Eclisse del padre ecc

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Eclisse del padre” di Roberto Infrasca (edizioni Magi di Roma). L’autore psicoterapeuta ci guida attraverso la ricostruzione della figura paterna così bistrattata nell’epoca post moderna ma decisiva per la formazione del cittadino. L’autore denuncia che i nuovi padri non assolvono più bene la funzione paterna, ma recitano la c.d. “finzione paterna”, insomma più amici che padri, più uguali che autorevoli. Coloro che vorrebbero obiettare: “Ben venga questa nuova veste meno autoritaria” nel libro troveranno i chiarimenti del caso.
L’autore sostiene che questa eclissi del padre esce dalla famiglia per entrare nella società, impoverendola di principi e dando luogo a una indifferenziazione, dove si perdono i confini tra allievo e maestro, minore e adulto. Nel volume si analizza lo snaturamento del ruolo di padre esaminando le origini, le cause, e i suoi possibili sviluppi futuri.
Con una prosa comprensibile Roberto Infrasca ci spiega dei concetti che ognuno ha potuto notare osservando, con il sufficiente distacco e con la necessaria accortezza, il comportamento dei giovani padri. Utile da leggere non solo per gli addetti ai lavori, per chi opera nell’ambito dell’educazione, anche per tante giovani donne e uomini che si avviano a costruire una famiglia, anche di fatto.
Che je pijjasse ‘n gorbu” di Giuseppe Matteucci. Ha già ottenuto un paio di buone recensioni il volumetto dedicato alla falsificazione, iniziata a Venezia nel 1785, del romanzo il Guerrin Meschino di Andrea da Barberino, per oscurare il mito pagano ben radicato della Sibilla Appenninica. A tale mistificazione lo scrivente ha già dedicato l’articolo “RAI TRE e la Sibilla Appenninica maltrattata” comparso su questo settimanale il 13 gennaio 2010, il quale forse ha ispirato il volumetto.
La prima parte è in forma di dialogo tra due uomini di Montefortino (AP), la seconda è arricchita di varie notizie sugli itinerari celtici, sulla Sibilla, sulla battaglia del Sentino (295 a. C.), sui Templari e su altre notizie riguardanti tradizioni, leggende e storia, argomenti amati e approfonditi dall’autore. La domanda che si pone Matteucci è questa: “Mentre le altre Sibille sono state dipinte all’interno di chiese (come al Lambro) e annunciano la venuta di Gesù, perché la Sibilla Appenninica non poteva fare questo annuncio?”. Poi suggerisce un’ipotesi: “Forse perché si era contaminata con la cultura celtica”. Qualche bella illustrazione in più, come quella di pagina 65, ci sarebbe piaciuta.
Il cielo: tanto lontano, così vicino” (edizioni Simple). É uscita nel dicembre 2011 per i caratteri delle edizioni Simple, l’ultima fatica letteraria di Maria Marsili Patrignoni, scrittrice di Muccia che vive a Sforzacosta (Macerata). L’autrice, premiata da vari riconoscimenti anche per le sue poesie, in questo volume ci racconta dei suoi nipoti Giulia, Lorenza, Carlo Alberto e Riccardo. Nel pregevole volume non ci sono immagini per scelta e mancano i rientri di prima riga, molto utili per una lettura più agevole.
Marzo 2012

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