Un libro è sempre un libro

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Un ambulante di libri ci aiuta a comprendere com’è cambiato il commercio nel suo settore negli ultimi decenni, da ventidue anni si occupa in forma itinerante della vendita di volumi fuori catalogo, esauriti, rari e usati. Integro le sue riflessioni con qualche dato tratto dal Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2012 dell’Associazione Italiana Editori (AIE).

Il suo mestiere è mutato profondamente, quando avviò l’attività, esponeva con la sua bancarella alle fiere nel Centro -Nord Italia caricando e presentando una gran quantità di volumi. All’epoca non esistevano le librerie Remainder (a metà prezzo), il mondo dell’editoria era diverso, si vendeva di tutto e bastava portare una trentina di titoli, invece oggi ne occorrono migliaia.

Anche il lettore è cambiato, è più esigente, cerca di risparmiare, secondo il nostro intervistato i lettori (assidui) sono una parte marginale del pubblico, una minoranza. 25,9 milioni d’italiani leggono almeno un libro l’anno, ma solo il 15,1% ne legge uno il mese; ritengo che le donne rimangano ottime lettrici.

Oggi sono diverse le modalità di scelta e acquisto: il cliente non osserva i volumi esposti, ma ne cerca qualcuno che non è riuscito a trovare altrove. Ogni persona ha uno specifico interesse, qualsiasi volume, anche non importante, ha qualche lettore cui piace: la vendita online soddisfa l’utente e rivaluta quel libro che potrebbe sembrare insignificante.

Il settore editoriale, che aveva mostrato un andamento anticiclico (migliorava nei momenti peggiori), si è allineato alla crisi generale (- 8,7% primi nove mesi del 2012); l’unico elemento positivo è l’aumento dei titoli, oggi a quota 63.800; l’editoria italiana continua a conseguire grande successo internazionale nel settore libri per ragazzi. Negli anni sono proliferate le case editrici (2.225) anche piccole, alcune lavorano su commissione.

Il libro è stato uno dei primi oggetti a essere venduto per corrispondenza, la scelta su un catalogo e la consegna a domicilio hanno sempre agevolato notevolmente chi abita in luoghi periferici. Da anni la vendita di libri si sta orientando verso il commercio elettronico (9,7% dei canali di vendita, con un aumento del 14,2% nel 2011), le librerie online consentono al lettore di reperire facilmente titoli rari, introvabili altrove.

In America la vendita di libri elettronici sta crescendo notevolmente, in Italia è giunto nel 2009, ma si è diffuso nel 2010, oggi è allo 0,9% dei canali di vendita, con circa 31.615 titoli.

Secondo una ricerca eseguita da Jakob Nielsen è risultato che la lettura sullo schermo di un monitor è più lenta del 25 per cento rispetto a quello di una pagina stampata. Sembra che leggere con gli e-reader si avvicina di più alla comodità di leggere un libro cartaceo.

Indipendentemente dai metodi di vendita, per svariati motivi i libri non scompariranno a breve per far posto agli e-book leggibili sui dispositivi digitali. Poi quello che conta non è il formato, bensì la diffusione di quanto è stato scritto.

Il nostro intervistato ritiene che una pubblicazione crea sempre un punto fermo sul pensiero di un periodo ed è testimone dei cambiamenti sociali e di costume.

Il suo lavoro comporta anche un’accurata ricerca e raccolta di testi di qualsiasi epoca, possibilmente fuori dal circuito convenzionale e commerciale; ha notato che la vendita online si rivolge in prevalenza a interesse e uso specialistico.

Gestire una bancarella è faticoso, il peso dei volumi richiede energia fisica, prenotare uno spazio espositivo in una fiera è sempre più costoso (TOSAP) e difficile a causa d’impedimenti burocratici. Negli anni è diminuita di molto l’utenza nei centri dell’entroterra, oramai conviene muoversi in ambiti più mirati e motivati culturalmente.

Ora il nostro esercente vende su Ebay e Amazon, richieste di libri gli giungono da tutto il mondo, purtroppo le spedizioni all’estero non sono affatto economiche.

Eno Santecchia

Agosto 2013

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