni estivi per la terza età”, con la partecipazione di decine di pennesi che potevano trascorrere due settimane di vacanze nella località balneare di Riccione. Il fiore all’occhiello della nostra amministrazione, resta senz’altro l’aver lavorato alacremente, tra mille difficoltà, e portato a termine l’ambizioso progetto partito già con la prima amm.ne comunale “Tre Monti” (1972-1978, durata 6 anni anziché 5 in virtù di un decreto di “prorogatio”): il restauro del Teatro Comunale. Un cenno meritano anche la definitiva realizzazione del campo di calcio comunale, il restauro conservativo – con tecniche allora d’avanguardia – delle mura storiche, la realizzazione di camminamenti muniti di staccionate in legno di castagno (ancora in parte presenti) nei percorsi che conducono alla parte sommitale del nostro parco pubblico, il cosiddetto “Monte””.

Secondo la sua opinione, cosa invece poteva essere fatto di meglio?

“Con i mezzi finanziari di cui allora si poteva disporre, , senza alcun atteggiamento di “sufficienza” e pur con qualche “fisiologico” limite, nei 15 anni passati a servizio della comunità pennese, ritengo che di più non si potesse umanamente fare”.

Come si potrebbe valorizzare meglio Villa Saline?

“Per Villa Saline, alla luce della grave situazione del bilancio comunale, non imputabile all’attuale sindaco (la Corte dei Conti, a dicembre 2012, ha fatto rilevare “gravi irregolarità” nella gestione della precedente Amministrazione), è indispensabile un consistente apporto economico di privati per qualsivoglia progetto da realizzare nella zona. Ovviamente ogni intervento, considerata la peculiarità ambientale del luogo, ricco di essenze rare e protette, andrebbe affidato a seri professionisti e non ai soliti “cacciatori” di situazioni economicamente … appetibili”.

Come procedono la condivisione dei servizi e gli interscambi culturali con i Comuni vicini?

“Questa è una domanda a cui potrebbe rispondere più dettagliatamente il Sindaco. Come semplice cittadino posso solo costatare che Penna sta attraversando un pesante momento di “isolamento” rispetto ai Comuni viciniori”.

Come pensa si potrà superare – a livello locale – l’attuale impasse?

“Come ho già precisato sull’argomento di Villa Saline, con questi “chiari di luna”, non vedo nell’immediato grandi possibilità. Personalmente, le rispondo con una battuta del grande e compianto regista Monicelli in una intervista di qualche anno fa: “Una bella botta di rivoluzione”. Ossia: bisogna scrollarsi dalle spalle superati e fatiscenti modelli culturali e sociali – adottati e diffusi da chi ha avuto la responsabilità del governo locale negli ultimi 20 anni – e che hanno ormai pervaso larga parte dei residenti, osare anche ciò che può sembrare impossibile o “futuristico”, dare voce a quella (ahimè minoritaria) “fetta” di giovani che, in molti casi, hanno avuto modo di esprimere idee e proposte innovative che, nel migliore dei casi, sono restate inascoltate se non, addirittura, irrise”.

Lei dice che i problemi naturalistici sono il male minore, quali sono allora i problemi più pressanti da affrontare subito?

“Mai affermata una cosa del genere (sono andato a controllare quanto le ho scritto precedentemente in merito!).Volevo soltanto farle notare come, di fronte ai “macigni” che gravano sulla nostra realtà, quelli che lei definisce “problemi naturalistici” e che, in parte, mi trovano in sintonia, purtroppo finiscono per scivolare sullo sfondo della scena rischiando di diventare, mi permetta una similitudine … fotografica, sfocati o “illeggibili””.

Sui tronchi e i rami degli alberi del parco alto, ma anche in altri, lungo i viali, sono scritti indelebilmente decenni e decenni di scrociature e capitozzature. Di certo non è un bel biglietto da visita turistico! Per cancellare quelle potature esagerate e sbagliate ne volete abbattere gran parte e ripiantarne di nuovi? O volete lasciare la sommità brulla, magari per valorizzare le mura, come hanno fatto a Camerino?

“Mi permetta ancora di dirle, con garbata ironia, che l’uso del “voi” in queste domande, escluso che voglia essere un nostalgico richiamo a tempi passati oscuri e catastrofici, appare fuori luogo. Infatti se, intende avere risposte legittime, giri i quesiti a chi, attualmente, ha il ruolo istituzionale ed il potere di … disporre. Così potrà forse conoscere quali siano (e se esistano) intenti o progetti inerenti le sorti degli alberi del nostro Parco”.

Eno Santecchia

Settembre 2014

Portarella

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