Nuovi religiosi nel convento di Colfano

Print Friendly, PDF & Email

Si avvicinano gli otto secoli dalla fondazione del convento di Colfano da parte di San Francesco d’Assisi, se si vuole ricordare questo anniversario come conviene sarebbe bene stabilire quale fu la data effettiva di fondazione. Durante questa lunga storia a Colfano si sono succedute generazioni di religiosi, migliaia di fedeli-visitatori e quant’altro.

Ora nel “Ritiro Mariano San Giuseppe sposo di Maria” mi riceve padre Massimiliano il quale, dopo una preghiera alla Vergine Maria, racconta un po’.

I frati dal saio grigio-azzurro della comunità contemplativa dei Francescani dell’Immacolata sono giunti a Colfano il 2 luglio 2012, per 33 mesi l’antico monastero è rimasto senza religiosi.

Questa nuova branca è stata fondata il 2 agosto 1970 da p. Stefano Maria Manelli e p. Gabriele Maria Pellettieri con l’apertura di una prima missione nelle Filippine. P. Manelli voleva sin dall’inizio una parte della famiglia che si dedicasse solo alla preghiera, così dal 2007 è nato il ramo contemplativo che si dedica alla preghiera e alla penitenza ed ha solo due sedi ad Amandola e Colfano.

L’ispirazione di ritornare alle origini è venuta dal Concilio Vaticano II, usando l’esempio moderno di San Massimiliano Kolbe (1894 – 1941), conventuale polacco martire nel campo di concentramento di Auschwitz.

I confratelli missionari sono diffusi in tutti i continenti con 55 missioni e, pur vivendo una vita di intensa preghiera, svolgono apostolato sfruttando i media: libri, riviste, TV Radio e Internet per conquistare al cuore di Cristo attraverso il cuore dell’Immacolata. Si occupano anche di diverse riviste (es. “Il settimanale di Padre Pio”) e libri (es. “Gesù Eucaristico Amore” è tradotto in oltre 7 lingue) rivolte al mondo cattolico.

In Italia, Stati Uniti, Filippine e Australia la loro attenzione è rivolta ai mass media, in Africa si occupano di scavare pozzi d’acqua, curare i lebbrosi e gli orfani e nello stesso momento predicano la buona novella, costruiscono santuari, creano radio anche per formare le persone. Alcune missioni si trovano in Benin, Nigeria, Camerun, Ciad, due in Brasile e due a Buenos Aires (Argentina) e una nel Kerala (India). La missione di questi ottocento religiosi (tra frati e suore) è aumentare il numero dei fedeli facendoli crescere nella fede.

Il dato di fatto molto positivo è che questo nuovo ramo è in netta crescita: tornando a San Francesco e vivendo una vita forte di preghiera, sacrificio e povertà molti ragazzi, anche nei paesi sviluppati come Stati Uniti ed Europa, sono attirati rifuggendo i valori effimeri del consumismo e trovando Cristo e i valori duraturi del Vangelo.

P. Massimiliano ama il luogo appartato, la gente dei dintorni è buona la comunità rinuncia alle comodità e vive in povertà della generosità e della beneficenza di fedeli e amici, anche per il vitto.

Nel monastero, tre – quattro volte l’anno si organizzano delle Messe novene per gli iscritti: facendo un’offerta ci si può iscrivere al seguente sito: www.novenamasses.org/?page_id=705

Dopo il terremoto del 1997 alla chiesa dedicata al Beato Francesco Piani da Caldarola è stato rifatto il tetto, purtroppo le forti nevicate del 2012 hanno danneggiato la copertura della falegnameria e indebolito le travature di legno del tetto del monastero. Puntellarlo sarebbe tempo e denaro sprecato, occorre rifarlo in breve per evitare danni più gravi all’antico complesso francescano.

È auspicabile si prenda spunto da questo articolo per intervenire e procedere alle riparazioni edili del caso.

Eno Santecchia

Aprile 2013

Targa uno

Tags: ,