Il girello. Museo della Nostra Terra di Pieve Torina

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Secondo uno studio di alcuni ricercatori di Dublino, pubblicato sul British Medical Journal, rallenterebbe lo sviluppo motorio del bambino, secondo altri causerebbe troppi incidenti. In ogni caso intorno agli anni Venti dello scorso secolo, poche erano le famiglie che potevano permettersi il girello con il quale i bambini si muovevano da soli, prima d’aver imparato a camminare.
Al museo della Nostra Terra di Pieve Torina, il 20 gennaio 2012, è stato donato un oggettino a base quadrata (di 13,5 cm) alto 7,4 cm, del peso di 104 grammi … la cui origine risale a oltre 450 anni fa. É un girello di legno per bambini dei primi anni del Novecento, creato pazientemente dal duro legno di una Roverella, la più diffusa quercia delle Marche. Gli anziani e i falegnami sanno benissimo quant’è difficile lavorare quel legno, un tempo usato per la costruzione di navi, per fornire travi all’edilizia e per le traversine ferroviarie.
Ma non si tratta di una Roverella qualsiasi – specie protetta dalla L.R. 6 del 22-2-1973 – bensì di un ramo caduto nella primavera del 2009 dalla Roverella (Quercus pubescens) monumentale di San Marco Vecchio di Passo Treia, la più grande delle Marche. L’albero secolare, di proprietà del sig. Gino Palmucci, visitato spesso da scolaresche, è comparso su diversi volumi e periodicamente su articoli di stampa.
Autore del girello è il sig. Giulio Catucci di Tolentino, appassionato creatore di oggetti di legno in miniatura, il quale l’aveva visto da piccolo.
Dunque nei canali di quest’oggetto è scorsa linfa per 450 anni … almeno una piccola parte del ramo non è finita come legna da ardere. Poi non tutti i circa 7.000 oggetti del museo della Nostra Terra hanno una storia così ben documentata.
Ricordiamo che gli articoli esposti nell’ex monastero di Sant’Agostino ci aiutano a comprendere come si svolgeva la dura vita della gente di campagna nei secoli scorsi. Vi sono ricostruiti vari ambienti come la cantina, la sala tessitura, la cucina, la camera e altri locali, nonché i laboratori degli artigiani quali: il falegname, il fabbro, il calzolaio, per ricordare i più noti.
Il museo, fondato nel 1976, possiede anche una sede distaccata poco distante da Pieve Torina “Il mulino di fiume”: un opificio medioevale ben conservato con due macine a pietra funzionanti, grazie all’energia fornita dall’acqua della cascata di un vicino laghetto.
Nella foto: la bambina Giulia di Marina Giacomelli Manziana (RM)

Eno Santecchia
Febbraio 2012.

Dipinto di Marina Giacomelli

Giulia_di_Marina_Giacomelli

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