Fuori dal mondo al centro di un mondo

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L’arch. Antonello Andreani è fondatore e attuale presidente della società Ephemeria di Macerata, una struttura di progettazione che si è sempre occupata di cultura, turismo e ambiente e che, negli oltre venti anni di attività, ha anche creato al proprio interno una casa editrice di rilevanza nazionale e un centro di produzione video. È proprio nel connubio fra cultura turismo ambiente che si radica l’innovativa e inconsueta idea di gestione della struttura ricettiva rurale situata nella località di Montalto nel Comune di Cessapalombo.
Da circa un anno l’architetto Andreani gestisce Palazzo Simonelli, un edificio del XVI secolo, totalmente edificato in pietra e legno ed “energeticamente sano”, in quanto l’assenza di ferro nella struttura annulla la possibilità di formazione di “gabbie elettromagnetiche”.
Il Palazzo ospita il Museo delle Carbonaie e una serie di locali adibiti ad attività ricreativo culturali. All’interno è presente una sala conferenze attrezzata per circa 40 persone, uno spazio espositivo per mostre d’arte e di fotografia, locali cucina per merende e momenti conviviali al piano basso e una ricettività complessiva di quaranta posti letto.
Architetto Andreani ci parli della gestione attuale di Palazzo Simonelli.
“La cooperativa Ephemeria, di cui sono presidente, si è sempre occupata di comunicazione, cultura turismo e ambiente pertanto anche la gestione del Palazzo tiene in debito conto che questa struttura si trova all’interno del Parco dei Sibillini e che le attività poste in essere devono trarre ispirazione e incardinarsi con le peculiarità culturali e ambientali di questo territorio. Sono state, quindi, avviate molteplici eventi di carattere culturale come, ad esempio, mostre fotografiche su temi ambientali laboratori di scrittura creativa, seminari tenuti da musicisti di fama internazionale, laboratori di scultura, seminari yoga ed altro, nella consapevolezza che la collocazione apparentemente marginale della struttura necessita di iniziative che possano far confluire in un contesto paesaggistico e ambientale di estremo valore quelle nicchie di turismo che, nel corso di un convegno tenuto proprio a Palazzo Simonelli, è stato definito turismo cortese. Con questa locuzione si vuol fare riferimento a quel tipo di visitatori che orientano la propria curiosità verso quei contesti spesso, a torto, considerati marginali e dunque ritenuti non interessanti dal turismo di massa. A questi visitatori interessa la scoperta dei piccoli tesori presenti nell’area di Montalto di Cessapalombo quali le emergenze di rilevanza storica risalenti al periodo romano e medievale. Ma c’è un altro elemento che configura il turismo cortese ed è l’attenzione, l’interesse verso la tradizione. La posizione geografica, le caratteristiche territoriali condizionano la vita delle persone e dei gruppi sociali i quali sviluppano conoscenze e competenze adatte a vivere e sopravvivere in quei territori. Conoscenze competenze che rappresentano il corpus della tradizione. L’elemento “tradizione” ha, dunque, una sua rilevanza materiale che deve essere contemplata quando si attivano operazioni di valorizzazione di un territorio. Qui sopravvivono integre antiche usanze agro alimentari, metodi di coltivazione e trasformazione delle materie prime, così come sono ancora integre ed originali i modi di vivere delle persone che abitano il territorio di Montalto”.
Che cosa intende per valorizzazione del territorio? Frase spesso abusata dai politici.
“Significa lavorare sugli elementi caratterizzanti un dato contesto. Nella realtà di cui stiamo parlando la tradizione è un elemento prioritario che vale tanto quanto la storia. Non a caso riscuotono grande successo le feste tradizionali organizzate dalla locale Pro Loco: la genuinità di tali feste e l’accoglienza familiare rispecchiano la quotidianità di coloro che vivono in questa zona, non c’è nulla di costruito, di finto o di artificiale e la speciale atmosfera viene percepito dai visitatori. Oltre alla tradizione vanno riqualificati i tanti elementi culturali pure presenti. Per fare ciò occorre lavorare con costanza e lucidità d’intenti e soprattutto indicare alle nuove generazioni delle vie possibili per restare a vivere in questi luoghi creando delle nuove economie che rispondano ai valori che il territorio offre”.
Qual è la prospettiva del visitatore?
“Il visitatore non a caso percepisce ampiamente i tanti elementi positivi del territorio a differenza dei residenti, i quali sovente sottovalutano quelle condizioni che sono la risposta alle necessità di una società ormai giunta ad un punto di saturazione: la natura incontaminata, il cibo sano, la convivialità. Ecco, quindi, la scommessa di Palazzo Simonelli: diventare un luogo di incontri, di recupero delle tradizioni in un contesto ambientale dai valori intatti. Ad esempio dal 16 al 18 agosto si è tenuta a Palazzo Simonelli la prima edizione di “Saltarellando” dove la cultura musicale e orale marchigiana hanno incontrato quella piemontese. È un primo risultato del lavoro svolto in collaborazione con l’Università di Chieti e i musicisti marchigiani Marco Meo e Roberto Lucanero, una tre giorni dove musicisti, cantori e danzatori creeranno situazioni spontanee mescolando cultura, socialità ed allegria, a cui tutti sono invitati a partecipare”.
Cosa si aspetta dagli Enti locali?
“Una sinergia, per altro già presente, per evitare che gli investimenti che stanno facendo intorno alla “tradizione” siano vani o temporalmente limitati perché, magari, prioritariamente non si è cercato di evitare che una certa “tradizione” scomparisse o concludesse il suo ciclo di vita. Inoltre è auspicabile che il ruolo di Palazzo Simonelli sia riconosciuto nel contesto di un delicato equilibrio locale, economico e culturale”.
Quali sono i vostri progetti?
“Nei locali del Palazzo verrà recuperata l’esperienza (avviata a Visso alcuni anni fa) della Mediateca dei Sibillini con l’allestimento di un proprio centro di produzione e documentazione. I contenuti delle produzioni riguarderanno:
La Banca della Memoria che raccoglierà testimonianze degli antichi saperi, dai più colti ai più popolari, cercando di coinvolgere i giovani del posto.
L’Ecomuseo dei Vissuti e dei Saperi dei monti Sibillini: un museo diffuso di cui il soggetto coordinatore è IL WWF CREDIA di San Ginesio, e a cui aderiscono vari Enti Locali. Inoltre ci sono in corso molteplici altri progetti: uno a cui tengo particolarmente è quello di avviare una rete di scambi residenziali fra le aree protette europee, invitando da noi rappresentanze della cultura e delle tradizioni presenti in altri Parchi d’Europa per poi portare la nostra cultura e tradizioni da loro. Questo significa anche conoscersi meglio e crescere insieme e Palazzo Simonelli ha tutte le caratteristiche per diventare il punto di riferimento di questo progetto nell’area dei Sibillini”.
Mi dica tre buoni motivi per trascorrere un fine settimana a Montalto di Cessapalombo.
“Per qualità e varietà delle escursioni da fare in natura, per la tranquillità e la salubrità dei luoghi, per le virtù del cibo locale e infine, visto che lo slogan di Palazzo Simonelli è “Fuori dal mondo, al centro di un mondo” per ritrovare il centro del proprio mondo”.
L’intervista si è conclusa, ma non le sorprese! L’arch. Andreani, imbracciata la sua chitarra acustica, improvvisa p
er i suoi ospiti un dolce e raffinato brano intitolato: “Tacitamente”.
Agosto 2012

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