Gli alberi. Un patrimonio da salvaguardare

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L’ARCHITETTURA DEGLI ALBERI

 

Loretta Gratani

 

Loretta Gratani, Professore Ordinario di Ecologia Vegetale presso il Dipartimento di Biologia Ambientale, Sapienza Università di Roma, Rappresentante del CNR presso l’International Union for Conservation of Nature (IUCN) è fra gli esperti della IUFRO – International Directory of Woody Plant Physiologists

 

Fotografie ed elaborazioni immagini di Andrea Bonito, Dottore di Ricerca in Scienze Ecologiche presso il Dipartimento di Biologia Ambientale, Sapienza Università di Roma e fotografo naturalista

 

 

Il percorso evolutivo dagli organismi unicellulari fino alle piante superiori ha portato alla definizione di innumerevoli forme biologiche che costituiscono l’attuale biodiversità. Si deve tuttavia considerare che i processi di antropizzazione, soprattutto negli ultimi 100 anni hanno profondamente modificato l’ambiente, determinando una rilevante perdita di biodiversità e il fenomeno ha raggiunto livelli tali da assumere carattere di emergenza e da richiedere strategie globali di conservazione. Per quanto riguarda i vegetali, circa il 3% delle specie conosciute è inserito nella Red List della IUCN (International Union for Conservation of Nature) che rappresenta la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della biodiversità.

Le risorse genetiche sono un patrimonio di tutti i popoli e conservare la biodiversità significa mantenere l’alta valenza di specie wild attraverso strategie di conservazione in situ (negli ambienti di origine) ed ex situ (nei Centri specializzati e finalizzati a conservare il germoplasma, ovvero i semi, il polline, le spore e i meristemi delle specie vegetali wild).

Attualmente molti ricercatori focalizzano i loro studi sull’individuazione dei caratteri di diversità e sulla valutazione della perdita di una determinata tipologia di caratteri. Da qui nasce l’importanza della documentazione delle specie wild, anche attraverso la definizione dello status di conservazione delle singole entità. Caratteri di diversità si individuano anche nei modelli di architettura delle specie arboree, considerando che l’architettura di una pianta è determinata geneticamente ed esprime l’organizzazione tridimensionale del cormo, includendo quella dei rami, l’angolo di inclinazione delle foglie e la posizione dei fiori e dei frutti (REINHARDT e KUHLEMEIER, 2002. Plant Architecture. EMBO Reports 3: 846 – 851).

Nel corso della crescita un individuo arboreo aumenta la sua complessità attraverso l’accumulo o la perdita di organi o parti di essi secondo il modello della specie. Un punto focale nei modelli di architettura è il tipo di ramificazione, considerando che nel modello di ramificazione monopodiale l’asse principale continua l’accrescimento emettendo rami laterali subordinati ad esso, come ad esempio nel genere Abies.

 

INSERIRE FOTO ALBERO

 

Foto 1.Modello di ramificazione monopodiale in un individuo di cedro dell’Himalaya (Cedrus deodara (Lamb.) G. Don).