Da Gutenberg agli eBook: cultura e comunicazione

Print Friendly, PDF & Email

La cultura è da sempre strettamente collegata alla comunicazione, infatti già gli intellettuali e i letterati dell’Umanesimo e del Pre-Umanesimo usavano comunicare con lettere in latino, scambiandosi riflessioni e idee personali. Anche la nascita delle Università, prima, e delle Accademie dopo, rispecchiava il bisogno degli intellettuali di scambiarsi idee. In questo periodo la cultura come anche la comunicazione aveva un carattere fortemente elitario ed era riservata solo alle più alte classi sociali. Poi nella metà del 1400 con l’invenzione della stampa da parte di Gutenberg abbiamo il grande cambiamento: la cultura diventa accessibile anche alle fasce più povere e meno colte della società. Infatti tutto il 1400 e 1500 saranno caratterizzati dallo sviluppo delle stamperie e il libro perderà il suo carattere sacro ed elitario, diverrà più piccolo, in volgare: uno strumento di conoscenza accessibile a tutti. Il progresso della stampa fu però assai lento e culminerà nel 1700-1800 con l’avvento dei primi giornali. Molto importante in questo periodo sarà infatti la nascita del giornalismo, soprattutto in Inghilterra, dove il Tatler di Steele e lo Spectator di Addison vengono pubblicati tre volte a settimana. Questi apriranno le porte allo sviluppo allo sviluppo della stampa di quotidiani e settimanali. I quotidiani e le gazzette saranno un nuovo strumento di comunicazione culturale, poiché ricordiamo che in essi era presente una pagina letteraria che gli intellettuali usavano ancora una volta come strumento di scambi ideologici, non più elitari, ma bensì cosmopoliti. Poi verso la metà dell’800 l’invenzione del telegrafo, del telefono e della radio avviò l’era delle comunicazioni immediate. Le barriere di distanza e tempo vengono distrutte e la comunicazione assunse quell’attributo che la caratterizza oggi: ”di massa”.
Ma è proprio nella metà del secolo scorso che abbiamo la piena affermazione della comunicazione di massa, attraverso la televisione, che ha acceso infuocati dibattiti fra i letterati. Sartori la condanna in quanto limita la capacità interpretativa dell’uomo affermando che il vedere prevale sul parlare e che le immagini prevalgono sulle parole. Meraviglianò dà invece il merito alla televisione e alle nuove tecnologie multimediali di aver ridato voce allo strumento comunicativo di Gutenberg: il libro. La televisione è stata anche definita “l’oppio dei popoli”, in quanto limita le capacità intellettuali dell’uomo e plagia i più bassi strati della società, poco acculturati. Recentemente la diffusione di Internet e del libro elettronico da un nuovo carattere alla comunicazione e alla cultura. Come afferma Fabio Falzea, responsabile delle relazioni strategiche della Microsoft Italia gli eBook (libri elettronici) saranno il più grosso fattore di accelerazione della cultura dopo Gutenberg.
Internet rappresenta anch’esso la piena affermazione della comunicazione di massa, ma ricordiamo che chi non ha nulla da cercare o non ha una base culturale non utilizza Internet. Di nuovo ci si può quindi rendere conto dello stretto legame che unisce la comunicazione alla cultura. Con Internet e con le nuove tecnologia multimediali si va però perdendo il piacere di usare carta e penna e di sfogliare un libro. Bisogna quindi chiederci se vale la pena perdere tutta la nostra originalità e soggettività.
Isabella Santecchia 2002