Al Cairo dieci mesi prima

Print Friendly, PDF & Email

Impressioni
Il tuo libro è così vero che a volte è meglio di un manuale di egittologia, perché libri come il
tuo mi fanno rivivere le emozioni del Cairo, quelle autentiche, che fanno amare questa città in modo viscerale.
Stefania Sofra egittologa

Davvero interessante! Inoltre mi convince lo “sguardo “ leggero, ma dettagliato, con cui osservi ciò che ti circonda e lo fissi in immagine.
Paola Calafati Claudi

Mi piace il punto di vista del fotografo non professionista.
Valeria Berti

Le faccio i complimenti per la veste grafica molto curata e i contenuti, ho letto con grande interesse la storia di Verrucci.
Maria Elena Paniconi

Più che una lettura, sembra una chiacchierata con un amico che, al rientro dalla sua vacanza, ti racconta tutte le cose belle che ha notato e non le solite che leggi sulle riviste patinate, già sentite e risentite! Con calma, scopriamo angoli nascosti ai più, vediamo le foto, e ci ritroviamo con la sensazione di esserci stati anche noi; ecco, è questa la mia sensazione, ora mi sembra di essere stata a spasso tra le vie del Cairo con calma a scuriosare qua e là… Mi è piaciuto tanto conoscere la storia di Ernesto Verrucci, ma ancor più la storia d’amore tra Adriano Luzi e la bella Nefertari… E infine: ma se non ci fossero in giro degli Eno Santecchia, chi potrebbe conoscere Elio Diomedi con le sue meravigliose intuizioni?
Marina Giacomelli

“Al Cairo dieci mesi prima”, descrive questa affascinante città e riferisce al lettore le scoperte e le emozioni dell’Autore, attraverso una spigliata descrizioni dei luoghi e una bella selezione di immagini di monumenti, ambienti e situazioni sociali, realizzate prima della primavera araba che ha sconvolto, oltre all’Egitto, anche la Libia, la Tunisia e in questi ultimi giorni soprattutto la Siria. Eno Santecchia si sofferma particolarmente nel trattare il ruolo svolto dagli italiani nella rinascita dell’Egitto moderno ed i forti rapporti, anche culturali, di questo paese con l’Italia ricordando l’ opera di grandi intellettuali , quali Marinetti e Ungaretti che, nati in Egitto, spesso si riferiscono nei loro scritti ad atmosfere ed ambienti di questa terra.
Angiola Maria Napolioni

Il Cairo visto da vicino

Il 21 aprile scorso è stato presentato a Tolentino, presso la Biblioteca Comunale, il volume di Eno Santecchia “Al Cairo dieci mesi prima”, resoconto del suo quarto viaggio in terra d’Egitto nel 2010. I libri, come tutte le umane operazioni, possono riuscire bene o meno bene, dal momento che in corso d’opera e poi nell’uscita finale intervengono e interferiscono fattori diversi e non tutti prevedibili o razionalmente valutabili, ma le condizioni di fondo necessarie sono la predisposizione dell’autore all’indagine, l’interesse per l’argomento, la novità della materia e la freschezza narrativa. Tutto ciò avviene nel volume di Eno Santecchia, che dà il meglio di sé quando, come in questo caso, unisce in armonia l’amore per la storia, l’ascolto degli uomini, la rappresentazione delle cose. Mi viene facile dirlo dopo aver letto il testo e visto le numerose foto (rigorosamente e giustamente in bianco e nero), ma soprattutto dopo l’esperienza di un mio viaggio compiuto in Egitto solo pochi mesi fa, straordinario sotto ogni aspetto, con la permanenza al Cairo per tre giorni. Si percepisce subito che l’autore ama ciò che racconta e ogni passo (in senso letterale o metaforico) è meditato, anche per la conoscenza acquisita sul posto in passato, e il lettore vive il viaggio in piena sintonia con lui.
Il libro però non è una guida, è qualcosa di meno ma anche di più: è soprattutto un unicum. Non somiglia dunque ad altri testi, è nato nell’animo dell’autore ed è stato assemblato in corso d’opera, ma i pezzi combaciano alla perfezione per leggerezza, maestria e tonalità, segno di una trama di fondo già delineata che aspettava soltanto di esprimersi compiutamente.
Inoltre il volume, di quasi 180 pagine e molto gradevole graficamente, si arricchisce di una chiara e puntuale prefazione di Alberto Cingolani, di una vivace e profonda presentazione di Caterina Bernardini e di altri contributi che fanno da interessante e appropriato corredo: un’intervista alla prof.ssa Maria Elena Paniconi, docente di lingua e letteratura araba presso l’Università di Macerata che si trovava al Cairo quando, il 25 gennaio 2011, cominciarono le manifestazioni contro il presidente Mubarak e un’altra, di pari interesse, alla prof.ssa e nota egittologa Stefania Sofra.
Seguono tre approfondimenti significativi che riguardano ancora più da vicino le Marche. Il primo rivolto a Ernesto Verrucci di Force (1874-1945), architetto illustre alla corte di re Faud; e si chiede Eno in proposito, ricordando il fascino che proviene da questa terra: “Chissà se negli ultimi anni a Force ha avuto nostalgia dello scorrere delle acque del Nilo, delle piramidi e delle palme da datteri delle quali ebbe modo di godere l’ombra e gustare il dolce frutto?”.
Il secondo riferito ad Adriano Luzi di Comunanza (1957-2003) egittologo e restauratore di fama internazionale che ha legato il suo nome, in particolare, al restauro della tomba di Nefertari dal 1987 al 1992.
Il terzo dedicato a Elio Diomedi di Civitanova, conosciuto per gli studi e gli esperimenti, eseguiti anche in loco, sui metodi di costruzione delle piramidi e sulla loro reale fattibilità.
Il libro è accattivante, anche nella bella copertina, che rappresenta il Cairo sotto un cielo azzurro appena velato dalle brulicanti attività dell’uomo (ma l’Egitto è continua nostalgia dell’anima come le mongolfiere colorate che veleggiano all’alba, inattese e incredibili, sopra la Valle dei Re e delle Regine sfidando i colossi di Memnone), si legge con piacere e possiede un suo filo conduttore ben visibile in controluce.
L’autore non poggia le sue pagine sulle carte d’archivio, con le quali solitamente si ricostruiscono le umane vicende: guarda dentro di sé, cammina lungo le sue vie, interroga la realtà del mondo, parla e fa parlare, dà e riceve. Storicizza in tal modo l’umanità che incontra e ama in un percorso nel tempo e fuori del tempo che anche il lettore fa suo. Produce dunque anche lui storia, una bella storia di genere diverso, da apprezzare e con la quale confrontarsi.
Rossano Cicconi