Ricerca di percorsi scomparsi

Print Friendly, PDF & Email

Non tutti sono in grado o non vogliono affrontare lunghe e difficili escursioni, ma anche quelle brevi riservano le loro sorprese. Ripercorrere sentieri e strade scomparsi non è davvero facile: purtroppo luoghi riportati sui vecchi documenti e sulle carte dell’Istituto Geografico Militare oggi non sono più facilmente raggiungibili.

Giunti non troppo distanti dalla meta prefissata capita di trovarsi davanti a un muro d’inestricabile sterpaglia e cespugli coi rovi che strappano i vestiti e causano punture poco piacevoli. Per procedere ci vorrebbe il machete come si usa nella foresta pluviale, la nostrana roncola (un falcetto con il manico lungo) o un decespugliatore con il pericoloso disco metallico, ma anche idoneo abbigliamento. Parliamo di due casi.

La vecchia strada Colbottoni – Cessapalombo è impossibile da ripercorre per intero nei due sensi, molto prima del ponte crollato posto nei pressi dell’edicola dell’Impollata. Non si riesce ad arrivare vicino a questi due obiettivi di storia locale per sterpaglia impenetrabile, sia partendo dall’abitato di Cessapalombo che dalle tenute Simonelli tra Colbottoni e Case Meschini.

Tempo fa il sig. Luciano Gentili ha fatto restaurare dall’arch. Adriana Malpiedi la tavola “Madonna con bambino” che si trovava nell’edicola dell’Impollata. Sembra che alcune persone vogliano restaurare a loro spese la pinturetta, resta solo che l’Amministrazione Comunale di Cessapalombo renda praticabile il vecchio ponte di legno sul Rio.

Partendo da Valcimarra bassa è altrettanto difficile provare a risalire il corso del ruscello Cirnarra, poco più in alto della villa del prof. Giuseppe Staffolani si poteva ammirare una splendida piccola cascata. Dopo la fonte sita poco più a monte della strada per Valcimarra alta si può proseguire a piedi solo pochi metri, c’è un muro di sterpaglie. Eppure poco sopra si potrebbero ammirare le varie essenze arboree fatte mettere a dimora, nel corso di un rimboschimento, dal sindaco di Caldarola ing. Girolamo Maraviglia durante il suo mandato dal giugno 1956 al novembre 1960.

Di recente è entrata in funzione una micro turbina idroelettrica e la cascata è ridotta al minimo. Purtroppo nel greto del ruscello dall’acqua fresca e limpida invece restano bottiglie di plastica, lattine e altri rifiuti; bisognerebbe organizzare con dei volontari una raccolta, come annualmente fanno i pescatori del carp-fishing attorno le sponde del lago di Pievefavera.

Un’idea che potrebbe interessare di chi ama passeggiare per Caldarola.

Per consentire di fare il giro completo (che in altre cittadine si chiama “delle mura”) perché non riaprire il vecchio tracciato che collegava via Falerense alla ex fornace Gabrielli costeggiando il muro di cinta dell’orto delle monache Canonichesse Regolari Lateranensi?

Un vecchio percorso riportato sulle mappe catastali che consentirebbe ai pedoni ed ai turisti di percorrere il giro completo del centro storico e ammirare da diverse prospettive il castello Pallotta con il suo pino secolare.

Eno Santecchia

Luglio 2013

 

Cascata sul Cirnarra

Cascata sul Cirnarra