Stanislao Capoferri è un orologiaio tra i più attivi delle Marche, ha frequentato in Svizzera, Germania e Italia numerosi corsi di specializzazione e aggiornamento (Wostep, ETA, Audemars Piguet, ecc.). Oltre a riparare gli orologi delle migliori marche, restaura anche quelli antichi e moderni ed è sempre pronto a evolversi per far fronte alle esigenze della tecnica. Ecco perché andiamo a riportare una sintesi delle sue ragioni.
Il lato positivo della sua attività artigianale?
“Il bello del mio lavoro è la passione, non il denaro. Mio nonno, mio zio e mio padre, mi hanno avvicinato, ormai 25 anni fa, a quest’antica arte ricca di storia. Bello è anche: svolgo lo stesso lavoro dei grandi mastri orologiai dei secoli scorsi, i quali disponevano di una modesta tecnologia. Tuttavia è incredibile vedere pezzi storici complicatissimi realizzati con tanta bravura. La curiosità prende il sopravvento, mi pongo mille domande, leggo e rileggo per trovare le risposte. Positivo è anche che non si smette mai d’imparare e l’indipendenza. Anche lo stupore e la gratitudine del cliente quando ritorna in possesso del suo amato orologio funzionante”.
Quali sono le difficoltà del suo lavoro?
“Purtroppo le problematiche, per noi tecnici orologiai indipendenti, sono tante, la quasi totale indifferenza e non collaborazione delle case orologiere svizzere e di riflesso degli importatori Italiani. Per noi tecnici capaci ci sarà sempre un posto, ma solo se diventi un loro dipendente. Solo allora potrai continuare a lavorare con serenità, altrimenti da indipendente sei costretto a subire tutte le angherie e per chi ha deciso di investire anni e anni del suo sapere con un laboratorio di tutto rispetto e d'avanguardia, non c'è spazio. Quasi tutte le aziende di alta gamma come Cartier, Audemars Piguet, Patek Philippe, Vacheron, Breitling, IWC, Panerai, Rolex, Omega, Longines, ecc. non ti mettono nella condizione di ricevere parti di ricambio per molte ragioni. Loro sostengono - senza alcun fondamento - che non siamo preparati e idonei a frequentare corsi di specializzazione e di ricevere pezzi di ricambio originali, perché indipendenti. Se decidessimo di lavorare per un rivenditore autorizzato, o meglio, diventare il suo operaio, allora tutto a un tratto diventiamo idonei e possiamo frequentare i loro corsi di specializzazione, ma sempre su richiesta del concessionario. Questa politica restrittiva messa in atto dalle case orologiere porterà alla scomparsa inevitabile dell’antica arte dell’orologiaio. Tra mille difficoltà e impedimenti, qualche ricambio si riesce ad avere pagando cifre assurde di spedizione come 100-150 euro per ricevere la merce dopo due mesi, se va bene. Oppure dobbiamo raccomandarci a un rivenditore autorizzato per ricevere un pezzo di ricambio, pagarlo tre volte di più (perché ci speculano) e riceverlo solo se gli stai simpatico”.
Come si è arrivati a questo punto?
“Le cause sono un po’ da ricercare nella nostra categoria oltre che in una politica errata delle aziende. In Italia la cultura della riparazione è recentissima prima appariva come un lavoro semplice fatto di pochi attrezzi base e un angolo angusto dove poterlo svolgere. Non siamo stati capaci d’imporci creando negli anni un gruppo unito di orologiai professionisti, un albo dove venivano rispettati diritti e doveri dell'associato. Poi le politiche di marketing delle aziende svizzere hanno fatto il resto”.
Secondo il suo parere la situazione si sbloccherà?
“Spero di sì, la categoria e l'associazione orologiai, da qualche anno esistente in Italia, si sta occupando del caso. Alcune manifestazioni di protesta sono state fatte e occorre farne delle altre, il problema è stato sensibilizzato anche in riviste settoriali come “L’Orologio” di Argò editore. L’associazione ha fatto ricorso alla Commissione Europea, ma si va avanti a piccolissimi passi e tra mille difficoltà”.
Il sociologo americano Richard Sennett della New York University sostiene che con l’orgoglio per il proprio lavoro gli artigiani potrebbero persino risollevare l’economia di un Paese in crisi.
Dimenticavo: l’Atelier d’Horlogerie “La Macchina del Tempo” si trova a San Benedetto del Tronto (AP) www.lamacchinadeltempoweb.it
Dicembre 2011