I falchi dell’Economia

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In via del Castro Laurenziano 9, dal 1970, ha sede la facoltà di Economia dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma.
La facoltà, che forgia i futuri managers, nel 2006 ha festeggiato cento anni: nacque come “Regio Istituto Superiore di Studi Commerciali Coloniali ed Attuariali” con R. D. 5 novembre 1906, firmato da Giolitti. L’on. ing. Anselmo Ciappi di Belforte del Chienti v’insegnò matematica generale e, per gli anni 1907- 1908 e 1911, fu anche rettore.
Da alcune settimane in questa sede universitaria, con circa 28.000 iscritti, non accedono solo docenti e studenti che frequentano le lezioni prima della sessione estiva degli appelli.
Due inquilini del settimo piano vi giungono tranquillamente anche nelle ore di punta, eludendo gli ingorghi, i semafori, i problemi di parcheggio e infischiandosi dell’ascensore! Si tratta di Aria e Vento, una coppia di falchi pellegrini (Falco peregrinus brookei) che da tre anni vi nidificano. Il falco pellegrino, scomparso dai cieli di Roma da oltre venti anni, vi ha fatto ritorno grazie ad un progetto congiunto tra Terna (Rete Elettrica Nazionale), la facoltà di Economia e l’associazione Ornis italica. L’inaccessibilità e l’abbondanza di prede hanno fatto scegliere questo luogo.
Il falco pellegrino, splendido rapace poco più piccolo della poiana, è un campione di volo (in picchiata può superare i 300 km/h); gli Egizi lo credevano l’incarnazione del dio Horus.
Aria ha deposto il suo primo uovo nella cassetta nido, predisposta dagli ornitologi, lo scorso 8 marzo, festa della donna. Questi due eleganti e veloci rapaci non sanno che una telecamera li osserva e permette a chi si collega al sito www.birdcam.it di seguire lo sviluppo della nidiata.
Il personale della Facoltà è a conoscenza di questa lieta presenza, ma pochissimi sanno dove si trovi effettivamente il nido del falco. Un paio d’anni fa un falchetto è caduto a terra, senza conseguenze, forse per colpa del vento forte o di un’errata manovra di volo; è stato subito rimesso sul nido.
Sul web si è potuto osservare la paziente cova delle uova di colore rossastro e la schiusa con la nascita di quattro pulcini. Ora i piccoli sono cresciuti e attendono tranquilli le attenzioni e l’imbeccata dei genitori. Di notte Aria li riscalda sotto le ali o vigila attenta sul bordo del nido per difendere i piccoli da eventuali predatori, osservando le mille luci del quartiere sottostante. Ben presto i quattro pulcini avranno sempre più appetito e daranno un bel daffare alla coppia.
Il 28 aprile i quattro candidi falchetti sono stati pesati e inanellati dagli ornitologi; sono tutti in buona salute. A ognuno è stato assegnato un nome e un padrino.
Quello che non sappiamo è: “Dove vanno i due rapaci dall’elegante livrea a sgranchirsi le ali, a dissetarsi e a cacciare?”. Saliranno fino al Gran Sasso, sul monte Terminillo, a Subiaco o preferiranno rimanere nella zona dei castelli romani?
Anche loro hanno diritto a un po’ di privacy!
Giugno 2007

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