Chi era Gregorio Picca

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Nel salone Clemente VIII del palazzo Pallotta, il 25 gennaio 2014, è stata inaugurata la biblioteca comunale di Caldarola.

Sono intervenuti il sindaco dott. Mauro Capenti, il dott. Daniele Salvi dell’Assessorato alla Cultura della Regione Marche, la dr.ssa Angiola Napolioni, già direttrice della Biblioteca Nazionale di Macerata, la prof. ssa Fabiola Scagnetti, dirigente il locale Istituto Comprensivo.

La realizzazione della piccola biblioteca, dotata di una base di circa 2.600 volumi grazie a varie donazioni (oltre ad opere più vecchie in deposito), è stata possibile per i fondi reperiti dai compianti onorevoli Massimo Vannucci di Macerata Feltria e Roberto Massi Gentiloni Silverj. L’onorevole Vannucci è stato membro della commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati, l’onorevole Massi è stato vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata e presidente della Fondazione Giustiniani Bandini dell’Abbadia di Fiastra.

La dirigente scolastica ha manifestato la sua soddisfazione per la nuova nata, valido strumento di educazione. Daniele Salvi ha letto un brano dell’onorevole Vannucci, rimarcando l’importanza di una biblioteca anche nell’epoca di Internet.

Questa prima biblioteca pubblica caldarolese, in qualche modo, erede del Centro Sociale di Educazione Permanente e del vecchio Circolo di Lettura e Conversazione, trova posto all’angolo nord del cinquecentesco palazzo Pallotta.

L’operatrice bibliotecaria dr.ssa Admira, dipendente della Cooperativa Pars di Civitanova Marche, sta già organizzando iniziative didattiche e d’intrattenimento con i ragazzi delle scuole.

La biblioteca è stata intitolata a “Gregorio Picca”, ma tante persone si sono chieste: “Chi era costui?”.

Gregorio Picca nacque a Caldarola nel primo quarto del XVI secolo e visse a Roma e nelle Marche, giureconsulto, oratore, teologo, poeta, avvocato del Comune e rettore di un istituto di beneficenza, nel 1582, insieme con altri giuristi, redasse gli statuti di San Ginesio e nel 1586 quelli di Caldarola. Con la benevolenza del cardinale Evangelista Pallotta svolse qualche incarico nella sede pontificia. Il prof. Rossano Cicconi ritiene che il Picca possa essere scomparso a San Ginesio.

Picca diede alle stampe una decina di pubblicazioni in versi e in prosa nelle tipografie di Roma, di Macerata e anche di Milano tra cui uno sulla vita del papa marchigiano Sisto V (Felice Peretti 1520 – 1590).

Tra le sue opere: “Rime in lode della santità di N. signor papa Paolo 3” (1555), “Discorsi nella vanita del carnevale …” (1582), “Della varieta della conditione humana” (1587) in due volumi, “Il dispiacere de’ mondani piaceri” (1587), in forma di dialogo nel quale scrive dei vani piaceri terreni e “Oratione per la guerra contra turchi a Sisto Quinto” (1589).

“Della varieta della conditione humana” e “Discorsi nella vanita del carnevale” sono conservati alla biblioteca Valentiniana di Camerino, altri a Roma, Fermo e Firenze.

Eno Santecchia

Marzo 2014

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