Lettera alla sequoia di Sant’Angelo in Pontano

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Cara sequoia, siamo felici di poterti ammirare nel giardino del nostro Comune senza doverci recare in California, dove le tue “cugine” più grandi Generale Sherman (nel Sequoia National Park) e Generale Grant (nel King’s Canyon National Park) superano gli 81 metri di altezza.

La protezione di quei giganti è stata un’impresa dei conservazionisti durata oltre un secolo, per salvarle la giovane Butterfly Hill è vissuta per due anni su una sequoia alta oltre 30 metri.

Sappiamo che sei un albero ambizioso e vuoi vincere in altezza i tre cedri vicini, ma non ti affannare, essi ti lasciano passare.

Vorresti toccare le nuvole con la cima e nasconderla nella nebbia, ma attenzione: così in alto il parafulmine municipale non potrà più proteggerti dalle saette. Sappiamo che non sei un albero pauroso e non temi le ire di Giove, ma le tue amate cugine Sequoia sempervirens splendide conifere e “creature viventi più alte del mondo” hanno avuto qualche ramo o la cima colpita per aver osato arrivare così in alto.

Non abbiamo avuto bisogno di avventurosi “cercatori di alberi” per rintracciarti in qualche remota foresta come sulla Sierra Nevada, sei nata in un vivaio e poi cresciuta qui con noi. Non avere nostalgia della nebbiosa costa oceanica d’origine, puoi vivere benissimo anche qui.

Ci osservi da un punto privilegiato sin da appena nati quando nostro padre ci iscrisse all’Anagrafe e conosci le fasi più importanti della nostra vita civica: hai visto crescere tutti noi con le gioie e gli affanni … e quanti avvenimenti!

Quand’eri giovincella, poco più che ventenne, hai vissuto la Seconda Guerra Mondiale scrutando proiettili traccianti e cadere spezzoni dagli aerei, altri alberi sono stati troncati o distrutti dalle bombe. Dopo il 26 aprile 1986, portato dal vento dell’est qualche microgrammo di cesio 137 proveniente dalla centrale nucleare di Černobyl si è posato anche sulle tue foglie.

Hai qualche rametto secco (sfrondamento basale), ma è meglio che te li tieni, piuttosto che farti mutilare da qualche “giardiniere” che non conosce le tue esigenze magari più intraprendente che competente, il quale potrebbe causarti inutili ferite.

Oltre alle undici sequoie di Camerino, accuratamente censite dal prof. Ettore Orsomando, sei una delle poche Sequoiadendron giganteum del Maceratese, per ora apparsa solo nel libro “Alberi custodi del tempo” della Provincia di Macerata e su qualche articolo di amici degli alberi.

Insieme al tiglio (Tilia platyphyllos) di villa Scarselli, il più grande delle Marche, sei la nostra beniamina … ti dobbiamo dare un nome!

Nostra grande amica, tu che puoi rimani di vedetta per almeno altre mille primavere vegliando sui nostri sogni!

E.S.

Maggio 2013

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