La macchina delle meraviglie

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Come 127 anni fa, anche alla 3ª edizione di Tolentino Expo la Linotype ha stupito i visitatori. La sofisticata macchina definita da Thomas Alva Edison nell’Ottocento “l’ottava meraviglia del mondo” anche stavolta ha fatto la primadonna davanti a 20.000 visitatori.

Su invito degli organizzatori, Ennio Gullini e Wolfango Del Pupo hanno portato (con la gru) la Linotype e la pedalina al piano terra del palazzo Parisani Bezzi (XVII sec.), le stesse macchine con le quali nel 1976 iniziarono l’attività tipografica.

La storica macchina per la composizione tipografica, inventata negli Stati Uniti da Ottmar Merghenthaler, figlio di un orologiaio tedesco, entrata in funzione nel 1886, si è esibita in piena forma e con orgoglio come una top model, riscuotendo ammirazione e grande attenzione per la sua complessa funzionalità.

Ennio e Wolfango sono rimasti stupiti dall’interessamento dei ragazzi, soprattutto studenti in ingegneria meccanica incuriositi e con tante domande: non credevano che un uomo classe 1854 avesse potuto inventare una macchina così complessa e funzionale. Anche tanti adulti appassionati di meccanica si sono soffermati ad ammirarla prima di salire ai piani alti del palazzo dove esponevano rinomate aziende di Tolentino e della Val di Chienti.

La “compositrice meccanica monolineare” marca Linotype è la macchina più complicata dell’Otto-Novecento, ha un motore elettrico, tanti ingranaggi e pulegge, un’infinità di pezzi e un forno che fonde a 285 gradi le righe della composizione in lega di piombo, antimonio e stagno.

Dopo i caratteri mobili di Gutenberg, questa macchina rivoluzionò la stampa: mentre prima si dovevano comporre gli articoli mettendo insieme i vari caratteri di piombo che componevano ogni parola, la Linotype lo faceva in modo automatico. Consentiva di eseguire meccanicamente la composizione, la fusione e la distribuzione, contribuendo allo sviluppo dell’industria grafica-editoriale. Divenne ben presto la regina delle tipografie: i tipografi la apprezzavano talmente da assegnare un nome a ognuna di esse. Per circa cento anni, prima dell’avvento del computer, ha agevolato e velocizzato enormemente il duro lavoro notturno nelle tipografie, basta pensare che prima di essa nessun quotidiano aveva più di otto pagine.

Nel 1954 c’erano centomila Linotype nel mondo, ora sono state quasi tutte rottamate o esposte nei musei, il sig. Ennio Gullini, ultimo linotipista in grado di farla funzionare, è sempre entusiasta della Modello 31 serie “Blue Streak” quarta versione matricola 63341, tra le ultime rimaste.

Eno Santecchia

Gennaio 2013

La Linotype sul tappeto rosso a Tolentino Expo 2012

La Linotype sul tappeto rosso a Tolentino Expo 2012

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